La realtà e le idee di “Illusion”, il nuovo album di Edda

La realtà e le idee di “Illusion”, il nuovo album di Edda
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Dal sodalizio con il produttore e musicista Gianni Maroccolo, nasce “Illusion”: il nuovo album del cantautore, ex Ritmo Tribale, Edda pubblicato il 23 settembre per Al-Kemi Records/Ala Bianca e ambientato nell’iperuranio

Perché non scomodare la filosofia greca per raccontare “Illusion”? Ricordate la dottrina delle idee di Platone, il Fedro, il mito della Biga Alata e tutta la storia sull’iperuranio? Il filosofo rappresenta l’anima umana ad una biga situata nel mondo delle idee, trainata da un cavallo nero ed uno bianco. Il secondo tira verso l’iperuranio, mentre il primo spinge più forte verso il mondo sensibile vincendo. Più la bestia candida resiste nel mondo al di là del cielo, più l’anima acquisisce idee.

Ecco, Edda deve esserci stato un bel po’ in quel luogo metafisico. Il cantante lombardo riesce a riportare l’anima di chi lo ascolta a quella situazione prenatale. Riporta le situazioni reali, il concreto a lottare contro i propri archetipi e i propri ideali. Distruggendo qualsiasi pretesa di concretezza, va contro la narrazione tipica del cantautorato italiano e si ribella alla schiavitù della realtà. Racconta con un’emotività struggente tratti di vita, rendendoli delle vere e proprie illusioni confrontate all’universalità del modo in cui vengono raccontate.

I temi, divisi tra idee, oggetti e persone, si muovono tra poli opposti. Attraverso le undici tracce si contrappongono mascolinità e femminilità nella loro accezione tradizionale, austerità e dolcezza, si va dall’infanzia di “Alibaba” alla maternità del singolo che ha anticipato l’uscita del disco “Lia”, dallo spirito al corpo, dall’onniscienza del divino all’”Ignoranza”. Pezzi irriverenti, passionali e arrabbiati convivono magistralmente nello stesso disco senza stridere tra loro o dare la sensazione di essere “fuori luogo”.

Il suono maturo

Il suono di “Illusion”, interamente curato da Gianni Maroccolo, rispecchia tutta l’esperienza dei due artisti. Tendenzialmente oscilla dal rock classico all’elettronica passando per il rock ‘n roll. Qua e là ci sono degli elementi difficilmente trascurabili e memorizzabili già al primo ascolto. Come le tastiere “doorsiane” che conferiscono a “Signorina buonasera” una particolare sensualità, oppure il balbettio di “Mio capitano”, per non parlare del falsetto che, interrompendo il cantato biascicato di Edda, dona un senso di infantilismo ad alcuni brani.

Illusion” è l’ennesimo disco di Edda scritto di getto, cantato ad occhi chiusi e con il cuore in mano. Si tratta di uno di quei lavori capace di mettere d’accordo tutti perché spontaneo e viscerale. Come tutti i lavori delle ex rock star che abbandonano la chitarra elettrica per quella acustica, è dettato semplicemente dalla voglia di redimersi e salvarsi: il miglior marchio di qualità artistica che possa esistere.

a cura di
Lucia Tamburello

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