Manga, un (nuovo) fenomeno di massa

Manga, un (nuovo) fenomeno di massa
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Un viaggio alla scoperta dei manga, un vero e proprio fenomeno di massa proveniente dall’Oriente e che negli ultimi anni si è diffuso a macchia d’olio anche nei contesti occidentali

Uno degli effetti della globalizzazione, che caratterizza l’epoca in cui viviamo, è senza dubbio lo scambio fra diverse culture. I manga, infatti, sono molto più di semplici fumetti. Sono qualcosa che racchiude la millenaria tradizione del Paese del Sol Levante, uno spaccato della sua cultura. Sebbene essi siano ormai molto diffusi, sulla loro natura aleggia ancora un po’ di confusione. Approfondiamo meglio l’argomento!

Introduzione

Il termine manga, che nello specifico identifica il fumetto prodotto in Giappone, ha radici più antiche di quel che si possa pensare. Già a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, infatti, la parola compare in alcune produzioni di artisti e autori giapponesi, sebbene fosse utilizzata per riferirsi ad opere diverse da quelle a cui siamo abituati oggi. Intorno agli anni cinquanta, che segnano il primo boom di vendite a livello nazionale e internazionale, il manga inizia a mutare lentamente ma in modo costante. Esso passa infatti dall’essere un genere pensato per ragazzi e bambini a qualcosa capace di attirare un pubblico di tutte le età.

Com’è forse ovvio, leggere un manga non è come sfogliare un libro. La particolarità, che salta subito all’occhio, è che si legge iniziando da quella che siamo abituati a considerare l’ultima pagina, rispettando così la tradizione orientale. Di conseguenza, anche la lettura delle vignette all’interno dell’opera va fatta da destra a sinistra, procedendo dall’alto verso il basso. Inizialmente, quando il fenomeno di diffusione era ancora agli albori, le stampe in Italia riproponevano l’ordine di lettura occidentale, per non generare confusione. Il trend venne però invertito con l’uscita di Dragon Ball, prima opera a conservare l’ordine originale.

Se si parla di fumetti giapponesi, non si può non menzionare l’altro lato del fenomeno: gli anime. Col termine si indicano le trasposizioni animate che ottengono le creazioni di maggior successo. Inevitabilmente esse contribuiscono quindi a rendere ancora più conosciuta l’opera cartacea dal quale sono tratte.

a sinistra Naruto, al centro Death Note, a destra One Piece (Fonte: Pinterest)
Generi principali

Ebbene sì, credevate forse che il manga trattasse solo di uno specifico argomento? Assolutamente no! Così come si possono trovare romanzi delle tipologie più disparate, anche il fumetto giapponese vanta un ampio ventaglio di generi, che lo rendono fruibile da un pubblico variegato. Dato il loro elevato numero, elencarli tutti sarebbe un’impresa titanica. Vi offriamo quindi uno sguardo sulle categorie che riscuotono maggior successo in Oriente e in Occidente.

Senza alcun dubbio, il genere più conosciuto è quello degli shonen, la cui traduzione letterale (ragazzo) indica il target di persone a cui maggiormente si rivolge. A questa categoria possono essere ricondotte opere che hanno segnato la nostra infanzia come Dragon Ball, Naruto e One Piece, ma anche nuovi colossi del settore come Death Note, Attack on Titan e My Hero Academia. Negli shonen spesso vengono inscenate battaglie emozionanti, ma esse non sono una loro caratteristica imprescindibile.

La controparte degli shonen sono gli shojo, che nascono per rivolgersi alle ragazze in età adolescenziale. Per questo, nelle storie appartenenti a tale categoria un grande spazio viene dato alla componente romantica, oltre che alla caratterizzazione psicologica e caratteriale dei protagonisti. Baluardi del genere sono Fruits Basket, Sailor Moon e Cardcaptor Sakura.

Tra i sottogeneri una menzione doverosa va fatta ad altre due categorie molto in voga nei contesti occidentali, gli spokon e gli yaoi/yuri. I primi seguono le vicende di gruppi sportivi e sono tantissime le serie di successo, come Slam Dunk, Capitan Tsubasa (in Italia Holly&Benji) o Haikyuu!!. I secondi, invece, sono riconoscibili per la componente omoerotica, con tratti moderatamene espliciti a livello sessuale. Con yaoi si intende il genere in cui la relazione si instaura tra due maschi, viceversa gli yuri seguono le vicende delle ragazze.

A sinistra Slam Dunk, al centro Cardcaptor Sakura, a destra Haikyuu (Fonte: Pinterest)
La diffusione nel contesto globale

Come già specificato, ormai, il manga è definito come un fenomeno di massa. Se in paesi come la Corea del Sud, l’Indonesia e la Thailandia il Giappone già in passato poteva trovare, grazie ad un comune fondo culturale, prevedibili e potenziali consumatori, colpisce invece il successo che ha riscosso in Occidente. Dagli Stati Uniti all’Europa questo prodotto orientale ha conquistato il mercato, in particolare l’area tedesca e italiana ma soprattutto quella francese. Importante da sottolineare è anche la diffusione crescente di fumetti non “Made in Japan”.

Negli ultimi anni e con l’arrivo di piattaforme streaming, come quella di Netflix, che offrono la visione di svariati anime, le opere giapponesi stanno avendo una nuova ondata di successo tra i giovani, curiosi di approfondire ancora di più i racconti e le storie trasmesse.

Il fenomeno in Italia

Il successo in Italia è dovuto agli anime che, durante gli anni 70, fecero da trampolino di lancio. Le generazioni di bambini iniziano a crescere dunque con Heidi e con le avventure di Lupin III, di Capitan Harlock, di Lady Oscar e di Sailor Moon. Le varie storie, però, venivano spesso riscritte o censurate, anche in forma cartacea, rovinandone, in molti casi, la qualità.

La curiosità dell’anime giapponese scatena dunque l’interesse dei ragazzi e gli anni ’90 possono essere considerati come il periodo di maggior successo per il mercato in Italia. I numerosi generi offrivano un’ampia gamma di scelta per i nuovi lettori riuscendo anche a limitare le varie revisioni e censure per il pubblico ormai più adulto. Così, il prodotto cartaceo, riesce a distaccarsi finalmente da quello televisivo.

Tra le case editrici di maggior successo, che hanno contribuito in maniera simbolica alla crescita di tale mercato, troviamo sicuramente la Edizioni Star Comics, Planet Manga (Panini Comics), J-Pop e GOEN (RW Edizioni).

A sinistra Lady Oscar, al centro Capitan Harlock, a destra Sailor Moon (Fonte: Pinterest)
Conclusioni

I manga, come gli anime, oggi fanno parte della vita quotidiana di moltissime persone. È ormai reciproca l’influenza tra cultura occidentale e orientale. Questo particolare prodotto ha ispirato svariati settori ma, soprattutto, parla di molte verità: tra quelle tavole, tra i mondi di fantasia e tra sogni apparentemente lontani, si possono percepire le tantissime sfumature dell’uomo.

Oggi può sembrare scontato ma i manga, anche in passato, non hanno posto dei limiti come ad esempio troviamo nei fumetti dei supereroi americani. I primi, infatti, sono capaci di mostrare senza paura il lato più emotivo della parte maschile, che spesso viene ignorato in altri contesti. Questo è solo uno dei tanti esempi tra i più discussi. Ciò che allora è importante sottolineare è come il linguaggio del fumetto giapponese sia sempre stato diretto e forse, proprio su questo, si pone la base più rilevante del suo successo nel mondo.

A cura di
Annalisa Barbieri
Noemi Manzotti

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