Metamorfosi – 14 ottobre 2021 – Teatro Bonci (Cesena)

Metamorfosi – 14 ottobre 2021 – Teatro Bonci (Cesena)
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Si apre la stagione teatrale del Bonci di Cesena con un’anteprima nazionale realizzata in collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione: “Metamorfosi”, basata sull’opera di Kafka.

La stagione teatrale di Cesena inizia con un’anteprima nazionale. Dal 14 al 17 ottobre infatti, al Teatro Bonci, è possibile assistere a Metamorfosi, l’allestimento italiano del regista scozzese Matthew Lenton dell’opera di Kafka.

La produzione porta la firma di Ert / Teatro Nazionale, Vanishing Point e Tron Theatre.

Fuori dal Bonci, in una fredda serata di ottobre, alcune decine di persone si affollano in attesa di mostrare il proprio Green Pass. Da pochi giorni i teatri sono tornati ad avere capienza al 100% e, seppur sperando in una presenza di pubblico ancora maggiore, dopo quasi due anni, si sentiva il bisogno di rivedere i palchi pieni.

Lo spettacolo

Lenton riscrive una delle opere più famose di Franz Kafka, La Metamorfosi, adattandola ai nostri tempi. Gregor Samsa non è più un commesso viaggiatore ma un rider. Senza un giorno libero e intrappolato in un lavoro squallido a causa della necessità di saldare il debito del padre e sostenere economicamente la sua famiglia, pedala tutto il giorno per effettuare le consegne. La sera, stanco dopo una giornata di lavoro trascorso in sella alla bicicletta, si infila a letto.

La storia è nota a tutti: Gregor, al mattino, svegliandosi scopre di essersi trasformato in un grande insetto simile a uno scarafaggio. La trasformazione da uomo a insetto è rappresentata da un cambio di attori: Alessandro Bay Rossi, nella versione umana, e un incredibile Nico Guerzoni, la sua metamorfosi.

Il suo aspetto repellente e il linguaggio incomprensibile allontanano, ogni giorno di più, la sua famiglia. Nessuno intorno a lui lo capisce. La stanza di Gregor diventa quindi una gabbia dove lui è il prigioniero, mentre la sua famiglia si trova costretta a ospitare e servire ricchi coinquilini per mantenersi. Con il pigiama sempre più sporco, Gregor assomiglia a un detenuto. È inevitabile trovarsi a meditare cosa significhi essere un corpo estraneo in un mondo sempre più terrorizzato dal diverso.

La Metamorfosi ai tempi nostri

Questa sceneggiatura, così come la storia di Kafka, delineano uno scenario agghiacciante. Dentro si possono trovare tutti i disastri dei nostri tempi: la paura di quello che non si conosce, l’isolamento, il turbocapitalismo.

Come l’originale, l’adattamento di Matthew Lenton, racconta la sofferenza dell’alienazione umana e l’impotenza. La sua versione è accurata e fedele. Il suo stile visivo perfetto per riportare l’incubo di Kafka.

La famiglia, inizialmente preoccupata e poi sempre più spaventata, è reticente ad accettare che, dentro a quell’enorme insetto, si nasconda il loro Gregor. Alcune parti di Metamorfosi rievocano un’atmosfera da favola nera di Roald Dahl. Ed è qui che comincia la vera metamorfosi della storia, quando la famiglia di Gregor razionalizza la propria crudeltà, giustificandola.

La camera di Gregor, in primo piano, diventa sempre più caotica e sporca. Gli spettatori si trovano all’interno del suo mondo capovolto. Ci sentiamo dei voyeur, oltre al vetro, a osservare insieme a lui la sua famiglia servire una cena ai coinquilini, immersa tra realismo e fantasia allucinatoria.

Lo spettacolo si conclude con un’operazione di pulizia. Le luci bianche brillanti, che delimitano le varie aree del palco, si spengono lasciandoci immersi in un buio spaventoso.

a cura di
Daniela Fabbri

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Daniela Fabbri

Daniela Fabbri

Sono nata nella ridente Rèmne, Riviera Romagnola, nel 1985. Copywriter. Leggo e scrivo da sempre. Ho divorato enormi quantità di libri, ma non solo: buona forchetta, amo i racconti brevi, i viaggi lunghi, le cartoline, gli ideali e chi ci crede. Nutro un amore, profondo e viscerale, per la musica, in tutte le sue forme. Sono fermamente convinta che ogni momento della vita debba avere una colonna sonora. Potendo scegliere, vorrei che la mia esistenza fosse vissuta lentamente, come un blues, e invece sono sempre di corsa. Mi piacciono gli animali. Cani, gatti, procioni. Tutti.

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