Necessità di legalizzare, non di proibire

Necessità di legalizzare, non di proibire
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Le 420 mila firme a quattro giorni dall’inizio della campagna per l’istituzione del referendum sulla liberalizzazione della cannabis sono il simbolo di una forte necessità di legalizzare

L’obiettivo è il raggiungimento di 500 mila firme entro il 30 settembre e, vista l’alta richiesta sociale di legalizzare, potrebbe essere raggiunto proprio in questi giorni.

Quello che i promotori chiedono è l’eliminazione del reato di coltivazione, la rimozione delle pene detentive per qualsiasi condotta legata alla cannabis; in più la cancellazione della sanzione amministrativa del ritiro della patente. La cannabis non può essere un argomento di secondo piano; è una delle questioni sociali più importanti del paese e non può essere considerato un tabù.

La novità di questa campagna è che si può firmare con l’identità digitale, cioè con lo Spid, al sito https://referendumcannabis.it/#Firma

Ricordiamo che l’Italia è il terzo paese in Europa per uso di cannabis; infatti, ci sono circa 6 milioni di consumatori. Nel nostro paese, inoltre, la percentuale è altissima soprattutto tra i giovani: uno su cinque di età compresa tra i 15 ed i 34 anni ne ha fatto uso almeno una volta. 

Locandina Referendum Cannabis Legale
Perché andrebbe legalizzata

Il mercato della cannabis ora come ora non è controllato quindi questo significa che chiunque può recarsi da un pusher per acquistarla, anche un minorenne. Nei paesi dove questa è legale, ai minorenni ( e a volte i minori di 21 anni) non è consentito l’accesso a locali in cui è autorizzata la vendita.

Ci sarà più controllo anche dal punto di vista della qualità del prodotto, molto spesso compromesso con altre sostanze per farlo pesare di più. Il consumatore infatti spesso trova un prodotto mal conservato o scarso; mentre, permettendo la coltivazione in casa, non ci saranno dubbi sulla provenienza e sul trattamento.

Per non parlare del lato economico: si produrrebbero migliaia di posti di lavoro e anche le casse dello stato ne gioverebbero. Basti pensare che con la messa in vendita della cannabis light (che contiene solo il CBD e non THC) si è arrivati a un giro d’affari di circa 50 milioni di euro. Stando al rapporto del Dipartimento delle Politiche Antidroga, lo spaccio di hashish e marijuana rappresenta il 39% del mercato delle droghe portando circa 6,3 miliardi di euro alle mafie.

Inoltre, da uno studio della rivista scientifica The Lancet, emerge che l’alcool e il tabacco sono più nocivi rispetto alla marjuana, da un punto di vista sia fisico che sociale, quindi sarebbe controverso non legalizzare con la motivazione dei danni.

statistica da The Lancet
L’esempio degli altri paesi

In America si sta pensando di legalizzare la marjuana a livello federale e al momento gli stati che hanno consentito l’uso e la vendita sono arrivati a 15 (più il distretto di Columbia) dopo che anche lo stato di New York ha adottato la legge che autorizza l’acquisto e la coltivazione ai maggiori di 21 anni.

La legge fissa a 85 grammi il limite per uso personale e prevede di tassare al 9% le vendite, prevedendo circa 350 milioni di dollari di entrate. Questo significa anche meno detenuti da mantenere.

Il Portogallo è il paese dove si trova la più bassa percentuale di giovani consumatori in Europa ed è lo stesso stato che nel 2001 ha deciso di affrontare la questione con interventi sociali invece che repressivi dato che l’uso di ogni sostanza qui è decriminizzato.

Ma guardiamo anche il caso spagnolo, dove non è consentito l’uso di marijuana al di fuori di case o nei Cannabis Social Club. In Spagna la cannabis è depenalizzata e questi club permettono al governo di controllarne la produzione e la diffusione, dove però bisogna essere tesserati e raramente lasciano entrare turisti.

C’è anche l’esempio del Canada, che è stato uno dei primi a legalizzare con una legge che permette il possesso fino a 30 grammi. Il consumo di cannabis è rimasto pressoché invariato, tranne che per la fascia di popolazione sopra i 65 anni che ha visto un incremento.

Approvato il testo base

Questo è stato un periodo che ha visto anche un’altra svolta per quanto riguarda il tema: il Parlamento ha approvato il testo base sulla legalizzazione settimana scorsa.

Questo prevede la coltivazione di 4 piante di cannabis ad uso personale, la diminuzione delle pene per la lieve entità con la differenziazione fra le sostanze, e la cancellazione delle sanzioni amministrative per le persone che usano sostanze.

Potrebbe però subire varie modifiche dato che ci sono diverse posizioni a riguardo.

Il centrodestra non sembra essere a favore di questo provvedimento e sottolinea la sua linea dura contro tutti i tipi di droga, senza differenziare tra leggere e pesanti. A favore si sono espressi il Partito democratico, il Movimento 5 stelle, Liberi e uguali e i Radicali, Italia Viva si è astenuta.

Certo è che anni di proibizionismo non sono serviti a molto dato che i consumatori ci sono e la soluzione non può essere quella di mettere un muro di fronte a milioni di persone. Possiamo seguire gli esempi degli altri stati che stanno andando avanti vedendo la marjuana come un punto di svolta e un’opportunità per la creazione di posti di lavoro e la sostituzione del mercato illegale con quello legale.

Le misure repressive non sono servite e a questo punto perché non legalizzarla?

a cura di
Alice di Domenico

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