Nefertiti: il nuovo album introspettivo e maleducato dei Carena

Nefertiti: il nuovo album introspettivo e maleducato dei Carena
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Tre ragazzi pugliesi, cresciuti tra le colline e le lente passeggiate nei boschi di Martina Franca, che ad appena due anni dalla nascita della loro band ci regalano un album maturo, ricercato e pieno di interessanti brani sperimentali.

I Carena, band formata da Giovanni Maggi (voce e tastiera), Giovanni Palmer (chitarra), Claudio Pulito (batteria), accompagnati al basso da Fabrizio Facø Convertini, hanno presentato il 25 novembre scorso il loro primo album Nefertiti, per Dischi Uappissimi, registrato nello studio Giungla Factory della loro terra natia.

Nove tracce che fanno assaporare le storie d’amore, le notti umide e la lenta vita nella provincia pugliese.

All’interno di Nefertiti, oltre alla traccia che dà il nome all’album, ritroviamo Detersivo, San Lorenzo e FBI i tre singoli che la band ha presentato al pubblico dal 2017 ad oggi.

La copertina dell’album “Nefertiti”

L’INTERVISTA ALLA BAND

Nefertiti, il vostro primo album, viene pubblicato a soli due anni dalla nascita della vostra band. Nove tracce che dimostrano un’interessante maturità della vostra musica. I brani sono nati dal 2017 ad oggi o erano conservati nel cassetto di qualcuno di voi già prima?
“Siamo partiti con un solo brano, Cena a Casa di Arianna, gli altri sono usciti pian piano che il progetto prendeva forma stilisticamente. La lunga gestazione ha fatto sì che l’intero disco venisse fuori con una certa maturità.”

La pop ballad che dà il nome al vostro album racconta di un abbaglio d’amore per una ragazza che ricorda la regina egizia. Un brano che si ispira ad una storia reale? 
“Tutte le nostre canzoni traggono ispirazione da storie reali. Più che da un abbaglio o una cotta prende spunto da una conversazione con questa ragazza bellissima, dai tratti esotici, che ha ispirato il nostro autore Giovanni Palmer, il quale ha trasformato quel delirio alcolico in canzone.” 

Detersivo, San Lorenzo e FBI, i tre brani che hanno anticipato la pubblicazione dell’album, sono usciti singolarmente ad alcuni mesi di distanza, poi avete deciso di pubblicare l’intero Lp. Nel 2019 ha ancora un significato pubblicare un intero prodotto di più tracce, piuttosto che una separata dall’altra come fanno già molti artisti? 
“Il disco è un concetto che ha un inizio ed una fine, va usato come un libro in cui ogni canzone è un capitolo; perderebbe del significato originale se mancasse anche una sola traccia. Chiudere un disco ti dà la possibilità di stravolgere tutto nel successivo, cambiare ambienti e temi slegandolo completamente dal lavoro precedente. Ed è questo che rende meravigliosa l’arte.”

I vostri fan che vi hanno conosciuto e apprezzato con i primi tre singoli cosa possono gustare di nuovo nell’album che avete pubblicato?
“Le altre canzoni sono più introspettive e a tratti maleducate e sperimentali; chi ci ha apprezzato per i singoli potrà ascoltare la varietà di ambienti che siamo riusciti a creare. Il disco l’abbiamo chiamato Nefertiti proprio per dare una vita da “singolo” a quella traccia.”

Due terzi di Carena vivono ogni giorno il mare, svolgendo la nobile arte dei marinai. Qualcuno dei brani dell’album è nato o è stato ispirato da esperienze vissute al largo di qualche costa pugliese? 
“La storia dei marinai nasce da un tour estivo che due di noi (Palmer e Facø) hanno fatto con il cantautore Renzo Rubino, che ha deciso di portare le canzoni legate al mare in barca nei porti pugliesi (Porto Rubino). 
In realtà noi siamo pugliesi anomali, siamo di Martina Franca che è in collina ed è circondata dai pini delle riserve naturali. Siamo legati alla natura e questo ci influenza tantissimo.”


Poco più di due anni fa non esistevano i Carena, ora avete lanciato il vostro primo album. Provate a chiudere gli occhi e a immaginarvi fra due anni. Qual è il desiderio più grande per il vostro futuro nel mondo della musica?
“Noi lavoriamo con la musica e da due anni a questa parte è la nostra ragione di vita. Non ci poniamo obiettivi reali, traguardi o altro. L’unica cosa che vogliamo è crescere come musicisti ed autori, evolverci e cambiare, trovare ispirazioni e vivere questa meravigliosa esperienza assieme. Non dimentichiamo che noi Carena siamo amici, prima ancora di essere colleghi.”

A cura di
Francesco Malferrari

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