Dal 26 giugno è disponibile “Il prepuzio del fico”, il nuovo singolo di Salvatore Spadaro, primo brano che anticipa “Timpa”, il disco in uscita nei prossimi mesi.
Cantautore calabrese classe 2000 e oggi di base a Roma, Salvatore Spadaro arriva a questo nuovo percorso dopo un periodo di formazione tra il C.E.T. di Mogol e Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini, diverse esperienze live in giro per l’Italia e una scrittura che tiene insieme memoria, immaginario rurale e ricerca personale. Con “Il prepuzio del fico” inaugura una nuova fase del suo percorso, più vicina alla sua storia e al paesaggio emotivo da cui proviene.
“Il prepuzio del fico” è una canzone sospesa, intima e cinematografica, costruita come un ricordo che riaffiora senza voler essere spiegato del tutto. Il brano si muove in una zona sottile, tra malinconia e lucidità, tra infanzia e perdita dell’innocenza, restituendo quel momento indefinito in cui si comincia a percepire se stessi e il mondo smette di essere soltanto un luogo da attraversare.
Dentro un paesaggio di campagna, caldo, polvere, corpi e dettagli minimi, Salvatore Spadaro racconta la prima adolescenza come uno spazio in bilico. Non c’è nostalgia pura, ma una memoria fisica, quasi tattile, fatta di immagini che restano addosso: la provincia, l’afa, la strada, i campi, la scoperta del corpo e di una nuova consapevolezza.
Il brano anticipa il mondo di “Timpa”, disco che prende il nome dalla collinetta bucolica su cui l’artista è nato e cresciuto e dalla quale continua, in qualche modo, ad allontanarsi. Un luogo reale e simbolico, dove il contrasto tra radici e fuga, campagna e città, verità e apparenza diventa materia musicale e narrativa.
Salvatore Spadaro riguardo al singolo afferma:«Il prepuzio del fico, nonostante il suo titolo bizzarro, vuole essere un brano serissimo. È il ricordo più nitido che ho della mia prima adolescenza, di quando ho iniziato a percepirmi. Dentro un quadretto neorealista ho voluto raccontare alcune delle scene più importanti della mia vita. Ed eccomi sgasare per i campi con la vecchia “Primavera” di mio papà, per evitare che l’afa scongeli le birre che avrebbero salvato i braccianti dalla rumorosa sete della mietitura. Eccomi stuzzicare la bocca del fico per vedere scorrere quel bianco latte proibito che ti brucia le mani, gli occhi. Ed ecco che continuo a percepirmi, perdendo la purezza».
BIOGRAFIA SALVATORE SPADARO
Salvatore Spadaro è un cantautore calabrese classe 2000, originario di una piccola realtà di provincia e oggi di base a Roma.
Cresce in Calabria, dove la musica diventa fin da subito uno spazio di osservazione e racconto. Durante gli anni del liceo inizia ad approfondire la scrittura e la composizione, alternando la vita nella sua terra d’origine allo studio al C.E.T. di Mogol, in Umbria.
Dopo il diploma si trasferisce a Roma, dove si iscrive a Lettere e Filosofia e inizia ad avvicinarsi alla scena musicale della città. La musica prende progressivamente il centro del suo percorso, portandolo a mettere da parte gli studi universitari per concentrarsi sulla scrittura, sulla ricerca artistica e sull’esperienza live.
Pubblica un primo album sotto pseudonimo, scelta che gli permette di sperimentare con maggiore libertà e di confrontarsi per la prima volta con il mondo discografico. Quel progetto rappresenta per lui una fase formativa importante, sia dal punto di vista artistico sia professionale, e lo porta a esibirsi in diversi contesti live in giro per l’Italia, tra piccoli spazi indipendenti, province e club.
Negli anni successivi entra in contatto con l’ambiente di Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini, dove decide di proseguire il proprio percorso di formazione e approfondire una ricerca che, da semplice passione, diventa sempre più una direzione concreta.
Le sue canzoni si muovono tra romanticismo, malinconia, leggerezza e immaginari psichedelici, attraversando il contrasto tra campagna e città, radici e fuga, verità e apparenza.
Salvatore Spadaro ha da poco concluso i lavori del suo nuovo disco, prodotto artisticamente insieme a Marta Venturini. Il progetto, in uscita nei prossimi mesi, si intitola “Timpa”, riferimento alla collinetta bucolica su cui è nato e cresciuto e dalla quale continua, in qualche modo, ad allontanarsi. Il disco è anticipato dal primo singolo “Il prepuzio del fico”, in uscita il 26 giugno.

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