Dopo ben tredici anni i Two Door Cinema Club tornano in Italia per festeggiare il 15esimo anno dal debutto con il loro primo album “Tourist History”.
Abbiamo finalmente potuto assaporare il festival “Tener-A-Ment”e dopo aver partecipato diversi anni alle conferenze, ma andando pochissime volte a vedere effettivamente la location in cui si tiene e cosa rappresenta questo festival. Il Festival è un orgoglio per la programmazione qualitativamente alta che riesce a organizzare ogni anno e che prosegue dal 1952.
Il luogo d’altronde è semplicemente magico: il Vittoriale degli italiani a prescindere dalla stima verso D’Annunzio, rappresenta uno spazio incredibile sul Lago di Garda e avere dei concerti in questa location è un privilegio non da poco. Se ne avete occasione esplorate le zone attorno prima di andare ai concerti in questo spazio o visitate il Vittoriale stesso perché già l’anfiteatro al suo interno, dove si è tenuto il concerto, di certo rappresenta la bellezza di questo luogo unico.
Passando al concerto, in apertura ci ha pensato Generic Animal con qualche brano in acustico, non è un artista che seguiamo con frequenza o per cui siamo andati appositamente, però ha avuto comunque il suo perché soprattutto è stato chiamato qualcuno di “diverso” rispetto ai soliti opener che si vedono in giro.
I Two Door Cinema Club invece mancavano dal nostro Paese da ben tredici anni perché come al solito facciamo 250 000 presenze da Ultimo, poi magari queste band che qualitativamente hanno qualcosa da dire non vengono chiamate per la “paura” del poco engagement che possono creare.
Questo tour è appositamente pensato per suonare l’intero album “Tourist History” per il 15esimo anno dall’esordio di questo disco che ha rappresentato per la band anche la svolta con i brani “Something Good Can Work”, “What You Know” e “Undercover Martyn”.
Il concerto di ieri è stato un’altalena di emozioni perché infatti dopo sei canzoni, il meteo, come di questi campi a causa della crisi climatica ha deciso di essere avverso, obbligando l’interruzione del concerto e lasciando tutti con il fiato sospeso dopo aver ascoltato solo una pillola di quello che poi sarebbe potuto essere. Il bello è che nel frattempo dell’attesa abbiamo potuto esplorare un po’ gli spazi del luogo accessibili per assaporare meglio quell’ambiente.
Fortunatamente dopo 45 minuti di interruzione, di pazienza dei partecipanti e della cortesia della band si è potuti riprendere a suonare con ancora più energia di prima. Purtroppo dopo l’interruzione è sembrato che il concerto fosse velocizzato senza prendersi degli appositi tempi di calma, ma comprendiamo che la vita in tour è difficile e gli smacchi alle tabelle di marcia possono impedire la logistica.
Ciò che ci ha sempre colpito di questa band è come con canzoni relativamente tranquille riescono comunque a dare un sacco di energia, le sonorità non sono cattive e dure, ma soft e incalzanti al tempo stesso. L’abilità canora del cantante ci ha abbastanza sorpresi e in realtà anche la sua eleganza/compostezza nonostante certi brani come quelli citati prima o la stessa “Sun”, “Are We Ready” farebbero scatenare anche qualsiasi ultraottantenne col deambulatore.
Ci siamo divertiti tantissimo e la band ha rispecchiato le aspettative (ndr, quanto aspettavo di vederli), per non parlare dello spazio che ci ha lasciati incantati e lo sogneremo ancora per un po’ di tempo. È stato un concerto con una band indie, uno spazio “insolito” e con la sola musica ad accompagnare la gente, il contrario degli eventi che “funzionano” attualmente, ma ci piacerebbe molto che queste manifestazioni diventassero quasi la normalità piuttosto che il contrario. Grazie alla band e all’organizzazione, alla prossima edizione!
La scaletta del concerto
- Cigarettes in the Theatre
- I Can Talk
- Come Back Home
- Do You Want It All?
- This Is the Life
- Something Good Can Work
- Sleep Alone
- Next Year
- Changing of the Seasons
- Bad Decisions
- Handshake
- Someday
- Lucky
- Are We Ready? (Wreck)
- Sun
- Undercover Martyn
- Costume Party
- You’re Not Stubborn
- Eat That Up, It’s Good for You
- What You Know
a cura di
Luca Montanari

