Esprimi un desiderio: la commedia che unisce solitudini e generazioni

Il nuovo film di Volfango De Biasi, con Max Angioni e Diego Abatantuono, approda oggi nelle sale con Notorious Pictures: una storia che parla di ascolto, legami e seconde possibilità.

Arriva oggi al cinema Esprimi un desiderio, diretto da Volfango De Biasi e distribuito da Notorious Pictures. Prodotto in collaborazione con Tramp Limited e con il sostegno della Friuli Venezia Giulia Film Commission, il film è stato girato quasi interamente a Clauiano, piccolo borgo dal fascino intatto che diventa cornice di una vicenda universale. L’opera sceglie di raccontare non solo lo scontro tra generazioni, ma soprattutto la possibilità di costruire relazioni autentiche.

Trama

Il protagonista è Simone (Max Angioni), un ragazzo che si ritrova a dover scontare un periodo di servizio in una casa di riposo per evitare guai giudiziari. La convivenza forzata con i pazienti della struttura si rivela tutt’altro che semplice: i caratteri forti, le battute pungenti e la diffidenza iniziale degli ospiti creano continui scontri.

Tra questi spicca Ettore (Diego Abatantuono), uomo burbero che sembra non avere più nulla da concedere al prossimo. Col passare dei giorni, però, la diffidenza lascia spazio alla curiosità reciproca: emergono storie personali, desideri mai realizzati e soprattutto i ricordi degli anziani, che diventano la chiave per abbattere i muri tra passato e presente. In questo confronto, Simone scopre pezzi di sé che credeva perduti e trova una famiglia lì dove non si aspettava di averne.

Generazioni a confronto

Il primo grande tema che il film mette in scena è lo scontro generazionale. Simone e gli ospiti della casa di riposo appartengono a mondi lontanissimi: lui con il suo disincanto e la sua rabbia, loro con il peso del tempo e la saggezza conquistata. All’inizio è una lotta di linguaggi, di abitudini, di valori: ma proprio questo conflitto diventa il punto di partenza per un dialogo che smonta pregiudizi reciproci e dimostra che le distanze, quando c’è volontà di ascolto, non sono mai invalicabili.

Il valore dei desideri

Il titolo non è casuale: Esprimi un desiderio è un invito a non smettere di inseguire passioni e sogni, anche quando la vita sembra aver chiuso i conti. Gli anziani del film, con la loro ironia e i loro racconti, insegnano che rimanere vivi significa continuare a desiderare, a coltivare curiosità, a lasciarsi sorprendere. È proprio in questo gioco tra sogni mancati e sogni ancora possibili che il film trova la sua vena più poetica.

Una ferita che condiziona lo sguardo

Il percorso di Simone non è soltanto quello di un giovane ribelle costretto a un’esperienza educativa. Alla base della sua difficoltà nel relazionarsi con gli ospiti della casa di riposo c’è una ferita profonda: l’abbandono del nonno, unica figura familiare a cui fosse legato. Quel vuoto si trasforma in rancore verso chi appartiene a un’altra generazione, percepita come distante e incapace di comprendere i suoi bisogni. È proprio questa barriera emotiva a rendere il suo approccio iniziale duro, quasi cinico, e a rendere più complesso il suo cammino di crescita.

Il cuore della commedia sta anche nel contrasto tra il cinismo iniziale di Simone e la speranza testarda degli anziani. Mentre il ragazzo è convinto che non ci sia più nulla da imparare da chi lo circonda, sono proprio loro a mostrargli la capacità di sorprendersi, di ridere ancora, di custodire desideri anche a tarda età. Questo ribaltamento di prospettiva diventa la chiave per raccontare come la vita non smetta mai di offrire possibilità, a patto di non lasciarsi schiacciare dal disincanto.

Esprimi un desiderio è una commedia che non si limita a divertire, ma invita a riflettere sul valore delle relazioni, sull’ascolto reciproco e sulla necessità di riconoscere l’umanità che accomuna età diverse. È un film che parla di seconde possibilità e di desideri mai sopiti, ricordando che nessun incontro è casuale e che anche le distanze più grandi possono essere colmate quando ci si apre davvero all’altro.

a cura di
Michela Besacchi

Articolo realizzato con l’ausilio parziale di intelligenza artificiale.

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