“Iceman”, Maid of Honour”e “Habibti”: la trilogia di Drake

Dake torna con tre album molto diversi tra loro. Top o Flop?

Drake è tornato non con uno, non con due ma con ben tre dischi: “Iceman“, “Maid of Honour“, “Habibti“. Quarantatré tracce… oltre due ore e mezzo di musica.

Dal dissing con “Kendrick Lamar” in “Not like us” ne è uscito distrutto, tanto che la pubblicazione di un album, diventati poi tre, sarebbe dovuta essere una prova che nonostante la sconfitta Drake è ancora uno dei migliori, ma spoiler: non è stato così.

Il risultato è un enorme fuori luogo generale e psicologicamente parlando, un lavoro letteralmente da mitomane ossessionato dal proprio status (per la cover di “Iceman” Drake indossa il guanto autentico di Michael Jackson pagato oltre 100 mila dollari), più che da artista strutturato e che sa il fatto suo.

Gli album

L’album “Iceman” è il disco più concreto dei tre su base R&B e strutturato abbastanza bene: c’è introspezione vera, senza delirare troppo a lungo solo ed esclusivamente di potere, fama e soldi. “Don’t Worry” e “Little Birdie” insistono sui temi dell’instabilità emotiva. Tutto sommato scorre.

Maid of Honour” incentrato sull’ascesa al successo, fama e amore (argomenti triti e ritriti) è più orientato sul genere dance, tanto da riconoscere come Drake di base sia capace di sfornare hit anche estremamente radiofoniche, ma i tempi di “Views” e “Hotline Bling” sono davvero lontani.

Habibti”,amore mio in arabo, è il peggiore dei tre: i brani sembrano più un esperimento piuttosto che un album davvero pensato e articolato. Resta davvero difficile capire come un artista del calibro di Drake possa veramente aver pensato che un disco del genere potesse davvero funzionare.

Quindi?

Il risultato di più di due ore di musica è totale dispersione, confusione mista a incredulità. Le grandi aspettative su questi album lasciano molto a desiderare.

Forse, anzi sicuramente, ci sono ragioni più profonde rispetto la scelta di pubblicare questi album con questa struttura e scelta stilistica: il primo tra tutti il volersi distaccare dalla sua etichetta discografica e diventare indipendente dopo la pubblicazione di tot. dischi, etichetta che lo avrebbe “tradito”, a detta sua, ad esempio. Ció che purtroppo rimane in superficie è solo un completo, enorme disastro.

a cura di
Valentina Pilotti

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