Il cantante giamaicano Shaggy torna con un nuovo album pubblicato il 15 maggio
Chi non ha dolci ricordi d’estate, il Festivalbar ma soprattutto di “Mr Boombastic” o “It Wasn’t me”, pietre miliari degli anni 2000? Beh, a meno che tu non abbia vissuto su Marte è impossibile dimenticare la voce inconfondibile di Shaggy e delle sue hit.
Il 15 maggio è tornato con “Lottery” un album onesto, senza pretese e ossessione verso le classifiche : tutti si sarebbero aspettati un revival puramente 00s come molti artisti all’apice della carriera in quegli anni ci hanno abituati nei propri “come back album”, ma per Shaggy non è stato così.

Lottery
“Lottery” è dancehall, reggae-pop e R&B fusi insieme: generi uniti tra loro con grande naturalezza e professionalità. Le vibrazioni sono alte e l’album scorre molto bene. I featuring sono meticolosi e ben studiati, ad esempio quello con Sting in “Til a Mawnin” rende tutto molto adulto: un duo che sorprende letteralmente.
Per gli amatori di genere questo album è perfetto in tutto e per tutto, per gli ascoltatori medi potrebbe risultare un po’ ripetitivo dopo qualche brano.
“Lottery” è un lavoro non di certo studiato per diventare l’album più influente dell’anno. È un disco piacevole, ma soprattutto consapevole. Shaggy abbraccia la sua età, il cambiamento frenetico che ha avuto la musica diventando letteralmente usa e getta e dimostra come si possa fare il proprio mestiere con un lavoro qualità assoluta nel proprio genere senza ossessione verso i numeri e gli stream: semplicemente divertendosi.
a cura di
Valentina Pilotti

