Lazza – Rendano Arena, Cosenza – 27 Luglio 2025

Lazza, il “Re Mida” del rap italiano, porta la sua “Locura” sul palco della Rendano Arena e manda in visibilio i fan con uno show travolgente e, per certi versi, sorprendente

Giochiamo a carte scoperte. Per uno come me, classe 1977, il rap contemporaneo non è esattamente “my cup of tea” come dicono gli inglesi. Tuttavia, questo essere un po’ vintage non mi ha mai impedito di avere un approccio estremamente curioso nei confronti di tutti ciò che il panorama musicale offre di volta in volta, cercando di restare scevro da preconcetti o condizionamenti. È con questo spirito che ho “affrontato” il live di Lazza alla Rendano Arena e , col senno di poi, posso dire che lo show a cui ho assistito è stato assultamente travolgente e sorprendente.

Un live curatissimo, di forte impatto visivo e musicale

Quello che si nota sin da subito, ancor prima che Lazza inizi a cantare, è che ci si trova davanti ad uno show curatissimo, anche in una location come la Rendano Arena ( molto suggestiva ma non grande come uno stadio). Palco a due piani, led wall gigante con grafiche e animazioni estremamente funzionali ai brani e, soprattutto, una vera e propria band che suona live i pezzi ( cosa non scontata quando si tratta di rap). 

Tra gli strumenti presenti sul palco c’è un pianoforte. Strumento decisamente inusuale per il rap ma tanto caro a Lazza ( che lo suona benissimo per via dei suoi studi al conservatorio) al punto da dedicare tutta una sezione del concerto a brani eseguiti appunto al piano. 

Il rap che strizza l’occhio al pop

Forse, la peculiarità di Lazza è proprio la sua capacità di restare un rapper assolutamente credibile pur avendo una estrema duttilità che lo porta ad essere altrettanto efficace nel pop. E sicuramente aver studiato pianoforte fa si che la costruzione di alcuni brani segua questo particolare e originale equilibrio tra rap e pop che spesso lo ha anche portato a duettare splendidamente con grandi esponenti del panorama musicale italiano senza dimenticare, ovviamente, il suo secondo posto a Sanremo solo pochi anni fa.

Due sole regole per il pubblico: su le mani e fuori la voce!

Lazza mette le cose in chiaro dall’inizio. Per le successive due ore fuori la voce e mani al cielo! Il pubblico in delirio non se lo fa ripetere due volte. Dal”inizio alla fine canta ogni singola parola di ogni canzone con un’intensità tale da stupire Lazza stesso. Da “Panico” a “Buio davanti”, da “Cenere” a “100 messaggi”,la piazza canta e salta all’unisono.

Che dire, caro Jacopo Lazzarini, non sarai la mia “tazza di tè” ma mi hai sorpreso davvero e non è facile (perchè, in fondo, sono pur sempre un ’77!). Bravo! Vada per un gin tonic. Offro io.

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a cura di
Paolo Porco

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