Il Ballate Per Piccole Iene – Tour 2025 degli Afterhours fa capolino al Beky Bay di Bellaria Igea Marina. Una serata celebrativa per una delle più grandi rock band italiane che ha registrato il sold out
Un tour, partito lo scorso 26 giugno da Bologna, che sta registrando il tutto esaurito in molte località. E i numeri lo confermano: oltre 100.000 biglietti venduti ad oggi in tutta Italia e una serie di sold out. Un segnale tangibile che l’universo musicale degli Afterhours è una realtà in grado di riunire generazioni. Un percorso emozionale fatto di inquietudini che risulta sempre attuale anche in questi tempi dolorosamente incerti.
La scelta poi di celebrare l’album Ballate per Piccole Iene è riesumare uno degli album più intenso e profondo degli Aftehours, coadiuvato all’epoca da collaboratori illustri come Greg Dulli (Afgan Wighs, Twilight Singers), John Parish (PJ Harvey, Giant Sand) e Hugo Race (Nick Cave).
Per ricreare la stessa atmosfera Agnelli ha pensato di convocare i principali responsabili del sound di Piccole Iene. Sul palco quindi abbiamo avuto Andrea Viti (basso), Dario Ciffo (violino, chitarra) e Giorgio Prette (batteria) insieme a Giacomo Rossetti alla chitarra, tastiere e percussioni . Un ritorno alle origini che non vuol essere un’operazione nostalgia ma un modo per rivivere le sensazioni suscitate da quell’opera.
Ad aprire le danze due gruppi: Rain Taylor e Grida. Band che Agnelli, durante il live, ha citato come appartenenti ad una nuova scena nascente “piena di talenti”. Un supporto che ha curato personalmente con la rassegna Carne Fresca lo scorso maggio a Milano. “Ci vorrà del tempo ma questa nuova scena sostituirà quella in cui ci siamo cacciati negli ultimi vent’anni. Questi sono ragazzi a cui non interessano i medaglioni, le macchine di lusso e i live a San Siro” ha annunciato Agnelli dal palco.
Ma veniamo al live degli Afterhours. Come di consueto il primo set vede l’esecuzione dell’intero disco Ballate per Piccole Iene. La sensazione anche dal punto di vista del pubblico, non è esattamente delle più tranquille. Ha piovuto durante il pomeriggio e il soundcheck è saltato. Manuel Agnelli non riusciva a nascondere inquietudine durante i brani, probabilmente per problemi tecnici. Per di più la sua voce risultava affaticata e il suono un pò troppo compresso cancellava i deliziosi dettagli dei musicisti, Ciffo e Rossetti in primis. Ma Agnelli, con classe e mestiere è riuscito ad intrattenere e coinvolgere il pubblico.
Pubblico che è stato eterogeneo. Come una sorta di “chiamata alle armi” molti nostalgici del locale Velvet sfoggiavano t-shirt d’ordinanza. Per tutti noi è stato un ritrovarsi e condividere un percorso di vita. Qualcuno indossava quella dei CCCP, protagonisti di un concerto che li ha visti esibirsi a Rimini la scorsa settimana e che sembra abbia lasciato il segno (a questo proposito leggete l’articolo di Daniela Fabbri ). Le inquietudini, gli incubi e le strategie nelle canzoni degli Afterhours rivivono in quei cori all’unisono, nell’urlo liberatorio e ritrovato. Un cammino che riprende, anche se solo per una sera, smalto e vita.
Nel primo encore, infatti Agnelli abbandona la chitarra e anche se non sfoggerà i pettorali si trasforma in un rocker. La versione punk di Strategie, che propongono dai precedenti tour, Lasciami leccare l’adrenalina, Dea e Male di miele non danno scampo. Agnelli incita il pubblico al pogo anche se in realtà sarà un fuoco di paglia, forse anche per la pioggia londinese che continuerà quasi fino alla fine del concerto. Il resto della scaletta continuerà sulle sperimentazioni prese dall’album Quello che non c’è e Non è per sempre.
Agnelli saluta ancora il pubblico definito eroe per essere lì malgrado la pioggia e al secondo encore gli Afterhours si congedano dal pubblico con la cover di La Canzone di Marinella e le due immancabili Non è per sempre e Voglio una pelle splendida. Malgrado i problemi gli Afterhours sono riusciti nell’intento di celebrare le loro canzoni in un rito collettivo. Forse non animalesco, come Agnelli avrebbe voluto a tratti, ma pieno di vita, più riflessivo che festante.
La sensazione che, per il pubblico chiamato a partecipare, gli Afterhours sono una parte di loro. Pensate alla ragazza che vi ha mollato o al ragazzo ha detto a un certo punto Manuel. Come uno sfogo liberatorio, come l’amico che sa ascoltarti. A fine concerto non mancavano occhi lucidi, sul palco era tornata la serenità e la band ha saputo salutare il pubblico in un simbolico abbraccio comune. La pioggia ha cessato di tormentarci e tutti ci siamo salutati con la consapevolezza che le difficoltà non sono per sempre, che è stato importante esserci e vivere quel momento.
Aiutami a trovare
Qualcosa di pulito
Uccidi, ma non vuoi morireBallata per la mia piccola iena
Scaletta
- (Ballate per piccole iene)
- La sottile linea bianca
- Ballata per la mia piccola iena
- È la fine la più importante
- Ci sono molti modi
- La vedova bianca
- Carne fresca
- Chissà com’è
- Il sangue di Giuda
- Il compleanno di Andrea
Encore - Strategie
- Lasciami leccare l’adrenalina
- Dea
- La verità che ricordavo
- Male di miele
- Quello che non c’è
Encore 2 - Varanasi Baby
- Non si esce vivi dagli anni ’80
- Padania
- Bye Bye Bombay
Encore 3 - La canzone di Marinella
- (Fabrizio De André cover)
- Non è per sempre
- Voglio una pelle splendida
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a cura di
Beppe Ardito
foto di
Illary Terenzi

