In uscita domani, lunedì 7 aprile, “L’ultimo Spettacolo. Storia di una liberazione”, l’opera prima di Andrea Morabito, giornalista e regista LAV che ha saputo raccontare in 70 minuti la storia della più grande liberazione di animali da un circo
L’Ultimo Spettacolo. Storia di una liberazione è un documentario diretto da Andrea Morabito, in uscita nelle sale italiane da domani, lunedì 7 aprile.
Un cavallo con una tigre sulla schiena traina un carretto con un orso incatenato sopra.
Non è un film horror che narra di una futuristica chimera, ma è la consapevole messa in scena di una compagnia circense che punta allo stupore, alla paura, alla magia che può suscitare il dominio della fiera, l’animale esotico e libero che nelle favole è eroe, ma che nella realtà viene domato, redarguito, sminuito, ridicolizzato.
È la prima scena degli spettacoli del Circo Martin, che ogni anno torna in Sardegna per una serie di date durante le quali i veri protagonisti sono l’orrore e le condizioni disumane che affrontano ogni giorno tutto quegli animali che i circensi dichiarano di amare.

In modo indubbiamente diverso dai volontari e gli attivisti della LAV (Lega Anti Vivisezione), che da anni documentano queste condizioni terribili e denunciano i maltrattamenti effettuati.
Nel 2014 avviene il sequestro di 24 animali dal Circo Martin ad Arzachena, in Sardegna.
Ovviamente non terminerà tutto nell’arco di quell’anno, ma vi sarà poi una lunga battaglia legale che porterà alla condanna definitiva dei proprietari del circo solo nel 2024.
Un processo per maltrattamento di animali, durato dieci anni, che ha condotto ad un risultato mai raggiunto prima: la condanna in via definitiva in Cassazione per i proprietari Eusanio Martino e Adam Caroli.
“L’Ultimo Spettacolo. Storia di una liberazione”
La narrazione si concentra sulla determinazione dei volontari e degli attivisti della sede LAV di Cagliari, che hanno perseverato (nonostante le difficoltà iniziali) per far emergere la verità.
Il documentario offre uno sguardo approfondito sulla realtà dei circhi itineranti in Italia, dove si stima che circa 2.000 animali siano ancora utilizzati in condizioni spesso inadeguate, costretti ad addestramenti basati su violenza fisica e psicologica, rinchiusi in ambienti angusti e sottoposti a spostamenti molto stressanti.
Nel Circo Martin, per esempio, vi era l’ippopotamo marino con varie ustioni sulla pelle, troppo grande per la sua vasca d’acqua; o anche l’elefante con la testa “ciondolante”, segno di forte stress. O le tigri, che camminavano avanti e indietro per il perimetro delle loro gabbie e che, nelle “ore d’aria”, potevano allungarsi e giacere per un pisolino sull’asfalto ardente del parcheggio, campo base del circo.

Le mie opinioni
A livello tecnico, le riprese risultano a volte un po’ “ballerine”, ma è proprio questo il bello del film: sono infatti girati reali sul campo, senza finzione.
Vi sono poi alcune di esse più strutturate, come quelle delle interviste ai Volontari della Lav e del Centro di Recupero Animanatura Wild Sanctuary di Semproniano, che ha accolto gli animali sequestrati dal Circo Martin. Alcune di esse risultano davvero toccanti e commuoventi.
Oltre alla narrazione del regista Andrea Morabito, nota di merito anche alle sue riprese e a quelle di Giacomo “Josh” Giorgi, che ha curato anche la fotografia ed eccelle sempre in tutto ciò che fa!
Interessante anche la documentazione del viaggio di trasporto degli animali verso la loro nuova vita, una carovana non più di orrore ma di amore, che ha macinato km e km per il benessere di questi esseri in condizioni precarie.

Con la cura dei volontari, questi animali hanno davvero trovato una nuova vita in armonia. Un esempio lampante è quello del leone Matiba, che al tempo del circo era tutto spelacchiato e pesava appena 60 kg! Per poi acquisire nel Santuario una folta criniera e raggiungere i 240 kg!
Anche i cavalli si trovavano in condizioni critiche, denutriti e malati. Grazie a Lav, però, sono stati messi anche loro in una condizione di vita decorosa. Così come Arturo la zebra, Marcello lo zebrasino, i tre bovini Ava, Lily e Scott, il pappagallo Ara Araruna Rodrigo, il lama Perù, Alì il cammello, i dromedari Assan ed Asia e la leonessa Elsa!
Tutto bene quel che finisce bene?
Nonostante nella vicenda narrata si sia raggiunto un gran traguardo – anche grazie ad un pool di avvocati determinati, la cui tenacia ha contribuito a portare in salvo gli animali del Circo Martin, e ad una sentenza che ha fatto giurisprudenza nel diritto animale -, oggigiorno esistono ancora spettacoli che vedono questi esseri inclusi negli spettacoli.
Alcuni Paesi hanno già adottato regole che ne vietino l’utilizzo, indipendentemente dal “colore del governo” e si spera che presto questo possa avvenire anche in Italia.
Il docu-film è il primo prodotto da Lav e distribuito da Mescalito Film. Esso rappresenta solo una prova delle condizioni critiche degli animali all’interno dei circhi e un invito a non andarci più, ma anche un appello per il Ministro della Cultura Alessandro Giuli a firmare il decreto attuativo per vietare l’uso di essi negli spettacoli.
Proprio per questo, fuori dal cinema a Milano c’era anche un banchetto per la raccolta firme coi volontari dell’associazione animalista.
L’anteprima
L’anteprima de L’ultimo Spettacolo. Storia di una liberazione a Milano è stata un successo.
La partecipazione e l’entusiasmo degli spettatori sono stati il degno riconoscimento del lungo impegno per la liberazione degli animali del Circo Martin e per la realizzazione del film.
Giulia Innocenzi (conduttrice tv e animalista), Andrea Morabito, Gianluca Felicetti (presidente Lav) e altri protagonisti della vicenda hanno guidato un dibattito finale vivace e ricco di complimenti!
A questo link l’elenco (sempre in aggiornamento) delle sale dove poter vedere il film!
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In conclusione
L’ultimo Spettacolo. Storia di una liberazione si distingue per la sua capacità di sensibilizzare il pubblico sulle tematiche relative al benessere degli animali e all’etica negli spettacoli dal vivo.
La regia di Morabito riesce a trasmettere con efficacia l’urgenza di una riflessione collettiva in merito a queste pratiche, rendendo il documentario un’opera significativa nel panorama cinematografico italiano contemporaneo, con immagini toccanti e racconti avvincenti.
Consiglio a tutti di andare a vedere questo docu-film e… anche io mi unisco al coro! Basta animali nei circhi!(#BastAnimaliNeiCirchi).
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a cura di
Emanuela Giurano

