Minions & Monsters: il caos giallo arriva ad Hollywood e… non solo! In sala a partire da oggi, mercoledì 1 luglio, l’ultima pellicola sui Minions è un mix di caoticità e vitalità, un divertente film d’animazione che conquisterà con tante risate grandi e piccini
I Minions non hanno certo bisogno di presentazioni, e soprattutto non hanno bisogno di cambiare per continuare a funzionare. Con Minions & Monsters, nelle sale dal 1° luglio, Illumination e Universal riportano sul grande schermo la loro “creature” più riconoscibili, ma in un contesto diverso dal solito e del tutto nuovo: la Hollywood degli anni ’20. Così tra cinema muto, set impossibili e mostri che diventano improvvisamente molto reali, i Minions sono pronti a vivere un’altra avventura, facendoci divertire ancora una volta!
A dirigere il film torna Pierre Coffin, figura ormai centrale e identitaria dell’intero franchise. Colui che riesce a mantenere coerenza estetica e ritmo comico, oltre a dare voce ai Minions stessi, ormai caratterizzati di più daquel loro particolarissimo linguaggio che come veri e propri personaggi parlanti. Al suo fianco rivediamo la produzione di Chris Meledandri, garanzia assoluta del marchio Illumination.
“Minions & Monsters”
La trama parte da un’idea semplice: i Minions sognano di diventare delle vere stelle del cinema e, per inseguire questo obiettivo, partono alla volta di Hollywood, il luogo dove ogni sogno sembra poter diventare realtà.
Il loro vero obiettivo, però, è quello di trovare un nuovo capo, una ricerca che li porta a ritrovarsi, quasi per caso, su un grande set cinematografico, convinti di aver finalmente individuato la persona giusta da seguire. Qui si ritrovano catapultati nel dietro le quinte dell’industria del cinema, tra studi di registrazione, registi eccentrici, attori e improbabili provini che, puntualmente, si trasformano in un susseguirsi di gag irresistibili. Ma, come sempre accade quando entrano in gioco loro, il risultato è esattamente l’opposto di quello sperato.

Tra ciak disastrosi, scenografie distrutte e tentativi fallimentari di conquistare il grande schermo, il trio finisce per imbattersi in un misterioso laboratorio degli Universal Studios, dove un esperimento fuori controllo risveglia alcune iconiche creature mostruose del cinema. Da quel momento, quella che doveva essere un’avventurosa ricerca si trasforma in una rocambolesca fuga, tra inseguimenti, equivoci e situazioni sempre più assurde, con i Minions costretti a rimediare ai guai combinati prima che Hollywood venga completamente messa sottosopra.
La componente comica del film
Il film gioca molto sull’idea del cinema nel cinema, e lo fa senza prendersi troppo sul serio. Attraverso la parodia continua del mondo hollywoodiano, con una struttura narrativa che serve più da pretesto per concatenare gag che da vero motore drammaturgico. Questo nuovo capitolo dei Minions presenta diverse citazioni e riferimenti, come quelli agli studi sul movimento di Eadweard Muybridge, ai fratelli Lumière e alle prime immagini legate alla nascita del cinema, facendoci anche riflettere su come le commedie del cinema muto abbiano influenzato le performance fisiche di questi personaggi, con omaggi a Harold Lloyd, Buster Keaton e Charlie Chaplin. Per quanto riguarda la comicità fisica della pellicola, essa è stata invece indubbiamente ispirata dall’umorismo slapstick ed elastico dei cartoni animati di Tex Avery.
Inoltre, Coffin e il suo team hanno preso come riferimento film come Casablanca per illuminazione in bianco e nero, l’atmosfera e l’impostazione delle inquadrature, mentre pellicole come Cantando sotto la pioggia hanno aiutato a ricostruire i colori, l’energia e l’immaginario della Hollywood degli anni ’20.
La seconda parte della pellicola si ispira invece ai grandi monster movie e alla fantascienza classica, tra cui Ultimatum alla Terra, Il pianeta proibito, Fluido mortale, L’esperimento del dottor K, Gli invasori spaziali, Destinazione… Terra!, La Terra contro i dischi volanti, Cittadino dello spazio, Quando i mondi si scontrano, Plan 9 from Outer Space e Godzilla. Opere che lo stesso Coffin conosce estremamente bene, essendo anche gran fan di questi film e della mitologia di H.P. Lovecraft, che influenzano direttamente la costruzione e il design delle creature.

Inoltre, non dimenticare di aguzzare la vista: gli spettatori più attenti potranno scoprire numerosi easter egg nascosti nelle inquadrature e negli sfondi!
I nostri gialli protagonisti
Tornano come protagonisti di questa nuova pellicola James, Henry, ED e Dick, poco diversi da come li avevamo lasciati: il primo è quello più sensibile, artistico e sempre affiancato da Henry, che lo incoraggia e protegge la sua individualità, scegliendo di restargli accanto anche quando questo rischia di allontanarlo dal resto della tribù.
Ed è invece un Minion affettuoso e premuroso, capace di instaurare con gli altri due un legame che dà vita a una delle amicizie più originali e toccanti. È il primo Minion con problemi di udito e comunica attraverso un linguaggio non verbale: proprio per questo James e Henry sviluppano un sistema di gesti tutto loro, permettendo ai tre di comprendersi e rafforzare ulteriormente il loro rapporto.
Infine troviamo Dick, vero il leader della tribù (o almeno quello più determinato a comportarsi come tale). Fedele alla classica missione dei Minions, vuole ordine, disciplina e, soprattutto, un nuovo capo malvagio, (e ha pochissima pazienza per i sogni artistici di James).

Incontriamo poi la squadra dei mostri, gli antagonisti Goomi , Phillips e Howard. Il primo ad essere evocato da James e Henry grazie ad un libro degli incantesimi è proprio Goomi, una minuscola creatura verde dall’aspetto irresistibilmente tenero, capace di smorzare in un attimo tutta la tensione del momento. Un essere ben diverso da quello immaginato dai nostri beniamini.
Dietro quell’aria innocente, però, si nasconde un personaggio molto più complesso. Il mostro promette infatti a James di fargliene conoscere altri ben più enormi e spaventosi, perfetti per trasformare il loro progetto cinematografico in realtà, convincendoli a seguirlo verso una misteriosa isola popolata da creature ben più pericolose di quanto avessero immaginato.
Phillips è una gigantesca creatura a metà tra un pesce e uno squalo e, sebbene il suo aspetto farebbe pensare a un predatore spietato, basta poco per scoprire in lui un carattere sorprendentemente vivace e ironico. Proprio questo contrasto tra l’aspetto terrificante e il comportamento quasi spensierato lo rende uno dei personaggi più divertenti introdotti qui. Lo stesso Moynihan ha raccontato di aver avuto grande libertà nell’improvvisazione durante il doppiaggio, conferendo così al personaggio un’energia unica.

Accanto a lui c’è Howard, una curiosa creatura che ricorda un incrocio tra una stella marina e una piovra. Anche lui fa parte della misteriosa collezione di mostri che i Minions scoprono durante la loro avventura, congelato e sigillato con Phillips con tanto di cartelli di avvertimento, lasciati lì per impedire che qualcuno li liberasse nuovamente.
Hollywood
Accanto a questa fitta schiera di protagonisti troviamo anche la stessa Hollywood, molto di più di un personaggio vero e proprio: set, registi, attori e ambientazioni diventano parte del gioco comico, fino a trasformarsi in una gigantesca macchina narrativa che implode su di sé.
A questo proposito, uno degli aspetti più riusciti del film è sicuramente la quantità di citazioni al cinema hollywoodiano.
Hollywood cita se stessa, e il risultato è un collage visivo che funziona sia per chi riconosce i riferimenti, sia per chi si limita a seguire il caos sullo schermo. Ed è proprio qui che il film trova il suo equilibrio, con intrattenimento immediato e stratificazione leggera.

Il comparto tecnico
Dal punto di vista tecnico, Illumination conferma la sua solidità. L’animazione è pulita e dinamica, costruita per sostenere un ritmo alto senza pause reali. Ogni sequenza, infatti, sembra progettata per durare il tempo necessario a far esplodere una gag, passando poi subito alla successiva. La pellicola risulta, dunque, estremamente intensa e sopra le righe, esattamente quello a cui queste buffe creature gialle ci hanno abituato.
La regia di Coffin resta funzionale e riconoscibile: non cerca mai la spettacolarità fine a sé stessa, lavorando invece sulla concatenazione di eventi e sulla fisicità dei personaggi. Il risultato è coerente con l’identità della saga, nel bene e nel male.
“Minions & Monsters”: una caotica conferma
Minions & Monsters non prova a reinventare nulla. Il film non punta alla sorpresa narrativa o alla profondità, non ambendo a questa dimensione nemmeno per un secondo. È un prodotto che conosce perfettamente il suo pubblico e lavora su una certezza: i Minions funzionano quando tutto attorno a loro crolla.
Il messaggio finale resta semplice – quasi classico – e ci mostra ancora una volta come la collaborazione, l’amicizia e la capacità di rimediare agli errori risultino fondamentali. Tuttavia, è chiaro come il focus della pellicola non sia mai quello, quanto piuttosto il percorso fatto per arrivarvici.

Minions & Monsters si inserisce esattamente dove deve, tra intrattenimento puro e comicità visiva immediata. In una continua concatenazione di eventi senza fine, la pellicola funziona meglio quando accelera e quando lascia che la caoticità vitale dei Minions prenda il controllo.
Un film, insomma, che non si propone al pubblico come evoluzione del franchise, ma come sua ennesima conferma. Perché in un’ora e mezza di caos organizzato e di cinema che si prende in giro da solo, i Minions fanno quello che sanno fare meglio: trasformare ogni cosa in un disastro divertente.
Ed è esattamente per questo che dovreste andarlo a vedere al cinema.

In una sola parola: BANANA! Non perdetevi il grande ritorno dei Minions in sala, a partire da oggi, mercoledì 1 luglio!
a cura di
Luca Micheli
Articolo realizzato con l’ausilio parziale di intelligenza artificiale

