È da poco arrivato in Italia il primo volume de Lo Stregone d’argento, opera d’esordio di Ina Tsukazawa, un romantasy dai toni delicati e onirici
Se anche voi siete nella vostra romantasy era, non potete lasciarvi sfuggire una delle ultime uscite di J-Pop. Sto parlando de Lo stregone d’argento di Ina Tsuzawa, arrivato in Italia il 28 aprile.
Nato come opera autoconclusiva, visto il riscontro positivo si è evoluto diventando una miniserie in tre volumi. La sua brevità lo rende perfetto per chi vuole approcciarsi al mondo dei manga ma è spaventato da serie troppo lunghe.
Può una spiga d’argento cambiare per sempre la tua vita? La risposta è sì!
Ci troviamo in un regno in cui esiste una leggenda che parla di due stregoni: lo stregone d’oro, amato da da tutti perché ha riportato l’equilibrio nel regno, e lo stregone d’argento, ritenuto responsabile della morte del sovrano e per questo temuto da tutti.
Mei è una giovane panettiera dal carattere vivace e dall’animo buono e, quando un giorno si imbatte per caso nello stregone d’argento, scopre che lui forse non è malvagio come tutti dicono. L’uomo vive in isolato dal mondo in una casetta circondata da un meraviglioso campo di grano argentato.
Dopo quel primo incontro casuale Mei si recherà spesso dallo stregone per passare un po’ di tempo con lui ma le sue continue sparizioni insospettiscono il papà della ragazza, un uomo violento e iperprotettivo.
Quando il padre scoprirà dove si reca Mei di nascosto, cercherà di farla pagare allo stregone d’argento… ma questo cambierà per sempre la vita di Mei…

Atmosfere eteree e fiabesche
Questo primo volume ci presenta i personaggi e vediamo nascere, in modo delicato, i sentimenti che li legano tra loro. La cosa che più mi ha colpito, però, è senza dubbio lo stile grafico di Ina Tsuzawa.
Le sue tavole, che sembrano quasi sospese nel tempo, sono perfette per raccontare una storia delicata, sospesa tra fantasy e romance. Gli sfondi, soprattutto quelli che rappresentano immensi campi di grano, non sono soltanto dei semplici riempitivi ma diventano dei veri e propri personaggi.
Il tratto con cui sono disegnati i personaggi è leggero e pulito: tutti sono estremamente belli, quasi androgini, con occhi grandi ed espressivi.
Nonostante abbia letto soltanto il primo volume emerge fin da subito e in modo piuttosto chiaro uno dei temi che, secondo me, saranno la colonna portante del manga: quanto ciò che noi riteniamo vero è influenzato da quello che ci viene raccontato.
Fin dal primo incontro con lo stregone d’argento Mei capisce che le cose che vengono dette su di lui non possono essere vere. Si parla di solitudine ed isolamento ma anche di quanto la gentilezza possa cambiare le cose.
Un manga delicato e dolce perfetto per gli amanti del romantasy e delle storie che sbocciano lentamente.
a cura di
Laura Losi

