Si sono spenti i riflettori sul weekend più colorato del Veneto: il Be Comics! Be Games 2026 si è appena concluso e noi eravamo lì, tra i padiglioni della Fiera di Padova, per respirarne ogni istante. Anche quest’anno è tempo di bilanci per un festival che non smette di stupire!
L’edizione 2026 del Be Comics! Be Games! ha segnato un momento storico per la Fiera di Padova. Il 21 e 22 marzo la città si è trasformata nel fulcro della pop culture grazie a una “Expanded Edition” che ha raddoppiato i volumi, occupando per la prima volta due interi padiglioni. Sebbene l’ampliamento degli spazi abbia garantito una vivibilità nettamente superiore rispetto al passato, quando la calca del singolo padiglione rendeva difficile godersi l’evento, questa nuova configurazione ha portato con sé luci e ombre che meritano un’analisi approfondita.
Be Art!: L’Eccellenza del Fumetto e il Dilemma degli Spazi
Il Padiglione 7 ha ospitato il palco Be Art!, calcato da pesi massimi del settore come Laura Braga, David Baldeón e Jordi Tarragona. Momenti di altissimo profilo, come il dialogo tra Leo Ortolani e Andrea Pennacchi su Tapum o gli interventi di Sio sulla storia delle console Nintendo, hanno dato spessore culturale alla kermesse. Molto apprezzate anche le mostre, in particolare quella peri 30 anni di PK e il focus sulle supereroine Marvel di Federica Mancin.
Tuttavia, camminando tra gli stand, la sensazione è stata agrodolce. Se da un lato l’Artist Alley è uscita potenziata e visibilmente ampliata, una scelta che ho trovato eccellente per dare spazio al talento emergente, dall’altro gli stand prettamente dedicati alla vendita di fumetti e novità editoriali sembravano numericamente ridotti. A penalizzare ulteriormente la densità di contenuti “comics” è stata la gestione dell’area food: nonostante la Galleria 78 e l’area esterna fossero state adibite a Food Court, la presenza di ulteriori stand gastronomici all’interno del Padiglione 7 ha sottratto spazio prezioso, creando un mix non sempre armonioso.

Be Pop!: L’Energia del Gaming nel Nuovo Padiglione 8
La vera novità logistica è stata l’apertura del Padiglione 8, interamente dedicato al mondo Be Pop!. Qui l’atmosfera è stata dominata dai tornei ufficiali di PG Esports, con il Circuito Tormenta per League of Legends e VALORANT, e dalle sfide su Call of Duty allo stand FOXeSport. La presenza di creator come Il Masseo, Marinoski e Kafkanya ha garantito il bagno di folla, mentre il Museo del Videogioco ha offerto un necessario tocco di nostalgia interattiva.
Nonostante l’organizzazione impeccabile della zona free-play curata da GameLife, il Padiglione 8 è apparso a tratti scarno. La divisione netta tra le aree ha giovato alla circolazione del pubblico, ma questo spazio è risultato visivamente più “vuoto” rispetto alla saturazione del Padiglione 7. Una nota critica va all’eccessiva predominanza del collezionismo di carte Pokémon: la proliferazione di stand dedicati esclusivamente alla compravendita di card ha reso l’offerta un po’ monotematica, togliendo respiro ad altre potenziali declinazioni del gioco e dell’intrattenimento che avrebbero potuto riempire meglio i nuovi spazi a disposizione.

Verso Nuovi Orizzonti: Da Padova a Torino
In definitiva, l’edizione 2026 del Be Comics! Be Games! ha confermato un’evoluzione chiara del progetto: non più solo una fiera di settore, ma un vero catalizzatore di community. Con un afflusso record di oltre 25000 visitatori, un balzo in avanti notevole rispetto ai 20.000 dell’anno precedente (il 15% in più), il festival ha dimostrato una straordinaria capacità di coinvolgere un pubblico giovane, composto in larga parte dalla fascia 20-30 anni. Per questi ragazzi, l’evento non è stato una semplice esperienza di consumo, ma un luogo di appartenenza e condivisione culturale.
Tuttavia, proprio questa crescita impone una riflessione: se da un lato l’ampliamento degli spazi è stato provvidenziale per accogliere una massa critica sempre più importante, dall’altro la sfida per il futuro sarà riempire quegli stessi spazi con contenuti sempre più bilanciati. Il passaggio da uno a due padiglioni è stato il cambiamento più atteso per chi, come me, frequenta il festival da anni, ma l’auspicio è che nelle prossime edizioni l’area comics recuperi terreno sugli stand commerciali e che il Padiglione 8 trovi una densità pari a quella della sua controparte “Art”.
Il viaggio di Lionesse, l’eroina del festival, continua ora verso Torino (18-19 aprile). Padova ha tracciato la rotta: la pop culture in Italia è più viva che mai, e il pubblico è pronto a seguirla, a patto che gli spazi per la passione restino ampi quanto quelli per il mercato.
a cura di
Rachel Anne Andres Rialo

