Con l’ultima delle tre date milanesi del Solo per Amore Tour 2026, Ernia porta sul palco un live essenziale nell’approccio ma ricco nella costruzione, dove ogni elemento, dalla scenografia alla band, accompagna con equilibrio il peso del repertorio
Lunedì 30 marzo l’Unipol Forum di Assago ha ospitato l’ultimo capitolo del trittico milanese di Ernia, culmine del suo Solo per amore Tour 2026.
La serata ha rappresentato uno snodo cruciale per l’artista, che ha portato sul palco le riflessioni dei suoi trent’anni unendo i brani dell’ultimo disco Per soldi e per amore ai classici del suo repertorio.
L’evento si è configurato come un traguardo di maturità, lontano dalle autocelebrazioni ed essenzialmente concentrato sulla sostanza musicale.
L’impianto visivo ha optato per una linea concettuale rigorosa, dominata da una scenografia imponente che richiamava le geometrie del Palazzo di Giustizia di Milano.
Questa scelta ha garantito un’illuminazione tagliente e ben calibrata, offrendo spunti notevoli dal punto di vista fotografico e narrativo durante l’intero set.
I ledwall hanno completato l’atmosfera con proiezioni e flashback biografici, mantenendo l’attenzione visiva costantemente focalizzata sul centro del palco.
Un palco esplosivo
Non solo Ernia sul palco, ma ad accompagnarlo una vera e propria band, che ha conferito uno spessore organico alle strumentali originali.
La sezione ritmica di Dario Panza alla batteria e Luca Bologna al basso, unita agli interventi di Giovanni Pastorino e Jacopo Boschi, ha permesso agli arrangiamenti di respirare, bilanciando l’attitudine rap con aperture più melodiche.
Ernia ha gestito lo stage con notevole lucidità vocale, confermando una padronanza tecnica capace di reggere l’intera durata dello show senza cali di tensione.
La chiusura del concerto ha ribadito l’identità di un artista ormai consapevole dei propri mezzi e del proprio pubblico.
Il live si è confermato un’esperienza solida e priva di distrazioni, dove ogni elemento scenico e musicale ha lavorato strettamente al servizio della scaletta.
Un set tirato e ragionato, che archivia la data milanese come una delle produzioni più a fuoco e coerenti dell’attuale scena urban italiana.
a cura e foto di
Andrea Munaretto

























