Dai club a Sanremo – ecco “5”, il nuovo album delle Bambole di Pezza

Tra spirito ribelle, impegno sociale e radici profondamente rock, le Bambole di Pezza aprono un nuovo capitolo della loro storia con un album che parla di libertà, ferite, rinascita e orgoglio di essere fuori dagli schemi

Le Bambole di Pezza tornano protagoniste con un nuovo progetto discografico che unisce l’anima rock ribelle a tematiche sociali di forte attualità.

Durante l’ultima conferenza stampa, la band ha raccontato in modo approfondito la propria evoluzione artistica, svelando i retroscena dei nuovi brani e celebrando la propria indipendenza.

Il manifesto artistico e l’elogio dell’imperfezione

Il nome stesso della band rappresenta una precisa dichiarazione d’intenti, contrapponendo la natura artigianale e unica della “pezza” alla perfezione seriale delle bambole di plastica.

Questa rivendicazione di autenticità si traduce nel brano Effetto Collaterale, vero e proprio manifesto dell’album che invita a trasformare l’emarginazione in un punto di forza.

L’obiettivo del gruppo è infatti quello di unire tutte le persone che si sentono diverse in una grande famiglia capace di creare una “crepa” positiva nel sistema.

L’evoluzione professionale dopo Sanremo

L’esperienza sul palco dell’Ariston ha segnato un netto spartiacque per le musiciste, garantendo loro la visibilità necessaria per essere finalmente percepite come vere professioniste del settore.

Grazie al supporto strutturato del nuovo team manageriale e di EMI Universal, i membri della band hanno potuto abbandonare i lavori secondari che prima assorbivano la quasi totalità del loro tempo.

Nonostante questo importante salto di qualità, il gruppo ha ribadito che l’attitudine “on the road” forgiata in anni di gavetta, tra viaggi in utilitarie scassate e amplificatori trasportati in treno, rimarrà per sempre il fulcro del loro progetto.

I temi e i brani del nuovo disco

Il nuovo album con un nome tanto semplice quanto evocatico come 5, tanti sono gli lp prodotti, si presenta come un mosaico di sfaccettature femminili, alternando denunce potenti a momenti di liberatoria leggerezza.

Ogni canzone esplora una dimensione diversa della vulnerabilità e della rinascita, spronando gli ascoltatori all’accettazione di sé e al coraggio.

  • Antiproiettile: Un brano intenso sulla violenza di genere, che esorta le donne a trovare il coraggio di denunciare e a costruirsi una corazza emotiva per non farsi più ferire.
  • Glitter: Descritta come una “Revenge Song” dal tono sorprendentemente gioioso, celebra la rinascita psico-fisica che deriva dalla chiusura definitiva di una relazione tossica.
  • Nuda alla moda: Capovolge i classici stereotipi di genere presentando una donna conquistatrice, sicura del proprio corpo e fiera di rivendicare attivamente il proprio desiderio senza passività.
  • La FOMO del sabato sera: Nata come rielaborazione della classica “febbre”, la traccia analizza l’inquietudine e la paura di essere esclusi tipica dei giovani d’oggi, promuovendo l’importanza di vivere nel presente.
  • Orizzonte verticale: Un inno alla resilienza che insegna a trovare una prospettiva positiva anche nei momenti più bui, scoprendo orizzonti inediti pur trovandosi sdraiate al tappeto.
  • Resta con me: Una ballata dedicata al valore profondo della sorellanza, che sottolinea l’importanza fondamentale di restare unite e supportarsi a vicenda.
Radici rock e influenze trasversali

A livello musicale, il disco nasce dall’incontro delle diverse estrazioni dei cinque membri, creando un suono unico che spazia dai ritmi pesanti ad arrangiamenti più morbidi.

Tra i modelli di riferimento, la band ha citato icone storiche del movimento Riot Grrrl come L7 e Hole, affiancandole a pilastri classici del rock come AC/DC e Rolling Stones.

In particolare, la cantante Cleo ha raccontato di aver mescolato le sue influenze estreme legate al Death Metal con l’ispirazione vocale tratta dal timbro potente e di petto di Christina Aguilera.

Femminismo e impegno sociale

Le Bambole di Pezza sentono una profonda responsabilità verso il proprio pubblico, confermando che la lotta per l’emancipazione femminile e lo smantellamento del patriarcato sono ancora cruciali nel 2026.

Questa vocazione si è recentemente tradotta nella partecipazione all’inaugurazione del Museo del Patriarcato, un evento capace di attrarre oltre diecimila visitatori e di stimolare riflessioni importanti anche nel pubblico maschile.

Il gruppo intende sfruttare la propria visibilità mediatica come un grande megafono per scardinare le micro-violenze quotidiane e offrire modelli paritari e grintosi alle giovani generazioni.

Il riscatto live e il tour

Le musiciste hanno ricordato con ironia le numerose difficoltà affrontate in passato, tra cui i frequenti pregiudizi dei gestori dei locali che spesso rifiutavano loro le serate non prendendo sul serio un progetto interamente femminile.

Tutte queste sfide non hanno fatto altro che alimentare la loro grinta in vista dell’imminente ritorno alla dimensione dal vivo, da sempre considerata il loro vero habitat.

Il nuovo club tour partirà ufficialmente il 15 aprile dal palco del Fabrique di Milano, dando il via a una serie di sette date italiane che faranno da apripista alla successiva stagione estiva.

Instore Tour:

  • 27 marzo: Torino, Mondadori Bookstore
  • 30 marzo: Napoli, Feltrinelli (Stazione Centrale)
  • 31 marzo: Roma, Discoteca Laziale
  • 2 aprile: Bologna, Feltrinelli

Club Tour:

  • 9 maggio: Napoli, Casa della Musica
  • 15 aprile: Milano, Fabrique (Data di apertura)
  • 21 aprile: Firenze, Viper
  • 23 aprile: Padova, Hall
  • 28 aprile: Torino, Teatro della Concordia (Venaria Reale)
  • 6 maggio: Bologna, Estragon
  • 7 maggio: Roma, Atlantico
  • 9 maggio: Napoli, Casa della Musica

a cura e foto di
Andrea Munaretto

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di Andrea Munaretto

Nato nell'84 e fin da quando avevo 4 anni la macchina fotografica è diventata un'estensione della mia mano destra. Appassionato di Viaggi, Musica e Fotografia; dopo aver visitato mezzo mondo adesso faccio foto a concerti ed eventi musicali (perché se cantassi non mi ascolterebbe nessuno) e recensisco le pellicole cinematografiche esprimendo il mio pensiero come il famoso filtro blu di Schopenhauer

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