Per la quinta tappa del Summer Tour ’26, Frah Quintale è tornato a Bologna, città natale del suo bassista
Con un forte scambio di amore tra l’artista e il suo pubblico, Frah Quintale ieri sera ha conquistato una Bologna che pendeva dalle sue labbra. Energico, allegro e coinvolto, l’artista è riuscito a far mollare la birra anche al più “chill guy” e a farlo ballare.
“Bologna è una pista da ballo”
Il pubblico ieri sera era completamente “in balia” dell’artista. “Su le mani” e migliaia di mani iniziavano a muoversi a tempo. “Battete le mani” e un unico suono di mani si alzava dal prato del Sequoie Music Park. Migliaia di testa che saltano sincronizzate durante Missili, un coro di voci che urla a squarciagola “un giorno ero a casa che sta-vo” ( cfr. Si, ah), migliaia di lucine che illuminano il parco durante Nei treni la notte, questa è la magia che abbiamo vissuto ieri sera a Bologna.
Da chi non vedeva l’ora di cantare le sue canzoni preferite, a chi semplicemente voleva godersi il concerto con uno spritz in mano e qualche amico attorno, il pubblico di ieri sera era vario in ogni sua forma. Età media compresa tra i 18 e i 35 anni, c’erano ragazze che ballavano su ogni canzone e ragazzi che urlavano come se da quella canzone ne dipendesse la loro esistenza. Tra coppie che si abbracciavano e amici che saltavano insieme, ogni persona presente in quel parco ha vissuto la propria personale esperienza.
“In mezzo a tutta questa folla”
Confesso che smettere di guardare il bellissimo pubblico che avevo attorno è stato complicato, ma Frah Quintale era il re del palco. Arrivato a fine concerto tutto pezzato ha detto che gli sembrava di aver fatto un’ora di tapis roulant, beh più o meno Frah. Vederlo seduto e tranquillo durante il medley Accattone – Stupefacente è stato quasi uno shock visto che per il resto del concerto ha corso per il palco avanti e indietro in continuazione con un’energia fortemente invidiabile.
Frah Quintale mi ha stupito in positivo per la sua grandissima capacità di intrattenere il pubblico e di interagire con lui. “Per chi c’è dal 2016, questa canzone è per voi” ha detto, bicchiere di vino alzato come per fare un brindisi, poco prima di cantare Colpa del vino. Con canzoni che andavano da quelle più vecchie a quelle del suo ultimo album, Frah Quintale ha fatto vivere un vero e proprio viaggio nel tempo a chi lo segue dal giorno zero, un bel regalo di ringraziamento per esserci sempre stati insomma.
Non che durante le altre canzoni avesse tentennato, ma il mio “indietometro” si è ufficialmente rotto quando è iniziata Si, ah e un avvolgente coro di voci ha iniziato a cantare. L’esperienza vissuta durante questa canzone è rappresentativa di tutto il concerto: migliaia di persone tra loro sconosciute che si ritrovano a “volersi bene” e a saltare e ballare insieme, unite solo da una canzone, da un artista.
La scaletta
- Gelato
- Sì può darsi
- La notte
- Colpa del vino
- Hai visto mai
- Floppino
- 8 miliardi di persone
- Missili
- Le cose sbagliate
- Cratere
- A prescindere
- Accattone / Stupefacente
- Gli occhi
- Fuoco di paglia
- Lambada
- 64 bars
- Sempre bene
- Alta marea
- Chiodi
- Due ali
- Lunedì blu
- Nei treni la notte
- Si, ah
- Aranciata
a cura di
Giulia Focaccia

