Marilyn Manson ha radunato i suoi vecchi sudditi per un rito laico sublime
Piazza Ariostea era un muro umano di 20.000 persone e l’incipit del concerto è stata una clamorosa tempesta con tuoni e fulmini, che sembravano fatti apposta per fare da scenografia al Marilyn Manson, tornato in Italia più in forma che mai per il suo tour “One Assassination Under God”.
Fulmini veri e fango: l’atmosfera perfetta.
I fan in coda fin dal mattino sotto un’afa pazzesca, hanno avuto il loro riscatto: l’inizio del live è stato posticipato alle 21:45 proprio perché il cielo ha deciso di fare lo show nello show. Vento forte, lampi e un diluvio si sono abbattuti sulla piazza proprio mentre Marilyn Manson saliva sul palco (dopo l’opening dei Vowws).
Com’era Manson? Tirato a lucido e a fuoco.

Dimenticatevi il Manson gonfio e barcollante di qualche anno fa. Sul palco del Ferrara Summer Festival è salito un artista visibilmente dimagrito, lucidissimo e con una voce pazzesca.
Zero fronzoli, tanta energia industrial e una scaletta micidiale che ha mescolato il presente ai grandissimi classici: Angel with the scabbed Wings (1996), seguito da Torniquet, cantata dall’alto dei suoi trampoli e stampelle; The Beautiful People e la cover degli Eurythmics Sweet Dreams (Are Made of This). Dried Up, Tied and Dead to the World, una traccia iconica estratta dall’album Antichrist Superstar che non veniva suonata dal vivo dal 2018. Per poi chiudere in bellezza con Personal Jesus, amata cover dei Depeche Mode.
A un certo punto Manson si è fermato e ha introdotto il brano Dope Show, parlando chiaro della sua ritrovata sobrietà e mandando in visibilio la piazza con una frase da vero frontman:
“Non mi piacciono le droghe, ma sono io che piaccio alle droghe… In passato le ho amate, ma dopo una caduta rovinosa mi sono rimesso in piedi. Mi chiamo Marilyn Manson. Sono un sopravvissuto, io sarò la vostra droga”.
Alla faccia delle polemiche della vigilia (c’erano state discussioni sul fatto che il backstage fosse vicino a un convento), ieri sera il Reverendo ha dimostrato che non ha più bisogno di shockare per farsi valere: gli basta la musica.
a cura di
Valentina Bellini

