Brusco e Inna Cantina ci presentano “Anima”, il loro nuovo singolo

Anima

Il 13 febbraio è uscito il nuovo singolo frutto della collaborazione tra Brusco e Inna Cantina. “Anima” suggerisce la necessità di non lasciarsi travolgere dall’indifferenza. Noi di THESOUNDCHECK ci siamo fatti raccontare dai tre artisti questa interessante collaborazione, tra visioni condivise e nuove sperimentazioni sonore.

Brusco è un cantautore romano e uno dei pionieri del reggae in Italia. La sua carriera inizia in una band per poi proseguire da solista debuttando con il singolo Ancora e ancora”. Nei successivi vent’anni è riuscito a consolidare la propria popolarità. La sua personalità eccentrica e la sua voce graffiata gli hanno permesso di resistere al tempo e di raccogliere trasversalmente il seguito del pubblico. 

Il duo romano Inna Cantina, composto da Jimmy e Ientu, nasce durante i tempi del liceo per poi affermarsi grazie ad importanti collaborazioni. In dieci anni di live sono stati portatori di un messaggio di amore. Alcuni dei brani del loro ultimo album sono diventati popolarissimi specialmente sui social, e il duo si è così guadagnato un pubblico sempre più ampio. 

Abbiamo incontrato i tre artisti per parlare della loro collaborazione e del messaggio che vogliono trasmettere con il loro nuovo pezzo: “Anima”. 

Benvenuti su THESOUNDCHECK! È uscito il vostro nuovo singolo in featuring, come è nata questa collaborazione? Ma soprattutto come siete riusciti a mantenere e a far emergere le vostre differenti identità in “Anima”, facendole però coesistere pacificamente?

Le collaborazioni più belle nascono da un rapporto già esistente tra gli artisti e nel nostro caso si può dire tranquillamente che è un rapporto di amicizia. Come fanno tutti gli amici, parliamo di quello che accade intorno a noi.

L’ultimo anno è stato difficile dal punto di vista emotivo. Se da un lato abbiamo assistito ad un’escalation di violenza e ad immagini che raccontavano il dolore umano come mai si era visto prima, dall’altro ci ha sorpreso positivamente l’ondata di amore e solidarietà a cui spontaneamente milioni di persone hanno dato vita. Visto che scriviamo canzoni da queste forti emozioni è nata appunto “Anima”.

Nel brano è chiaro il rimando al non cadere nell’indifferenza, anche se in un momento storico come questo spesso sembra complicato. Quanto ritenete importante prestare attenzione all’Altro e non perdere la propria umanità?

Pensiamo che restare insensibili a quello che i social e i media tradizionali ci mostrano ogni giorno sia disumano. L’anima, che è un concetto astratto e molto dibattuto filosoficamente, viene trattata, in questa canzone, proprio come il minimo comune denominatore dell’intera umanità.

Non è possibile non provare un senso di indignazione davanti alle ingiustizie e alle cattiverie perpetrate ai danni di persone deboli e indifese. Una parte, anche se minima, di quel dolore ha raggiunto ognuno di noi.

È chiarissimo il vostro impegno sociale. Quanto credete che la musica sia importante nella trasmissione di messaggi? Che ruolo ha nel comunicare con le persone?

Crediamo semplicemente che chi fa arte abbia una grande opportunità: quella di toccare le corde sensibili che alloggiano in ciascuno di noi. Lo si può fare trattando diversi argomenti. Non pretendiamo che tutti gli artisti affrontino tematiche sociali e anche noi nella maggior parte dei casi scriviamo canzoni che, seppur permeate dalla nostra filosofia di vita, riguardano tutt’altro.

Tuttavia traendo ispirazione dal mondo che ci circonda è assolutamente normale mettere in musica i sentimenti che eventi di grande portata generano nella società di cui facciamo parte. Purtroppo il ruolo che la musica in generale riveste nella vita delle persone ha subito un enorme ridimensionamento negli anni… ma questo è un altro discorso.

Spesso parlate e fate riferimento all’ “essere vivi”, al non rischiare di finire alienati. Cosa significa per voi vivere?

Vivere vuol dire innanzitutto condividere, molto meglio se di persona anziché attraverso gli strumenti tecnologici che caratterizzano le relazioni al giorno d’oggi. Anche per questo l’Altro riveste grande importanza ai nostri occhi.

Parliamo di umanità. Quando dite “non lasciare che l’odio diventi la normalità”, è un consiglio amichevole oppure un monito rivolto alle nuove generazioni – e magari anche a quelle vecchie? 

Questa è la frase che raccoglie il significato di Anima.

Abituarsi all’odio significa infatti spostare l’asticella di ciò che siamo disposti a tollerare. Abituarsi alle ingiustizie, alle guerre, alla violazione dei diritti umani, alla repressione di libertà conquistate faticosamente da chi è venuto prima di noi, così come abituarsi ad un linguaggio sempre più arrogante e minaccioso da parte dei leader del mondo, può solo portare ad una deriva spaventosa ed inimmaginabile.

Per concludere, cosa vorreste che gli ascoltatori e i vostri fan traessero da questa collaborazione, come desiderate che venga percepita?

Sarebbe bello se aiutasse qualcuno a sentirsi meno solo nell’affrontare con coraggio un futuro che non promette niente di buono.

Vorremmo restituire agli ascoltatori le emozioni che noi stessi abbiamo ricevuto quando pensavamo ormai di aver perso fiducia e inaspettatamente abbiamo visto tante persone diverse per età, nazionalità e orientamento politico, unirsi spontaneamente e pacificamente per mostrare il lato migliore dell’umanità.

a cura di
Agnese Piana

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