Per tutti i concerti, prevendite disponibili su DICE. Tutti gli eventi e le info aggiornate sul sito ufficiale del Covo Club
mer 3 marzo – WAVVES (USA – punk/surf rock) *SOLD OUT*
ven 6 marzo – JUNI (ITA – art pop) + Hate Moss
sab 7 marzo – BAR ITALIA (UK – indie rock) @ Estragon Club
mer 11 marzo – GRUFF RHYS (UK – folk rock)
gio 12 marzo – THE ACADEMIC (IRL – indie rock) + Ed
ven 13 marzo – TA GA DA (ITA – dance punk) + Core Mato
sab 14 marzo – BEE BEE SEA (ITA – punk rock)
mer 18 marzo – MARCO GIUDICI (ITA – songwriting) + Vipera
ven 20 marzo – SANLEVIGO (ITA – post punk) + Skinner (IRL – post punk)
sab 21 marzo – DEADLETTER (UK – post punk) *SOLD OUT*
gio 26 marzo – PETER McPOLAND (USA – alt rock)
ven 27 marzo – VEGAS ON BASS (ITA – indie rock) + TACK AT (electronic / pop)
ASSOCIAZIONE CULTURALE HOVOC e INFO TESSERAMENTO
L’ingresso è riservato ai soci tesserati HOVOC 24/25. La tessera ha validità per tutta la stagione 2024/2025 e ha un costo di 5€. Info tesseramento e delega minorenni: http://covoclub.it/bo/tesseramento
WAVVES – martedì 3 marzo
In supporto al nuovo album Spun e con una carica live rinnovata, i Wavves porteranno sul palco il loro sound energico, tra punk, surf rock e melodie alt-pop.
Fin dagli esordi nel 2008, i Wavves hanno incarnato lo spirito più irriverente e spontaneo della scena indie americana. Partiti come progetto casalingo di Williams, con registrazioni lo-fi che hanno subito attirato l’attenzione di blog e fanzine, si sono imposti con l’album King of the Beach del 2010, un vero manifesto generazionale che univa punk abrasivo, surf rock e melodie contagiose.
Da allora la band non si è più fermata, pubblicando dischi come Afraid of Heights (2013), V (2015) e Hideaway (2021), ognuno dei quali ha segnato un’evoluzione sonora senza mai tradire l’attitudine caotica e libera che li caratterizza. I Wavves hanno calcato i palchi dei più importanti festival internazionali, dal Coachella al Primavera Sound, e conquistato una fanbase affezionata grazie a concerti che sono pura scarica di energia: diretti, rumorosi, trascinanti.
Il 2025 segna il ritorno discografico della band con Spun, in uscita il 6 giugno. Anticipato dal singolo “Goner”, prodotto da Travis Barker, batterista dei Blink-182, il disco rappresenta una nuova fase creativa per Williams e compagni: brani che uniscono l’immediatezza punk a un songwriting più maturo, senza perdere il carattere disordinato e luminoso che ha reso i Wavves una voce unica della scena alternativa.
I concerti italiani saranno l’occasione per ascoltare per la prima volta dal vivo i brani di Spun insieme ai grandi classici del repertorio.
SOLD OUT
JUNI + Hate Moss – venerdì 6 marzo
JUNI
Juni è il nome che dà vita al suo nuovo progetto solista. Sta per june, il mese in cui ha preso vita il progetto oltre che il mese in cui è nata, ma anche per scanzonare wajuni (ragazzi in dialetto napoletano). Il nome gioca a riprendere il nomignolo che le hanno dato sin da ragazzina, ilariuni, e con cui verrà chiamata e conosciuta anche in contesti creativi. “È un esperimento, una detonazione. Un progetto nato da una nausea per le forme, dal bisogno di esplorare. Orrore. Odio spiegarmi. Le visioni spiegate muoiono. juni è un edificio costruito d’errori, invisibile agli occhi, albergato da sogni, meraviglia, magia, un orgasmo mancato. Prestigiatori. Sibille. Il momento della festa in cui ero sola in bagno, mi sono riconosciuta allo specchio. Che festa di merda. Che bel momento. Vibra di miti, creature e memorandum. juni è plurale, mostruoso. È il tentativo di dare un suono a ciò che non posso dire”.
HATE MOSS
Hate Moss nasce a Londra da un’idea di Tina (Guardiagrele, Abruzzo, Italia) e Ian (Goiânia, Goiás, Brasile). La loro collaborazione inizia nel 2017 con la fondazione di Stock-a Records, etichetta indipendente che in seguito si evolve nel collettivo artistico Stock-a Production. La loro collaborazione si è trasformata in un progetto musicale nel 2018 con l’uscita del loro primo singolo, “Honey”, seguito da tour in Brasile, Italia e Regno Unito. Il loro album di debutto, LIVE TWOTHOUSANDHATEIN, è uscito a maggio 2019, accompagnato da esibizioni in Spagna, Portogallo e Turchia. Nel 2019 sono stati invitati dalla Biennale a esibirsi durante l’inaugurazione di Heat presso la Chiesa della Misericordia a Venezia. Durante il primo lockdown a Londra, hanno prodotto e pubblicato Fog . Nel maggio 2022, il loro secondo album, NaN , è stato pubblicato da Stock-a Production in collaborazione con l’etichetta brasiliana Before Sunrise Records. Nel 2023, è seguito un tour di oltre 150 concerti in Europa, Regno Unito e Turchia. Nel 2024, il tour è proseguito in Sud America, con tappe in Brasile, Uruguay, Argentina e Cile, e con la partecipazione a diversi festival. Durante questo periodo, il duo ha invitato amici e musicisti della scena a remixare o reinterpretare brani selezionati dall’album NaN . Il progetto è stato pubblicato digitalmente, un brano alla volta, per tutto il 2024. Nel giugno 2025, il nuovo EP Mercimek Days è stato pubblicato da Trovarobato, un lavoro che cattura gli Hate Moss nella loro dimensione live. Registrato dal vivo a Istanbul al Karga, contiene il brano inedito “Aiknow” insieme alle versioni live di “Remake the Time (Part 1 e Part 2)” e “Birdaha”. Da fine agosto a fine settembre 2025, la band intraprese un tour in Sud America.
Nel gennaio 2026 la band pubblica il suo terzo LP, A Hot Mess , tramite Trovarobato.
Gli Hate Moss sono di nuovo in tour.
PREZZI – prevendita 12 + ddp, alla porta 12 €
BAR ITALIA @ Estragon Club – sabato 7 marzo
“Some Like It Hot” è un film del 1959 con Marilyn Monroe, Tony Curtis e Jack Lemmon che racconta le avventure di un gruppo di musicisti fuori dalle righe. È divertente, sensuale, sfrenato ed eterno. “Some Like It Hot” è anche il nuovo album del trio londinese bar italia, e certi parallelismi non sono casuali. L’album pulsa di romanticismo, intrigo, scoperta di sé e rapimento sensuale tra pezzi rock bramosi, incantato folk pop, ballate stordite e momenti indefinibili che ti sorprendono come un raggio di sole alle cinque del pomeriggio. Il disco rappresenta la sintesi del mondo interiore condiviso da Nina Cristante, Jezmi Tarik Fehmi e Sam Fenton – tre songwriter che hanno superato le loro radici underground per abbracciare un orizzonte audace e panoramico.

L’evoluzione del loro suono – dalle prime registrazioni casalinghe come schizzi a matita (nel 2023 la band ha persino presentato una mostra dei propri disegni) fino alle pennellate ampie e luminose di “Some Like It Hot” – si è forgiata grazie a un ritmo implacabile di songwriting e tournée. Quando i bar italia sono emersi dall’underground nel 2023 con due album acclamati dalla critica pubblicati a pochi mesi di distanza su Matador – il misurato “Tracey Denim” e il maestoso “The Twits” – erano una band timida, che evitava il contatto visivo, iniziava i set al buio e spariva subito dopo dietro le quinte. Negli anni successivi hanno attraversato il globo, con concerti da headliner da Istanbul a Tokyo, serie di date sold out a New York e Los Angeles, e presenze a festival come Corona Capital, Glastonbury e Coachella. Con oltre 160 concerti in tutto il mondo tra il 2023 e il 2024, hanno sfatato ogni aura di mistero trasformandosi in un quintetto esibizionista e muscolare, capace di offrire bis multipli – altrettanto a proprio agio nell’incitare il pogo dei festival quanto nei momenti di intimità.
“Some Like It Hot” racconta questo percorso: una raccolta di canzoni rock che abbracciano con voracità il palco principale.
I bar italia hanno unito la serietà e la profondità dei loro temi a un gusto per lo spettacolo. Sono canzoni che trasformano le eccentricità in grandi ritornelli, trovando elevazione nella tensione e giocando con identità, emozioni e performance fino a sfumare i confini. Quel classico hollywoodiano del 1959 da cui l’album prende il nome si conclude con la celebre battuta: “Well, nobody’s perfect.” Questo disco, però, ci si avvicina parecchio.
PREZZI – prevendita: 21,50€ + ddp, alla porta: 30€
GRUFF RHYS – mercoledì 11 marzo
“Dim Probs” è il nono album solista di Gruff Rhys, scritto e interpretato interamente in gallese e registrato a Bristol con il produttore Ali Chant (Yard Act, PJ Harvey). L’album intreccia folk acustico e sonorità elettroniche lo-fi, restituendo un lavoro intimo e ipnotico che conferma Rhys come uno degli autori più visionari e profondi della scena britannica contemporanea.
Il primo brano estratto, “Chwyn Chwyldroadol!”, è già disponibile su tutte le piattaforme digitali.
Con “Dim Probs”, Gruff Rhys torna a un linguaggio musicale diretto e personale, capace di attraversare temi universali con ironia e poesia, spaziando dalla fragilità esistenziale alle tensioni sociali, fino a un sorprendente elogio della bellezza nascosta nelle piccole cose.
Gruff Rhys è un cantautore e musicista con base a Cardiff (Galles) e vanta una carriera di oltre tre decenni con 26 album in studio all’attivo. Fin dall’inizio ha esplorato territori musicali e lirici sempre nuovi: dal debutto solista Yr Atal Genhedlaeth (2005), intriso di giochi di parole in gallese, agli acclamati Candylion e Hotel Shampoo, fino ai concept più ambiziosi come American Interior (2014), Babelsberg (2018) e Pang! (2019). Con Seeking New Gods (2021) ha raggiunto la Top 10 delle classifiche ufficiali britanniche, mentre nel 2024 ha pubblicato Sadness Sets Me Free, accolto come uno dei suoi lavori migliori. Il 2025 segna il ritorno a un album interamente in lingua gallese con Dim Probs.
Oltre alla carriera solista, Rhys è stato il carismatico frontman dei Super Furry Animals, una delle band più innovative e amate del panorama musicale britannico, capaci di fondere rock psichedelico, armonie pop e sperimentazioni elettroniche. Ha inoltre formato il duo Neon Neon con Boom Bip, dedicato a raccontare in chiave electro-pop le vite di figure fuori dagli schemi come John DeLorean e Giangiacomo Feltrinelli.
Artista eclettico, Rhys ha collaborato con Gorillaz, Africa Express, Mogwai, Sparklehorse, Danger Mouse, Sabrina Salerno, Imarhan e molti altri. Parallelamente ha scritto libri, colonne sonore per cinema e videogiochi, musiche per opere teatrali e documentari, confermando una carriera artistica poliedrica e unica nel suo genere.
PREZZI – prevendita: 18€ + ddp, alla porta: 20€
THE ACADEMIC + Ed – giovedì 12 marzo
Originari di Killucan, nella contea di Westmeath, The Academic sono Craig Fitzgerald, Dean Gavin e i fratelli Matthew e Stephen Murtagh. Dopo il debutto con l’EP “Loose Friends” nel 2015, The Academic hanno rapidamente attirato l’attenzione, riempiendo il Vicar Street di Dublino e rappresentando l’Irlanda al festival Eurosonic Noorderslag. Il loro primo album, “Tales from the Backseat” (2018), ha debuttato al primo posto nelle classifiche irlandesi e ha portato la band a esibirsi in tour internazionali, con concerti sold-out e una nomination come Album dell’Anno al Choice Music Prize.
Nel 2020, hanno firmato con Capitol Records e, nel febbraio 2023, hanno pubblicato “Sitting Pretty”, un album che mescola indie pop e rock classico, subito balzato in cima alle classifiche. Prodotto da Nick Hodgson dei Kaiser Chiefs presso i Snap Studios di Londra, l’album vede la band portare la loro scrittura a un livello superiore, con una selezione di brani indie pop influenzati dal rock classico. Tra i pezzi spicca il singolo “Pushing Up Daisies”. Hanno aperto i concerti di Louis Tomlinson nel suo tour nordamericano e sono stati scelti per esibirsi durante la visita di Joe Biden in Irlanda.
in apertura: ED
ED è un cantautore italiano attivo dal 2010, con oltre quindici anni di attività live in Italia, Europa e Stati Uniti. Il progetto si muove nel territorio dell’indie songwriting di matrice anni ’90, con un approccio intimo, diretto e orientato all’ascolto (Elliott Smith, Pavement, Bright Eyes).
Nel corso degli anni ED ha costruito una solida esperienza dal vivo, collaborando con realtà indipendenti italiane e internazionali.
PREZZI – prevendita: 17€ + ddp, alla porta: 17€
TA GA DA + Core Mato – venerdì 13 marzo
I TA GA DA, nati nel 2021 dall’unione di tre musicisti attivi da anni nella scena indipendente italiana – Jesse de Faccio (Jesse the Faccio), Alberto Tex (fondatore di Dischi Sotterranei e del festival Arcella Bella) e Francesco Gambarotto (producer degli Exit Exit, già al lavoro con Post Nebbia, Sicaria e altri) – si sono rapidamente affermati come una delle live band più esplosive del Paese.
Dopo l’esordio con This Is How We Dance (2023, Dischi Sotterranei), il trio ha collezionato oltre 40 concerti tra club e festival, tra cui l’apertura agli Idles allo Sherwood Festival 2024, il MI AMI Festival, il Clutter Festival di Copenhagen e il Pro Weekend di Castellón.
“Last Party on Planet Earth”: tra dance-punk, brit-rock anni 2000 e nuove influenze americane
Last Party on Planet Earth, EP uscito il 13 febbraio per Dischi Sotterranei, rafforza le radici dance-punk e indie-rock primi anni 2000 della band (Franz Ferdinand, Arctic Monkeys, Foals, The Rapture), introducendo nuove sfumature americane che richiamano Fiddlehead e aperture melodiche più vicine ai Weezer, senza perdere la contemporaneità di Fontaines D.C., Idles, Shame e Viagra Boys.
Il risultato è un album fisico e corale, attraversato da tensione esistenziale e ritornelli esplosivi. Le tre voci – ancora senza un vero frontman – si alternano continuamente in diverse prospettive, diventando uno dei tratti distintivi dell’identità dei TA GA DA.
PREZZI – prevendita: 12,50€ + ddp, alla porta: 13€
BEE BEE SEA – sabato 14 marzo
“Stanzini Can Be Allright” è un tributo al quasi omonimo brano dei Gizmos, Midwest Can Be Allright. Anche il logo è una reinterpretazione di uno dei loro meno noti.
Può crescere nella pianura padana somigliare, in qualche modo, all’esperienza del Midwest americano? Forse sì, forse no — difficile dirlo. Ma noi, i Bee Bee Sea, in questo parallelo ci abbiamo visto qualcosa. È da questa convinzione che è nato tutto.

L’idea di provenire da un luogo isolato, con inverni freddi e nebbiosi e estati torride, lontano dai grandi centri culturali ed economici, non suona poi così affascinante. Eppure i Gizmos sono riusciti a trasformare questa desolazione in qualcosa di ironico e autentico, un vero legame con le proprie radici. A nostro modo, forse anche inconsciamente all’inizio, ci siamo lasciati ispirare da tutto questo. E Stanzini è proprio questo: un universo parallelo, una forza creativa nata per riempire ciò che mancava a qualche ragazzo di provincia. Da un garage trasformato in sala prove, Stanzini ha preso forma — un collettivo musicale che crea e sviluppa progetti lontano dai riflettori e dagli entusiasmi delle grandi città.
L’album contiene 12 brani che raccontano storie di queste persone e di questi luoghi. Se i Gizmos ci hanno ispirati nello spirito, Stanzini Can Be Allright va ben oltre sul piano musicale. È ancora garage rock, ma si apre a influenze diverse, con uno stile fortemente personale e ricco di sfumature.
Ci troverete tracce di egg punk, ma anche richiami ai Guided By Voices; echi di Sweeping Promises e dei Cleaners from Venus. Ci sono molte melodie, tanti riff. È un diario di esperienze di vita in un posto che forse non è straordinario, ma che, tutto sommato, “può andare bene” quando decidi di cambiarlo.
E la musica, in fondo, può cambiare molte cose.
PREZZI – prevendita: 12,50€ + ddp, alla porta: 13€
MARCO GIUDICI – mercoledì 18 marzo
Marco Giudici viene da Milano, è un classe ’91 e suona praticamente tutti gli strumenti.
Negli anni si è affermato anche come apprezzato produttore, lavorando con Generic Animal, Rares, Tobjah, Serena Altavilla, Marco Fracasia, Francesco Di Bella, Fine Before You Came.
Dopo vari progetti condivisi e altri moniker (da musicista di e con Any Other, a Halfalib), nel 2020 è uscito per 42 Records il primo LP a suo nome, Stupide Cose Di Enorme Importanza, un disco delicato, un concentrato di pop sognante e sospeso a cui è seguito l’anno successivo il brano Sette vite. Nel 2022 ha pubblicato l’ep Io cerco per sempre un bivio sicuro, il risultato di due sessioni di registrazione aperte al pubblico alla Casa degli Artisti di Milano, insieme ad Adele Altro e Alessandro Cau. Nel 2025 torna con il suo nuovo album Trovarsi soli all’improvviso, anticipato dai brani Trovarsi soli e Abitudini di Vita.
A distanza di cinque dal disco d’esordio Stupide cose di enorme importanza e a tre dall’ep Io cerco per sempre un bivio sicuro, e dopo essersi fatto conoscere anche come produttore e musicista tra i più apprezzati del panorama indipendente italiano (Any Other, Francesco Di Bella, Fine Before You Came), Marco Giudici è tornato a regalarci le sue canzoni: gemme rare e preziose, capaci di conficcarsi dritte nell’anima per non andarsene mai più.
PREZZI – prevendita: 12€ + ddp, alla porta: 13€
SANLEVIGO + Skinner – venerdì 20 marzo
SANLEVIGO
I Sanlevigo sono una band nata a Roma nel 2017 e formata da Matteo Lambertucci, Emanuele Campanella, Lorenzo Imperi e Mattia Leoni. Il 30 dicembre 2019 il gruppo pubblica l’EP “Doppelganger” che li porta ad aprire il concerto di Giorgio Canali a Patrica (FR). Il 3 dicembre 2021 esce “Un giorno all’alba”, un concept di 13 tracce sulla psicotanatologia e la fine di un amore giovanile. Prodotto dagli stessi Sanlevigo insieme a Fabio Grande, che ne cura anche rec e mix, il disco è stato poi masterizzato da Giovanni Versari e promosso con un tour nazionale di 30 date tra marzo e novembre 2022, in cui la band ha aperto il live di Emma Nolde a Urbino. Contemporaneamente, il 15 luglio 2022 esce il singolo “L’evasione, il ritorno” con il producer Daniele Montesi (The Suckerz), seguito poi da “Effimere conquiste” (con Le Cose Importanti) e “Annegare nel tempo” (con gli Atlante). I 3 brani anticipano l’EP “Eterociclico Vol. I”, pubblicato il 29 settembre 2023. Poco dopo esce l’EP “L.T.L.N.B. / Via dagli scontri”, i relativi remix di Samuele CYMA ed Eva Geist de Il Quadro di Troisi e i Sanlevigo partono di nuovo per un tour nazionale che finisce il 28 luglio 2024 con l’apertura del concerto di Lucio Corsi al festival Mataria d’ Langa di Roddino (CN). Il 19 settembre 2025 i Sanlevigo pubblicano “Spettri”, secondo album in studio prodotto con Jesse Germanò e anticipato dai singoli “Piccoli cannibali” e “Viaggi onirici al piombo”.
SKINNER
Skinner è Aaron Corcoran, artista di Dublino che scrive, registra e produce brani che parlano di crescita personale e di come superare un’esistenza segnata dalle contraddizioni del ventunesimo secolo.
Nel suo sound si intrecciano il DNA del no wave e del post-punk di band come The B-52s, James Chance and the Contortions ed ESG, insieme ai riferimenti alt-rock dei Pixies e dei Morphine, il tutto plasmato da un gusto per l’autoproduzione dal sapore grunge e da momenti di strumentazione più raffinata.
Il suo album di debutto, New Wave Vaudeville (uscito a gennaio 2025 per Faction Records), si ispira al leggendario spettacolo musicale e teatrale New Wave Vaudeville, un freak show di varietà che si teneva al 57 Club di New York tra il 1978 e il 1983. Il club era conosciuto per le sue performance d’arte libere e sregolate — una risposta sfrenata e provocatoria alla crescente commercializzazione della cultura di quegli anni — un’energia che Skinner riprende pienamente in questa nuova raccolta. Insieme alla sua band di cinque elementi, che include anche un sassofonista, Skinner si è esibito in numerosi festival come The Great Escape, Ireland Music Week, Beyond The Pale, All Together Now, Other Voices, Galway Fringe Festival e Watt’en Schlick-Festival, oltre ad aver aperto i concerti di Gurriers, Lime Garden, Dope Lemon, Algiers, Bambara, The Wedding Present e Silverbacks. I suoi singoli precedenti — Dislocation, Sometimes My Brain is Goo, Slouch e Headroom — hanno ottenuto passaggi radiofonici su KCRW, BBC Across the Line, RTÉ 2FM e 98FM (programma di John Barker). Skinner ha ricevuto il supporto dei media da testate come The Independent, DIY Mag, Paste, Fred Perry Subculture, So Young, Nialler9, District Magazine e altre ancora. È stato inoltre il volto di An Alternative Éire, la popolare playlist di Spotify, e ha avuto brani inclusi in playlist ufficiali come All New Punk, All New Rock, New Music Friday UK, Fresh Finds IE, Alternative Ireland, Today’s Punk – A Breath of Fresh Éire, Post Punk 2K e Hot New Bands. Skinner è stato trasmesso anche su BBC 6 Music (Steve Lamacq), KCRW, BBC Radio 1, BBC NI, RTÉ 2FM, Triple R, Amazing Radio, Flux FM e Indie XL.
PREZZI – prevendita: 12€ + ddp, alla porta: 12€
DEADLETTER – sabato 21 marzo
La band alternative rock DEADLETTER annuncia il suo secondo album, Existence Is Bliss, in uscita venerdì 27 febbraio per So Recordings. L’annuncio è accompagnato dalla pubblicazione del singolo principale e del relativo video musicale, To The Brim, già disponibile ora. I preordini di Existence Is Bliss inizieranno alle ore 10:00 di venerdì 14 novembre e saranno disponibili in formato LP, LP in edizione limitata e CD.

Con To The Brim, i DEADLETTER offrono un brano raffinato, che fonde estetiche provenienti dai mondi alternative, indie e rock.
To The Brim inaugura una nuova era per i DEADLETTER, che dopo l’album d’esordio Hysterical Strength – pubblicato nel 2024 – si spingono verso un suono più sofisticato e fluido tra i generi. La produzione è impeccabile, mentre la voce ruvida del frontman Zac Lawrence unisce magistralmente ogni elemento del pezzo. Con l’uscita di To The Brim, i DEADLETTER lanciano un messaggio potente, dimostrando l’alto livello di ciò che verrà da una delle band più promettenti della scena britannica.
Parlando di To The Brim, i DEADLETTER hanno dichiarato: “To The Brim esplora l’esperienza di convivere con la negazione e il modo in cui essa ti lascia impotente e traboccante (letteralmente ‘colmo’) di disperazione. Musicalmente, volevamo un nuovo inizio, forse proprio come reazione a quella negazione”.
I DEADLETTER sono una band alternative originaria dello Yorkshire.
Il gruppo si è formato nel 2020 grazie agli amici di lunga data Zac Lawrence (voce), Alfie Husband (batteria) e George Ullyott (basso). Da allora, la formazione ha assunto varie forme e oggi conta sei membri.
Tra le influenze della band figurano LCD Soundsystem, The Stranglers, Captain Beefheart e Can. I DEADLETTER sono noti per i loro testi intricati e ricchi di riferimenti, accompagnati da strumentali che oscillano tra il rock alternativo e l’indie.
Nel 2024 hanno pubblicato il loro acclamato album di debutto, Hysterical Strength, che NME ha descritto come “oscuro e inquietante, ma irresistibile e divertente” in una recensione da quattro stelle.
Ora, la band torna con il suo incredibile secondo album, Existence Is Bliss.
SOLD OUT
PETER McPOLAND – giovedì 26 marzo
Trovare un quadrifoglio lungo un sentiero già battuto: è questa la sensazione che si prova ascoltando “Big Lucky”, il nuovo e quarto album di Peter McPoland. Un disco che vibra di intimità, dettagli genuini e chiarezza emotiva: questo nuovo lavoro è il progetto che ha sempre voluto realizzare — grezzo, spontaneo e profondamente suo. Scritto, prodotto, registrato e suonato interamente da McPoland, “Big Lucky” rappresenta per lui un ritorno alle origini, a quella scrittura pura che ha dato inizio alla sua carriera conquistando milioni di persone.
Nato nel Vermont e cresciuto in Texas dall’età di sette anni, Peter McPoland ha iniziato il suo percorso musicale fin da giovanissimo. A 16 anni si è esibito per la prima volta dal vivo in contesti importanti come il Vans Warped Tour e il “New Voices in Rock” al Rock and Roll Hall of Fame. Dopo il diploma, si è trasferito a New York per dedicarsi seriamente alla sua carriera musicale.
Dopo il successo virale del singolo di debutto “Romeo + Juliet”, gli album “Slow Down”, “Piggy” e “Friend”, oltre a numerosi singoli ed EP, McPoland ha totalizzato oltre 450 milioni di stream solo su Spotify. Questo enorme seguito gli ha permesso di intraprendere diversi tour nazionali da headliner e di esibirsi in arene come artista di supporto per band del calibro di Twenty One Pilots e Imagine Dragons. Il suo prossimo tour lo vedrà accompagnato dai suoi migliori amici d’infanzia, oggi suoi compagni di band.
Di recente, McPoland ha deciso di tagliare i ponti con i social e i servizi di streaming, affidandosi a un vecchio cellulare a conchiglia, un iPod carico di canzoni dei Beatles, un registratore a bobine recuperato dal seminterrato dello zio e delle cassette trovate su Facebook Marketplace. Da lì ha ricominciato, dando vita a “Big Lucky”. Questo album rappresenta un ritorno alla scrittura autentica che ha segnato il suo debutto, capace di catturare milioni di ascoltatori.
In un mondo dominato dalle meteore di TikTok, McPoland si distingue: rifiuta lo stereotipo dell’artista da “hit singola” e sceglie di costruire qualcosa di molto più duraturo. La sua miscela di folk e indie-rock si unisce a un repertorio già straordinariamente solido.
PREZZI – prevendita: 18€ + ddp, alla porta: 22€
VEGAS ON BASS + TAK AT – venerdì 27 marzo
VEGAS ON BASS
I Vegas on Bass hanno appena finito la promozione del loro primo disco “Blurry Vision” che li ha visti suonare in giro per l’Italia e nel Regno Unito. Arrivano al Covo per presentare in anteprima le nuove tracce dell’EP che uscirà prima dell’estate. Il 2026 inizia con un cambio di line up con l’ingresso al basso e alle tastiere di Sara Fioravanti. Il nuovo lavoro discografico vanta una produzione marcatamente elettronica, con un ampio ricorso a sintetizzatori e campionamenti, senza però perdere l’anima rock n’ roll che li ha sempre contraddistinti.
TACK AT
Tack At, sta per “the artist commonly known as technogod”. Nel 1990 Technogod esordisce con l’EP “Cola Wars”, pubblicato dalla label inglese Nation Records, guidata da Aki Nawaz. Quest’ultimo dopo aver avuto un incubo ascoltando la band, decide di contattarli: un episodio che diventa quasi mitologico e che segna l’inizio di una relazione importante.
L’esordio colpisce subito la scena inglese e inserisce Technogod in quel contesto post–acid house che include realtà come Pop Will Eat Itself e Jesus Jones. Personaggi chiave come John Peel, Andy Weatherall e Dave Angel programmano il disco nelle loro trasmissioni radiofoniche e nei DJ set. Segue una breve tournée londinese.
Nel 1993 la band registra il primo album, “Hemo Glow Ball”, per Contempo Records (Firenze), con la coproduzione di Roli Mosimann, già noto per il lavoro con Young Gods e The The. Il disco fonde elettronica, rock e rap in una forma personale e non allineata, suscitando interesse in tutta Europa e portando la band in tournée come supporto ai Consolidated di San Francisco.
Negli anni successivi Technogod apre concerti per Meat Beat Manifesto in Francia e segue gli Young Gods nel tour italiano. Dopo il fallimento di Contempo e una serie di problemi legali, il progetto reagisce invece di fermarsi: nasce il collettivo Alieni della Lost Legion, attraverso cui vengono prodotti lavori più elettronici e ambient come Ohmega Tribe e B9D-Vine, pubblicati sia in Europa che negli Stati Uniti.
Parallelamente arrivano collaborazioni, remix e commissioni: Casino Royale, Bluvertigo, La Crus, Mau Mau, Young Gods, oltre a jingle pubblicitari per brand come Ceres e Volkswagen.
Nel 2006 esce “2000 Below Zero”, un album denso, complesso, saturo di idee e suoni. Pubblicato in Italia da Vox Pop / BMG, ottiene licenze per Francia, Germania, Austria e Svizzera. Seguono nuovi concerti e tournée, con band come Papa Brittle, Young Gods, Napalm Death e Asian Dub Foundation. Nel 1998, però, la band entra in una fase di pausa e rimodulazione, con l’uscita di alcuni membri fondatori.
Il progetto non scompare, rimane in sordina ma continua a mutare. Tra il 2001 e il 2002 y:dk realizza “Undo”, seguito da diversi side project: “>>” (2000), “Labiale” (2004) e “Ramsazzizz” (2008). Nel 2009 Technogod torna con “Pain Trtn Ment (l’intrattenimento del dolore)”, un lavoro che mantiene vivo lo spirito ironico, sarcastico e rabbioso del progetto, miscelato a sonorità rock-funk ed elettroniche. Il 2011 segna una trasformazione identitaria: con il quinto album “Whelm”, Technogod diventa Tack At. Un cambio di nome che non è una rottura ma una sintesi: the artist commonly known as Technogod.
Tack At è secco, tagliente, snello, agile.
Segue il mini-LP “Re)sound EP”, raccolta di remix e reinterpretazioni di brani da “Whelm”, con contributi di Bologna Violenta, Lorenzo Montanà (Tying Tiffany), His Clancyness, Stato Sociale e Perturbazione. Nel 2017 Loz e y:dk collaborano con Jean Lux Boka e Fredbo (cofondatore originale dei Technogod) per “Dusting the Plants”, secondo album del progetto darkbeat Armoteque. Dopo un lungo periodo di gestazione, influenzato dalle dissonanze della realtà contemporanea, nasce il nuovo disco “Nausea”, pubblicato da Overdub Records di prossima uscita.
“Younipol City” è il nuovo singolo dei Tackat pubblicato da Overdub Recordings disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 17 febbraio e in rotazione radiofonica da venerdì 20 febbraio 2026.
PREZZI – prevendita: 10€ + ddp, alla porta: 10€
a cura di
staff

