Ubaldo Pantani nei panni di Lapo è il migliore della serata. Ah, già, le canzoni. Nicolò Filippucci batte Angelica Bove per il premio giovani proposte, poi… ma Ecco le pagelle della terza serata di Sanremo 2026
Nella battaglia finale delle Nuove Proposte, vince Nicolò Filippucci con “Laguna”. Prevedibile, vista la grande base di ragazzi e raggazze che lo seguono sin dalla sua partecipazione ad “Amici di Maria De Filippi”. Angelica Bove, tuttavia, con “Mattone” ha portato una canzone molto più solida, tant’è che si è portata a casa il Premio della Critica “Mia Martini” per la categoria e il premio della Sala Stampa “Lucio Dalla”.
Maria Antonietta & Colombre – “Felicità e basta”
Una serata al Covo Club di Bologna mentre vuoi solo sorseggiare delle bibite alcoliche non troppo pesanti. Scanzonati e finto retro, in perfetto canone indie pop degli ultimi anni. È bello comunque vederli divertirsi. Minestra riscaldata ma buona. VOTO: 6+
Leo Gassmann – “Naturale”
Si presenta vestito con una maglietta ristretta (“ahi ahi ahi signora mia, lei sbaglia candeggio”) in stile cosplay di un cattivo generico Disney. Si conferma la sdolcinatezza da carie immediata. Amico della lobby dentistica. VOTO: 4+
Malika Ayane – “Animali notturni”
Figli delle stelle a Copacabana. Il paradosso è che la versione studio è molto più gradevole. Misteri della vita. Paradossi notturni. VOTO: 5,5
Sal Da Vinci – “Per sempre sì”
Felice, contento. Perché sa che la stagione dei matrimoni gli farà guadagnare royalties sicure (e qualche ospitata). Sal, spirito guida di tutti, ma non lo sanno ancora. Castello delle cerimonie is coming back VOTO: 5,5
Tredici Pietro – “Uomo che cade”
Fare dinoccolato, camicia beige e pantalone largo… Celentano ne “Il bisbetico domato”? Il Ragioniere Filini dopo un anno di palestra No, Tredici Pietro. Stavolta il microfono funziona senza indugi. Per taluni malvagi, è un peccato. Candeggio e dileggio VOTO: 6

Raf – “Ora e per sempre”
Oggi ho capito che “Ora e per sempre” ha discretamente saccheggiato (con un certo garbo) La mia storia tra le dita e la discografia di Zarrillo. Con i suoi pro e contro. Ladro gentiluomo. VOTO: 5-
Francesco Renga – “Il meglio di me”
Renga che fa Renga. Di certo superiore rispetto alle sue stesse esibizioni nei precedenti Festival di Sanremo. Fedele alla linea. VOTO: 5,5
Eddie Brock – “Avvoltoi”
Il Power Ranger di borgata stasera ha qualcosa che non va. Sarà distratto da qualcosa, chi lo sa. Distratto. VOTO: 4
Serena Brancale – “Qui con me”
Forse addirittura un po’ più emozionata della prima serata. Tecnicamente si dice “Voce de Cristo”. Chapeau. VOTO: 7,5
Samurai Jay – “Ossessione”
Il momento più alto è l’apparizione fugace di una Belen che scazza alla grande un playback di 3 secondi. Parkour! (cit. The Office) VOTO: 3

Arisa – “Magica favola”
Gran voce per una lezione di classicismo, sempre con un piede ben fermo nell’anacronismo più sfrenato. Il liceo classico ti forma per la vita. VOTO: 5,5
Michele Bravi – “Prima o poi”
Stavolta il Gaviscon ha fatto effetto e il rutto sommesso viene evitato. La voce, però rimane stranamente incerta. E il sonno inizia a bussare sulla spalla. Taglia sbagliata. VOTO: 5
Luchè – “Labirinto”
In versione ibrido tra salvo del GF e Wesley Snipes, Luchè canta un po’ meglio dell’altra sera. La canzone cresce ascolto dopo ascolto. Millennium bug sventato. VOTO: 6
Mara Sattei – “Le cose che non sai di me”
Lei tutta carina, educata. Ma la canzone è una sassata sui coglioni. Scusa Mara. René, aiutaci. VOTO: 4,5
Sayf – “Tu mi piaci tanto”
Il suo concetto di eleganza è interessante. Sbaglia ma recupera. È mezzanotte e mezza anche per lui. Ma ribadiamo il concetto: il pezzo è bello e non così sciocco. Domopak, bestemmie sommesse e bug fix rapido. VOTO: 7
a cura di
Andrea Mariano

