Giovani, Pausini che canta, Achille Lauro che fatica a trattenere “Il mio Senato”, Lillo coreografo e… noia
Festival di Sanremo 2026, secondo round. Poteva essere una serata agile, veloce, piacevole. Invece 15 cantanti, semifinale delle giovani proposte e stacchetti un po’… un po’.
Nulla di orribile, nulla di brutto. Abbiamo navigato su un mare placido, quasi noioso. Non basta Achille Lauro, non basta Lillo costretto a ripetersi nelle gag arcinote. Ho goduto, tuttavia, quando ha accennato a un monologo e Carlo Conti è andato in modalità Berserk.
Ma basta, andiamo dritti al punto: a voi le pagelle dei concorrenti di questa serata, partendo dai gggiovani.
Nicolò Filippucci – “Laguna”
È quello che Anna Pettinelli definiva sempre “piatto”. E, strano ma vero, le davo ragione. Sarà il palco dell’Ariston, sarà l’emozione, ma la canzone spinge. Classico pop generico con rinforzo a caso dell’orchestrazione, però funziona. Lezione imparata. VOTO: 6
Blind, El Ma & Soniko – “Nei miei DM”
Quel che chiamo essenza del nulla. Addirittura un piccolo accenno di coreografia, per dire “sappiamo che fa cagare, guardate però come siamo coordinati”. Nemmeno se mi pagano, nemmeno gratis. VOTO: 3,5
Mazzariello – “Manifestazione d’amore”
Chitarrina a forma di cuore, sorriso che fa sussurrare alle mamme davanti al televisore “Questo ragazzo sarebbe proprio un buon fidanzatino per la mia bambina di 23 anni”. Ha il vantaggio di non essere osceno come il trio del Team Rocket precedente. Fidanzatino d’Italia. VOTO: 5,5
Angelica Bove – “Mattone”
Il titolo fa temere una mattonata possente sulle gonadi. Certo, non è la canzone più leggera del Festival di Sanremo, non è l’esempio di pazza originalità, ma la ragazza ha in sé un talento che, con fare timido, splende con delicatezza. Eleganza discreta in un mondo di giacchette di Shein. VOTO: 6,5
Patty Pravo – “Opera”
Di rosso vestita, di questo Sanremo un po’ se ne sbatte, è la vita. Occhio vitreo, eleganza d’altri tempi per confermare una canzone, scritta da un onesto Caccamo, che ha il paradossale risultato di essere fuori contesto. Talmente classica che pensi di star vedendo la serata delle cover. Diventerà il centro del suo prossimo tour. Non so dove sono, ma siete simpatici. VOTO: 5
LDA & Aka 7even – “Poesie clandestine”
“Che carina questa canzone! Mi piace”. Disse una voce a me familiare, esponente del pubblico generalista e, per questo, per me campanello d’allarme. Ho sentito la necessità di rispolverare “Ghost of Perdition” degli Opeth per un attimo. Almeno i ragazzi si divertono. Divorzio sfiorato. VOTO: 4,5
Enrico Nigiotti – “Ogni volta che non so volare”
Perennemente emozionato e sull’orlo di una crisi di pianto, Enrico una cosa sa fare e lo riconferma stasera: canzoni strappalacrime con il giusto dosaggio di ruffianeria. Non esagera, continua a non risultare fastidioso. Gestisce bene tutto. Costantemente sull’orlo di uno tsunami emozionale. VOTO: 6-
Tommaso Paradiso – “I romantici”
Canta ancora più piegato della prima serata. Coliche? Emozione? Colpo della strega? Rendersi conto di avere un buon testo su un arrangiamento rivedibile? Mistero della fede. VOTO: 4,5
Elettra Lamborghini – “Voilà”
Infastidita già prima di affrontare le scale dell’Ariston. Termina l’esibizione lanciando un accorato appello affinché la smettano di fare i “festini bilaterali” alle 3 di notte. “Altrimenti scendo in ciabatte con un megafono”. Credevo minacciasse di investire gente a caso con un trattore Lamborghini. Sindacato di quartiere VOTO: 4,5
Ermal Meta – “Stella Stellina”
Ascoltandola per la seconda volta, il dubbio che il buon Ermal stia puntando sulla ruffianeria si fa più intenso. Rimaniamo con il punto interrogativo sul nostro bel capoccione. Intanto, comunque, si dimostra un buon candidato per la metà classifica. Una vita da mediano. VOTO: 6-
Levante – “Sei tu”
Si conferma una delle favorite per qualche premio che non sia la vittoria del Festival di Sanremo. Levante azzurrina stile Fata turchina con un retaggio punk indipendente è ciò che non mi aspettavo in questo 25 febbraio 2026 da trentanovenne. C’era una volta un’aspirante non vincitrice. VOTO: 7+
Bambole di pezza – “Resta con me”
Anche Lillo si stupisce di quante persone abbiano partecipato alla stesura della canzone. Praticamente una squadra di calcetto. “Resta con me” si conferma un pezzo simil rock mainstream travestito da ballatona e con testo comunque scritto con decenza. Ambiente affollato ma ordinato. VOTO: 6
Chiello – “Ti penso sempre”
La parte più bella è la presentazione del suo pezzo ad opera di Laura Pausini e Lillo. Io ci provo, ve lo giuro, ma niente. L’unico tra noi che sta facendo uno sforzo per evitare che ti meni sono sempre io. VOTO: 4,5
J-Ax – “Italia starter pack”
Zio J-Ax. Lì, su quel palco, fino a qualche anno fa era una delle mosche bianche in un mare di lustrini e naftalina sempre meno presente. Ora è tra i concorrenti “standard”. Come passa il tempo, come cambiano le prospettive. Comunque, confermiamo la relativa piacevolezza del pezzo. Una volta ero punk, ora vesto il frack VOTO: 6
Nayt – “Prima che”
All’ennesimo ascolto della canzone di Nayt, mi espongo: vorrei fosse tra i pezzi il lizza per la vittoria di questo Festival di Sanremo. Sì, invecchiare mi sta cambiando. Folgorato sulla via di Sanremo. VOTO: 8
Fulminacci – “Stupida sfortuna”
Dopo il completo (molto elegante) del nonno, quest’oggi ha rubato i vestiti al Renato Pozzetto de “Il ragazzo di campagna” quando si trasferisce a Milano. La canzone, invece, si coferma essere una delle più deboli del repertorio di Fulminacci. Taglia sbagliata. VOTO: 5

Fedez e Masini – “Male necessario”
La strana coppia di Sanremo continua a convincere. Voi ci avreste mai scommesso già solo due o tre anni fa? Quanti pandor… quant’acqua è passata sotto i ponti… L’imbattibile coppia del torneo di briscola del Casino di Sanremo. VOTO: 8
Dargen D’Amico – “Ai Ai”
Mai banale, sempre in un mondo tutto suo… Cosplay del messicano della pubblicità dell’Estathè con un poncho realizzato grazie a dei tendoni Ikea da 24,95€. Genio incompreso a se stesso. VOTO: 6,5
Ditonellapiaga – “Che fastidio”
Ora la curiosità sarà nel vedere come si presenterà la prossima volta sul palco dell’Ariston. La canzone funziona dannatamente bene. Divertente, non sciocca, bel ritmo. Infastidiscimi quanto vuoi. VOTO: 7+
a cura di
Andrea Mariano

