That time I got reincarnated as a Slime: Le Lacrime del mare azzurro – la recensione in anteprima

That time I Got Reincarnated as a slime

In uscita domani, giovedì 30 aprile, un nuovo capitolo di That Time I Got Reincarnated as a Slime, film che segue la storia di Yura e del suo regno sottomarino.

La storia di That Time I Got Reincarnated as a Slime si arricchisce di un nuovo capitolo cinematografico che esplora le vicende di Yura e del suo regno sottomarino. Basata sulla celebre serie di light novel scritta da Fuse, la trasposizione anime segue le avventure di Rimuru Tempest, uno slime reincarnato in un altro mondo.

Dopo tre stagioni e un primo film, la storia continua con la quarta stagione (attualmente in corso di trasmissione). La vicenda narrata in Le lacrime del mare azzurro, diretto da Yasuhito Kikuchi, si svolge invece tra la terza e la quarta stagione, in un momento che per Rimuru e i suoi amici dovrebbe essere di vacanza.

La storia di uno Slime Reincarnato

Le premesse da cui si avviava la storia sono semplici, ma efficaci: un trentacinquenne giapponese viene pugnalato da uno sconosciuto, mentre passeggia per strada. Così, improvvisamente, muore. Quando pensa che la sua vita sia giunta al termine, però, si risveglia in un luogo che non conosce e con una forma che non gli è famigliare: è diventato uno slime, finito in un altro mondo chissà per quale motivo.

Qui, grazie al patto stretto con un drago, prende il nome di Rimuru Tempest e senza perdersi d’animo comincia ad esplorare ciò che lo circonda. Ben presto conosce diverse creature – che diventeranno sue alleate – e sconfigge qualsiasi tipo di nemico, mentre cerca di creare una società in cui viga la giustizia e l’armonia tra i popoli.

La storia di per sé è molto leggera, una coccola che si lascia guardare con piacere. I personaggi e gli intrighi si susseguono con un buon ritmo denso, mantenendo una spensieratezza di fondo propria delle light novel.

Le lacrime del mare azzurro

Dopo aver organizzato un festival, oggetto della terza stagione, Rimuru e i suoi compagni si concedono una meritata vacanza su un’isola, ospitati da Elmesia, l’imperatrice celeste. Qui, a gruppi, i personaggi prendono la propria strada per rilassarsi come meglio credono: c’è chi va a mangiare, chi a pescare, chi a esplorare l’isola come Rimuru.

Con lui, nello specifico, va anche Gobta, un goblin dall’aspetto buffo che lo accompagna fin dall’inizio della storia. Rispetto agli altri alleati di Rimuru, quest’ultimo non ha un aspetto forte e minaccioso: è un po’ la classica spalla comica, anche se ha già dato prova diverse volte delle sue abilità nel combattimento quando le circostanze lo richiedono.

Dopo poco tempo, è proprio lui l’unico ad accorgersi che una ragazza sta seguendo Rimuru. Si ferma per chiederle il motivo, ma lei nega. Il battibecco, però, li distrae ed entrambi perdono di vista Rimuru: sono così costretti a doverlo cercare assieme.

Questa, forse, è la parte migliore del film: i due diventano divertenti e complici. La loro ricerca di Rimuru diventa ancora più rocambolesca quando degli uomini provano a rapire Yura e i due si trovano a scappare per tutta l’isola.

Non passa molto, a questo punto, perché si scopra cosa sta succedendo davvero: Yura seguiva Rimuru nella speranza di chiedergli aiuto per salvare il suo popolo, in pericolo per un tradimento. La sua città, infatti, si trova da secoli sotto il mare come una sorta di Atlantide, protetta da un drago marino. Dei complotti interni hanno però messo a rischio il benestare del suo intero popolo.

© Taiki Kawakami, Fuse, KODANSHA/ “Ten-Sura” Project
Un duo improbabile

That time I got reincarnated as a Slime: Le Lacrime del mare azzurro è perfettamente in linea con lo spirito generale dell’anime, spensierato ma intriso di azione e magia. Si rivedono quasi tutti i personaggi già conosciuti, anche se per forza di cose molti sono poco più che comparse. I fan della serie, infatti, rivedono praticamente tutti gli alleati di Rimuru, che nelle varie stagioni si sono fatti conoscere ed apprezzare.

Comunque, il film si regge su una trama a sé stante, che si comprende meglio conoscendo il mondo in cui avviene, ma che è comprensibile anche da un pubblico di non-appassionati. Poiché qui il focus non è tanto sul protagonista della serie, ma su un personaggio che non era mai stato approfondito così tanto.

Gobta, infatti, è quello che più di tutti vediamo in scena e di cui possiamo apprezzare un lato romantico che fino ad ora era rimasto inesplorato. Il cuore del film è proprio la storia tra Gobta e Yura, coppia improbabile quanto efficace, specialmente nella prima parte.

Nella seconda, invece, la voglia di stupire lo spettatore con una buona dose di azione e combattimenti prende un po’ il sopravvento, non rendendo chiari alcuni snodi fondamentali della trama. Il combattimento di alto livello ci mostra tutti i personaggi in azione contro un drago marino maestoso e potente, mentre la tecnica di animazione si alza di livello.

© Taiki Kawakami, Fuse, KODANSHA/ “Ten-Sura” Project
Un confort film in piena regola

Tutto sommato, comunque, That time I got reincarnated as a Slime: Le Lacrime del mare azzurro si fa guardare con piacere, immergendo lo spettatore in un mondo fantastico che risulta ormai confortevole per i fan, ma che può rivelarsi una bella scoperta anche per chi si avvicina per la prima volta a questo universo narrativo.

Il risultato è un film “coccola” senza niente di particolarmente innovativo o ambizioso, che fa da ponte per prepararci alle nuove avventure di Rimuru e dei suoi amici.

a cura di
Francesca Maffei

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