Omaggio a Pippo Baudo, repuppliche varie e alti e bassi… Ecco le prime pagelle del Festival di Sanremo 2026
Finisce incredibilmente all’1:31 la prima serata del Festival di Sanremo 2026, con oltre 10 minuti di anticipo. Ce l’ha fatta, quel Carlo di un Conti ce l’ha fatta davvero a finire in orario. Ma come è andata questa prima serata di Sanremo 2026? Alti e bassi, come la signora di 105 anni fiera di essere stata tra le prime donne d’Italia a poter votare e che ha schifato i fascisti in eurovisione; o Carlo Conti che cerca di fare il simpatico con Laura Pausini non riuscendoci puntualmente.
Bel momento il ricordo a Peppe Vessicchio e la dedica del Festival a Pippo Baudo.
La gara canora? Prevedibile, tra performance impeccabili e retrò e sorprese inaspettate tipo Sayf e Nayt, tra orrori dal sapore del chiringuito abusivo nella pineta di Sanremo a uno dei pezzi peggiori di Tommy Paradise.
Ma bando alle ciance, ecco le pagelle della prima serata di questo Sanremo 2026.
Arisa – “Magica favola”
Voce strepitosa, testo autobiografico e canzone perfetta per il nostalgico del “Sanremo non è più Sanremo, ma chi sono questi ecc ecc ecc”. Ed è subito 1992 con Cavallo Pazzo che non azzecca il vincitore del Festivàl. Retrò, praticamente retromarcia. VOTO: 5,5
Bambole di Pezza – “Resta con me”
Niente di speciale, però è cantata bene e l’arrangiamento del buon Melozzi compie un miracolo. Ho visto la Madonna. VOTO: 6+
Chiello – “Ti penso sempre”
I provini per Amici di Maria de Filippi sono chiusi da un po’. Ma nessuno l’ha avvertito. Avrebbe comunque perso. Imbarazzo. VOTO: 4-
Dargen D’Amico – “Ai ai”
Si presenta prima di essere annunciato, va in giro con gli occhiali di Para No Verte Mas e con addosso un parquet pagato 12 euro al metroquadro. Lancia una mano al pubblico. Non chiedetemi perché, ma il ritornello lo immaginavo esattamente così. Entropia dell’universo Sanremo. VOTO: 6,5
Ditonellapiaga – “Che fastidio!”
Parte la discoteca e la tamarreide. Un po’ cafona che fa il giro e risulta godibile. Risulterà tra le più energiche della serata. Resuscitamorti. VOTO: 7-
Eddie Brock – “Avvoltoi”
Filastrocca che diventa un lato B di Ultimo. Le chitarrone non riescono a coprire l’imbarazzo. Chi l’ha fatto entrare? VOTO: 4
Elettra Lamborghini – “Voilà”
Per essere un suo pezzo, è quasi un manifesto marxista. Per essere un brano di Sanremo portato da lei, è quasi di classe. Per essere una canzone in gara, è un futuro tormentone che romperà le balle fino allo sfinimento. Come da pronostico. VOTO: 4+
Enrico Nigiotti – “Ogni volta che non so volare”
Stile Nigiotti, quindi tanta enfasi sull’emozione (?), tendente allo stucchevole. Però dai, è un bravo giovinotto. Suvvia, deh’. VOTO: 5,5
Ermal Meta – “Stella stellina”
Vai coi balcani. Canzone perfetta per il concertone del 2 maggio (sì, DUE maggio). Se non fosse tendente al serioso, mi verrebbe in mente una citazione degli Elio E Le Storie Tese… E all’improvviso parte una canzone tipo Bregovic Ermal Meta. VOTO: 6
Fedez & Masini – “Male necessario”
Forse tra le canzoni migliori del Festival di Sanremo 2026 per testo, interpretazione, arrangiamento. Fedez da quando ha smesso di cercare il tormentone a tutti i costi, ha trovato in Masini un validissimo alleato. E viceversa. Inaspettatamente. VOTO: 7+
Francesco Renga – “Il meglio di me”
Francesco Renga fa Francesco Renga. Devo aggiungere altro? Prego immaginare il meme dei tre Spiderman che si indicano avvicendevolmente. VOTO: 5
Fulminacci – “Stupida sfortuna”
Cosa cazzo ti hanno fatto. Il virus di Sanremo ha infettato anche lui. Il bel completo grigio rubato da nonno Carlo quantomeno gli dona. Giovani vecchi, again. VOTO: 5-
J-Ax – “Italia starter pack”
Scopiazza Avicii, prende in prestito Davide Van De Sfroos e sforna il seguito diretto di “Italiano Medio” del 2000 dei suoi Articolo 31. Comunque, per essere onesti: non è brutta, è quello che mi aspetto da J-Ax che ha appeso il pellicciotto eco-firendly al chiodo (anch’esso 100% biodegradabile). To be continued… VOTO: 6
LDA & Aka 7even – “Poesie clandestine”
Perché se non ti prendono a Sanremo da solo, chiama quello che ha gli agganci giusti. Un Morgan-Bugo più giovanile e che funziona (nel senso che per il momento nessuno ha abbandonato il palco). La canzone? Incrocio tra il buon Gigi D’Alessio e un’Elettra Lamborghini più soft. Le buone intenzioni, la buona educazione (semi-cit.). VOTO: 4,5
Leo Gassmann – “Naturale”
Lo stereotipo della canzone d’amore, tra ossimori noiosi e tentativi disperati di salire di classifica almeno al Fantasanremo. Ultimo desiderio: televisore rotto. VOTO: 4-
Levante – “Sei tu”
Una delle poche presenze in questo Sanremo che sa cantare davvero. Nonostante il solito testo sull’ammore, è scritto e interpretato bene. Sorpresa, qui si canta. VOTO: 7+
Luchè – “Labirinto”
Pensavo vosse un controllore dell’Atac che stava cercando il posto in platea. Invece era Luchè. Vuole essere vecchia scuola, quindi non accetta l’uso dell’autotune. Coraggio. Per lui e per noi. Credevo fosse un cantante, invece era Luchè. VOTO: 5
Malika Ayane – “Animali notturni”
‘Sto finto pop jazz è lezioso e laccato quanto la brillantina del ballerino numero 36 al Summer Jamboree che però vuole ballare qualcosa di diverso. Not impressed. VOTO: 5
Mara Sattei – “Le cose che non sai di me”
Canzone inutile, copia-incolla di medio-alta classifica per le prime due settimane su Radio Italia DAB+. Peccato, perché lei è brava. Cerca autori diversi, Sara. Cantante in cerca d’autore. VOTO: 5-
Maria Antonietta & Colombre – “La felicità e basta”
L’indie pop incontra i Ricchi e Poveri. Qualcosa sta destabilizzando il sottoscritto. In bilico tra santi, falsi dei e una visita dall’otorinolaringoiatra. VOTO: 6,5
Michele Bravi – “Prima o poi”
Sono quasi sicuro che all’inizio abbia soffocato un rutto. Classico pezzo per Sanremo. Un po’ col freno a mano, un po’ col latte alle ginocchia, per non dire alle palle. Costipato. VOTO: 5,5
Nayt – “Prima che”
“Moderna” per Sanremo, Nayt personalmente mi ha sorpreso. Il ragazzo se l’è giocata molto bene. VOTO: 7-
Patty Pravo – “Opera”
Lezione di canto per il 90% dei cantanti in gara. Peccato per la canzone assolutamente superflua. Cucita su di lei, ma anacronistica. Splendore da Alfa Centauri. VOTO: 5
Raf – “Ora e per sempre”
Possibile podio. Costruita smaccatamente per il Festival di Sanremo. Ruffiana quanto la confezione a forma di cuore della Lindt il 14 febbraio a cena dallo stellato di Guardiagrele. Dinosauri alla riscossa. VOTO: 4,5
Sal Da Vinci – “Per sempre sì”
Una canzone da rubacuori a caccia nella Balera più elegante di tutto l’Abruzzo Citeriore. Denti bianchi, fascino discutibile ma piacione. Bonus: prende una cougar dalla platea, balla e ammicca. E che fa, non ti sciogli mentre ti urla tutto ciò? No. Maestro, insegnami a vivere. VOTO: 5
Samurai Jay – “Ossessione”
Il raggeaton dell’estate 2006. Un energy drink e un angelo azzurro per me, grazie. Fastidio totale. VOTO: 3
Sayf – “Tu mi piaci tanto”
Mezzo punto in più perché cucciolotto si emoziona e sarà sicuramente un tormentone. Testo non così banale, come abbiamo avuto modo di dire in precedenza. Winnie the Pooh coi Dreadlock. VOTO: 7-
Serena Brancale – “Qui con me”
Mezzo punto in più perché pronosticavo un pezzo dal buon testo, ma con un arrangiamento stracciacoglioni di proporzioni epiche. Invece Serena ha sorpreso: musica evocativa, sontuosa. Perfetta per Sanremo, ma dei Sanremo classici in senso positivo. Positivamente destabilizzante. VOTO: 8-
Tommaso Paradiso – “I romantici”
Un testo più che discreto dilaniato da una rottura di coglioni inenarrabile. Forse uno dei pezzi peggio musicati della sua carriera. Silenzio stampa. VOTO: 4,5
Tredici Pietro – “Uomo che cade”
Entra come un impiegato del Comune di Monghidoro, rappa come un ventenne che, crediateci o meno, è quel che effettivamente è. Il ragionier Filini del pop rap. VOTO: 6
a cura di
Andrea Mariano

