In un concerto che fa bene all’anima, è bello scoprire che, in fondo, siamo tutti figli di… Loredana!
Indubbiamente, negli ultimi anni il panorama musicale italiano (nella fattispecie mi riferisco a quello femminile) si è arricchito di numerose nuove esponenti di assoluto valore. Cantautrici o interpreti che spaziano tra i vari generi e che sono capaci, oltre che di vendere un’ infinità copie, anche di riempire stadi e arene con migliaia di fans in delirio. Come direbbe il buon Pizzul, “Tutto molto bello”.
Poi, però, in una caldissima sera d’estate Cosentina, ti “imbatti” nel concerto di Loredana Bertè e ti rendi conto di due cose fondamentali: la prima è che, seppur bravissime, queste nuove leve di strada ne devono fare ancora un bel po’. La seconda è che, in fondo, per un motivo o per un altro, siamo tutti figli di… Loredana ed è un balsamo per l’anima lasciarsi travolgere dalla bravura e dal carisma di quest’ artista senza tempo.
La classe non è acqua… e il rock neanche!
Quando Loredana sale sul palco della Rendano Arena e attacca con la prima parola della prima canzone, hai l’esatta percezione che non ce n’è per nessuno. Per le due ore successive sei “suo”. Ancora oggi, superati i 70, ha una capacità di stare sul palco e tenere in pugno il pubblico strepitosa. La sua voce è unica, inconfondibile. Bastano poche e semplici movenze delle mani o un gioco di sguardi e capisci che è più rock lei in questo modo che tante che si agitano e fanno le capriole sul palco. A tal proposito, l’esecuzione live di “Folle Città” di questo concerto andrebbe usata come “tutorial” su come si canta il rock. Se non è classe questa non so davvero cosa possa esserlo.
50 anni di carriera, 50 anni di “hits” iconiche ma anche tante nuove collaborazioni
Ovviamente, oltre a “Folle Città”, il concerto è un susseguirsi di brani “iconici”. Una lunghissima playlist con dentro pietre miliari della storia della musica italiana come “Il mare d’inverno”, “Non sono una signora”, “Dedicato”, “E la luna bussò”, “Sei bellissima” e tanti altri. Loredana Bertè , però, negli anni, ha saputo anche rinnovarsi, calarsi nella nuova realtà musicale senza arroccarsi nella torre d’avorio dei suoi grandi successi. Da questa continua voglia di mettersi in gioco nascono nuove hits come “Non ti dico no” e “…Una stupida scusa” in collaborazione con i Boomdabash e “Che sogno incredibile” con Emma solo per citarne due eseguiti nel live.
Pazza o Santa? Fa lo stesso!
Loredana Bertè è sempre stato un personaggio poliedrico, a volte controverso, sicuramente sempre “avanti” rispetto al periodo che viveva. non si può dire che sia una donna senza ferite, e spesso sono state ferite “pubbliche”. Loredana, però, ha saputo essere forte, resiliente, determinata e credo che questa sia una delle chiavi del suo successo ancora oggi. Nella sua canzone “Pazza” afferma di essersi odiata abbastanza ma, al contempo, di non aver bisogno di chi la perdoni perchè ha gia fatto da sola. Pazzia? in verità frasi del genere fanno pensare ad una donna “risolta”, consapevole di vivere , come lei stessa dice, in bilico tra l’essere pazza e l’essere santa…che poi, in fondo, che differenza fa?
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a cura di
Paolo Porco

