Dopo la data evento al Forum di Assago i Finley si sono lanciati nel “Tutto è possibile in tour” per attraversare l’Italia con i concerti estivi
I “ragazzetti” di Legnano sono tornati in grande auge dopo l’ondata di ritorno di un simil punk sia a livello mondiale con Avril Lavigne, Blink-182, Sum 41, Mgk e tanti altri sia a livello italiano con nomi come Naska e La Sad. I Finley hanno colto la palla al balzo per tornare a gran voce e farsi risentire nel panorama mainstream rilasciando un album con tanti interpreti della scuola contemporanea e al contempo una data evento nello scorso autunno al Forum di Assago.
Ieri sono giunti a Bologna per soddisfare anche i gusti di questo genere nella rassegna estiva del BOnsai. È stato un po’ un trauma l’impatto perché passare ad ascoltarli e vederli su MTV quasi 20 anni fa per poi ritrovarseli in carne ossa davanti ai nostri occhi ha decisamente sortito un effetto particolare. La band si è presentata nella solita conformazione con una sola scritta “Finley” alle spalle e i loro strumenti senza troppe sovrastrutture.
Il tempo è passato per la band così come per noi, però i ragazzi se la cavano ancora molto bene. Nel risentire canzoni come “Adrenalina“, “Domani“, “Diventerai una star” e “Tutto è possibile” ci ritorna in mente il player di iTunes sul Windows XP per sincronizzare l’Ipod; tempi incredibili se pensiamo che ora si ascolta tutto online e illimitatamente. È stato un concerto in cui ci è passata la vita davanti mentre lo show procedeva.
Ci ha fomentato particolarmente il “momento Medley” dove i Finley hanno mischiato canzoni iconiche estere e non, una dopo l’altra dai generi più disparati; è stato totalmente inaspettato, ma si qualifica come uno dei momenti migliori per come hanno coniugato tutti i brani a livello di arrangiamento e anche Pedro con la sua interpretazione ha fatto funzionare il tutto.

Conclusione
I Finley rimangono un po’ dei ragazzi “Peter Pan” degli eterni giovani e in merito a questo hanno anche speso qualche parola sulla crescita e sui tempi di vita affermando “Ci hanno fatto crescere in un contesto di m*rda e ora ci danno la colpa per le nostre scelte di vita“. È stato uno show decisamente energico e il pubblico presenta ha dimostrato il lascito di questa band negli anni e in una determinata generazione.
Una volta i Finley venivano criticati da molti perché venivano sponsorizzati in ogni angolo possibile, ma se attualmente molte canzoni sono ancora ricordate un motivo ci sarà e qualcuno ha sicuramente apprezzato rivivere quei ricordi e assaporare l’anima rinnovata dei Finley.
La scaletta del concerto
- Sole di settembre
- Sirene
- Adrenalina
- Ad occhi chiusi
- Scegli me
- Domani
- Perdonaci
- Ricordi
- Porno
- I miei amici
- Diventerai una star
- Meglio di noi non c’è niente
- Medley
- Killer
- Fumo e cenere
- A me piace il punk rock
- Should i stay or should i go
- Tutto è possibile
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a cura di
Luca Montanari
foto di
Mirko Fava

