“ASEBEIA”, il nuovo progetto di Ornella Mercier

“ASEBEIA”, il nuovo progetto di Ornella Mercier
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La fotografia come mezzo di narrazione e riappropriazione senza chiedere il permesso…

Fotografa di moda, spagnola con radici francesi, Ornella Mercier è l’artista che ha presentato a Palazzo Studio, a Roma, il suo nuovo progetto fotografico con il quale vuole puntare i riflettori su ciò che è non-conforme e fuori dalla norma.

Asebeia, è un termine che deriva dal greco e significa empietà, ed è il nuovo progetto di questa fotografa, il cui obiettivo è riconoscere e posare lo sguardo sulla diversità in tutte le sue forme.

Non solo un progetto fotografico, ma una dimensione in cui empietà significa bellezza delle difformità e distruzione degli stereotipi imposti.

Vivienne di Ornella Mercier
Ricerca e ispirazione

Questo progetto diventa quindi veicolo di narrazione, restituendo un’istantanea di autenticità e veridicità dei soggetti ritratti, che cessano di essere modelli, tramite il quale l’artista esprime esclusivamente la sua visione, diventando ispirazione, slancio e concetto da cui nasce la foto.

Mercier seleziona persone comuni, ma considerate dalla società motivo di profanazione, scelleratezza, appunto ASEBEIA, sulla base di concezioni archetipiche impregnate nella nostra società.

Le persone ritratte non sono mai comparse, ma attori e attrici che partecipano attivamente e consapevolmente alla messa in atto, in una scena realizzata dall’artista che, attraverso un’intervista, reinterpreta e traduce il loro messaggio facendo sì che siano le fotografie a parlare di loro.

Blossom di Ornella Mercier
Alcune parole per descrivere la fotografia di Mercier sono distorsione, provocazione e unicità.

La neutralità della scenografia scelta, il contrasto tra i soggetti e quello con cui interagiscono diventano il sentiero per far emergere livelli di lettura sempre diversi.

I colori selezionati, la composizione e le pose ci conducono immediatamente ad un senso di armonia, l’illusione di qualcosa di perfetto, ma quando ci soffermiamo sui soggetti, la cui autenticità li ha portati ad essere considerati emarginati della società, quello è il momento della disillusione.
L’istante in cui ci rendiamo conto che i canoni imposti, quelli in cui abbiamo creduto e che abbiamo difeso, non sono così saldi, anzi sono strutture vacillanti senza nessun cartello di pericolo.
La disillusione, è ciò che ci riporta nel reale ed è la stessa grazie alla quale ci rendiamo conto di essere di fronte ad un opera d’arte.

Quello che fa Mercier diventa atto di ribellione; il corpo è il tramite con cui imponiamo la nostra presenza nel mondo, in cui esistiamo.

dettaglio di Moult di Ornella Mercier
Mutare

Nell’opera intitolata MOULT, termine inglese che significa muta, il protagonista è ritratto su uno sfondo neutro, in posizione eretta e poggia i piedi su un masso spezzato.

E’ vestito solo di alcuni gioielli e di una stoffa bianca, i cui panneggi rivestono la parte inferiore del corpo riversandosi a terra.
Il masso spezzato su cui poggia i piedi, il lembo di stoffa e la colomba tra le mani richiamano immediatamente l’immagine del Cristo risorto; ma contemporaneamente il modo in cui la stoffa stessa cade lungo il corpo, la posa e i lunghi capelli spostati dal vento rievocano la Nascita di Venere.

Muta allora è il confine, la linea di demarcazione del cambiamento, è uno spazio e un tempo esatto raccontato in questo scatto sensuale, etereo, quasi spirituale di Mercier che trova domicilio nelle stanze di Palazzo Studio.

Palazzo Studio, come si legge nel loro Manifesto, è un’area viva, in fermento, per confrontarsi e informarsi insieme.
Un luogo che accoglie, stimola, rafforza e aiuta a definire l’identità artistica e la creatività di ognuno.

Ed è in questa fessura che la fotografia di Ornella Mercier si inserisce perfettamente.

a cura di
Letizia Servello

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