Mugler: abiti architettonici e femminilità estrema

Mugler: abiti architettonici e femminilità estrema
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Sconvolgente, teatrale, provocatorio. Dal designer fondatore del brand Thierry Mugler all’attuale direttore creativo Casey Cadwallader, il brand Mugler ha rivoluzionato la storia della moda con le sue creazioni fuori dagli schemi.

Che ci piaccia o no, la moda ha sempre qualcosa da raccontare e Mugler è uno di quei brand che di storie ne ha collezionate molte.

Eccentrico, trasgressivo, spettacolare: la visione alla base delle creazioni del fondatore Thierry Mugler era quella di elevare il corpo portandolo in un mondo immaginario, esagerato e sognante, slegato dai vincoli della realtà e della società.

Ancora oggi, Mugler resta vivo nell’immaginario collettivo. L’attuale direttore artistico Casey Cadwallader sta portando avanti il lavoro iniziato da Thierry dando una svolta più moderna al marchio, senza perderne l’essenza ma evolvendo il discorso legato alla rappresentazione del corpo femminile. Ripercorriamo insieme la nascita e l’evoluzione dell’emblematico brand dell’alta moda francese.

Thierry Mugler: l’enfant terrible degli anni 80-90

Nato a Strasburgo nel 1948, si è spento il 23 gennaio 2022 a Parigi il designer e fotografo Thierry Mugler, fondatore dell’omonimo brand che ha rivoluzionato la couture degli anni 80.

Mugler inizia a lavorare a Parigi come vetrinista nel 1970, coltivando la passione per il design di abiti nel tempo libero. La sua prima collezione di abbigliamento Café de Paris esce pochi anni dopo e nel 1975 nasce ufficialmente il suo brand.

La cifra stilistica di Thierry Mugler è la proiezione del mondo fittizio che sognava da bambino: esasperato, provocatorio, ma più di tutto, libero da vincoli e pregiudizi. Il suo immaginario, onirico e teatrale, ha saputo sconvolgere lo stile della couture dell’epoca lasciando un segno indelebile anche negli anni a venire.

L’estro creativo di Thierry Mugler

Mugler trova la sua ispirazione dai film noir anni 70, dalle automobili americane, addirittura dagli insetti (iconica la sfilata Haute Couture SS 1997, “Les Insectes”). I materiali utilizzati sono anti-convenzionali per l’epoca, infatti introduce nelle sue opere plexiglass, gomma, resina, pellicce. Le forme sono architettoniche ed esasperate, con corsetti strettissimi in vita e spalle geometriche. Tra le sue indimenticabili sfilate spicca quella della primavera-estate 1991 con protagonista Diana Ross, la prima cantante-attrice a sfilare per un brand di abbigliamento.

Alcuni iconici abiti-scultura di Thierry Mugler

L’arte di Thierry Mugler è però qualcosa che non può limitarsi alla moda: infatti, il suo estro creativo spazia anche dalla regia alla fotografia, e non solo. Nel 1992 esordì nel mondo dei profumi con la fragranza Angel, destinata a diventare subito iconica con la sua confezione a forma di stella. Inoltre, Mugler fu il primo ad elaborare il concetto di confezione ricaricabile tramite “Fontane di profumo”, aprendo così la strada al concetto di lusso responsabile. Ancora oggi, le fragranze Alien e Angel possono essere ricaricate in profumerie selezionate o direttamente a casa propria.

La visione del corpo femminile

Le donne a cui si rivolge Mugler sono emancipate, con personalità forti e dirompenti. Donne seduttrici e irriverenti che si vestono per farsi notare, protette dai loro abiti-corazza. Le creazioni di Mugler sono così estrose e provocatorie che vengono scelte da attrici e supermodelle per red carpet ed esibizioni, affermando principalmente il brand nel panorama degli abiti da sera di lusso.

Ma il corpo delle donne per Mugler non è solo qualcosa da valorizzare. È un corpo in continuo divenire nello spazio e nel tempo, di donne-animali, di guerriere in abiti da sera, di robot sensuali arrivati da un pianeta sconosciuto.

I celebri abiti di scena e da sera

Tra le sue creazioni più celebri si ricordano gli abiti di Sharon Stone, i corsetti indossati da Madonna e Lady Gaga durante le loro performance live, ma anche da David Bowie.

Nel 2002 però Thierry Mugler decide di lasciare da parte il frenetico mondo del fashion design per occuparsi principalmente di fotografia e profumeria, pur continuando a dedicarsi anche alla creazione di abiti da scena. Tra i più recenti e conosciuti, firmò gli abiti da scena di Beyoncé del “I Am World Tour” e l’iconico abito trasparente del Met Gala 2019 di Kim Kardashian.

Ecco spiegato perché Mugler, nonostante abbia lasciato questo mondo da tanti anni, resti ancora così importante nel panorama della moda. Ma non solo per questo motivo…

Le opere di Thierry Mugler indossate da Beyoncé, Kim Kardashian e Irina Shayk.
La rivoluzione di Casey Cadwallader

Il panorama della moda odierna sta (finalmente) vivendo un’evoluzione che si dirige verso una maggiore inclusività e sostenibilità. Tra questi, è tornato ad emergere anche Mugler, guidato dal 2017 dal nuovo direttore artistico Casey Cadwallader.

Nonostante il suo percorso lavorativo sia passato per brand come Marc Jacobs, Loewe e Acne Studios, Cadwallader ha in realtà studiato architettura. Questa formazione è evidente nel suo approccio al fashion design, in cui possiamo riconoscere una visione della struttura e delle forme assolutamente singolare.

Il ruolo di Cadwallader per Mugler è fondamentale per la sua rivoluzione. Infatti, ha saputo dare un nuovo significato agli abiti di Mugler, parlando ad un pubblico più ampio, senza però stravolgere il passato e l’ispirazione di Thierry.

Mugler oggi: inclusività e fluidità

In linea con il trend degli ultimi anni, nascono anche interessanti collaborazioni (con Wolford e Jimmy Choo per citarne alcune) che fanno rimettere in gioco il brand in una più complessa rete di relazioni tipiche della moda di oggi.

Per anni Mugler ha proposto principalmente importanti abiti da sera e costumi di scena, pensati per donne che si vestono per farsi notare, sinonimo di provocazione e femminilità estrema.

Cadwallader porta questo concetto al livello superiore: le persone a cui si rivolge oggi il brand Mugler sono lontane dai canoni tradizionali, persone che si vestono per esprimere sé stesse. Lo sguardo del brand diventa più inclusivo e gender-free, dando spazio a fisicità, età e personalità disparate.

L’incredibile film/sfilata di Mugler della stagione primavera-estate 2021 con protagoniste modelle e attrici tra cui Bella Hadid, Hunter Schafer, Dominique Jackson e Patia Borja.

Che Mugler sia stato e continui ad essere sinonimo di provocazione e innovazione è innegabile. Ora, non ci resta che aspettare la prossima sfilata per vedere dove ci porterà lo sguardo visionario di Cadwallader, nella speranza che continui ad onorare il genio estroso del suo fondatore Thierry e porti avanti la sua rivoluzione.

a cura di
Chiara Serri

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