Check the Soundtrack: il mandaloriano di Ludwig Göransson

Check the Soundtrack:  il mandaloriano di Ludwig Göransson
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The Mandalorian fa il suo debutto nell’universo di George Lucas, su Disney+, tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana. Un western spaziale, che vede un cacciatore di taglie affezionarsi alla sua ultima preda, il famoso “baby Yoda”, e girare la galassia per metterlo in salvo. 

In The Mandalorian ogni personaggio, ambientazione e costrutto richiama i più bei momenti vissuti assieme a Star Wars. Da pianeti noti come Tatooine a settori che ancora non avevamo scoperto, dai piccoli Jawa ai famosi Storm Troopers. CGI di alto livello e personaggi più “pupazzo” in stile trilogia originale fanno capire come la serie voglia, a suo modo, rappresentare quanto di già conosciuto. Sa come emozionare il fan, sa incuriosire l’outsider. Una piccola guida spoiler free è disponibile qui.

La serie avanza lentamente e la trama si compone episodio dopo episodio, missione dopo missione, per poi distendersi in momenti molto intensi. Tutto viene scandito da momenti d’azione e combattimenti, tra blaster e azioni funamboliche, che alla fine sono quello che un Mandaloriano sa fare bene. 

Ludwig Göransson

Quando Jon Favreau, produttore e sceneggiatore della serie, cercava colui a cui avrebbe affidato la colonna sonora sapeva di non poter sbagliare, soprattutto con alle spalle l’ombra di John Williams, compositore delle trilogie e padre delle iconiche Main Title ed Imperial March, tra le tante. Sotto consiglio dei suoi collaboratori, e con l’intento di dare alla serie una musica diversa, più tagliente e tecnologica, Favreau scelse senza paura il giovane Ludwig Göransson. Anche perché “la paura è la strada verso il lato oscuro, la paura porta alla rabbia, e la rabbia alla sofferenza”.

Ludwig Emil Tomas Göransson è un compositore, direttore d’orchestra e produttore discografico svedese. Nel 2019 vince l’Oscar per la miglior colonna sonora con Black Panther; nello stesso anno vince due Grammy per miglior registrazione e canzone dell’anno con This is America e nel 2020 l’Emmy per la miglior composizione musicale per una serie TV, con The Mandalorian. Tra le colonne sonore più importanti ci sono Creed, Venom e il nolanniano Tenet, anche questa incredibile. 

The Mandalorian

I richiami agli western ed ai film sui samurai portarono Ludwig a sperimentare un flauto dolce, modificato e reso futuristico, con il quale compose il tema principale della serie. Il compositore svedese abbandona il computer e si circonda di strumenti organici: in un video, direttamente dal canale YouTube di Star Wars, si infiocchetta il making of del tema principale. E vederlo suonare, riascoltare, modificare i suoni mentre lentamente si immerge nel mondo a cui ha dato carattere è sicuramente molto stimolante. 

In un’intervista dirà che ciò che voleva ottenere era una musica molto diretta ed intima, che fosse molto bassa all’inizio. In base alle prime conversazioni con Favreau, aveva capito che la musica della serie avrebbe dovuto evocare l’idea di un viaggiatore solitario. E’ per questa ragione che, parallelamente, comincia il suo viaggio solitario nella musica. 

Check the Soundtrack

Per chi non lo sapesse, nell’universo di Star Wars i Mandaloriani sono un clan religioso unito da un credo e di tradizione guerriera. L’armatura e l’acciaio che la compone sono il biglietto da visita per un guerriero, il cui credo lo porta ad indossarla sempre e non far mai mostrare il volto. In questo senso, la musica assume un ruolo ancor più fondamentale: deve sostituire l’espressioni e le emozioni del protagonista, cui volto si vede in rarissime occasioni.

La musica è quindi organica, è parte integrante della narrazione, e per questa ragione nella serie nulla, o poco, è fuori posto. Ogni episodio ha una ventina di minuti di materiale, ogni personaggio ha il suo tema, e tutte le tracce sono disponibili (raccolte per capitolo) su Spotify. Göransson infine, per rendere il prodotto perfettamente integrato, ha lavorato a stretto contatto con i tecnici del suono, con l’intento di dare a musica ed audio la stessa impronta, e con l’idea che anche un passo metallico del Mandaloriano possa essere trasformato in musica. 

La qualità è molto alta, e riascoltare la soundtrack a serie conclusa rimanda direttamente a quegli scenari. E’ chiaro come il compositore si sia divertito a sperimentare, prendendosi sicuramente il grosso rischio di succedere (seppur non per un film ma per una serie) il grande John Williams. Un grande saggio, tempo fa, disse: fare o non fare, non c’è provare! 

a cura di
Nicolò Angel Mendoza

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