Hemme: “Quella volta che ci hanno staccato la corrente”

Hemme: “Quella volta che ci hanno staccato la corrente”
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Vista Mare, fuori il 15 maggio su tutti i digital store e distribuito da Artist First, è l’ultimo singolo della crew Hemme. Dopo aver conquistato una buona fetta di pubblico e aver raggiunto più di 40k stream su Spotify con il brano Ansia, il collettivo torna con un nuovo singolo particolarmente introspettivo e personale.

Vista Mare è un gruppo di bambini sulla spiaggia che parlano della fine del mondo.

“Avevano appena staccato la corrente in studio per via di alcune bollette arretrate, così decidemmo di passare un pomeriggio in spiaggia tutti insieme: così abbiamo scritto Vista Mare. A tal proposito ci tengo a ringraziare l’ Enel: ti dobbiamo molto!” afferma la crew divertita.

È da allora che la loro visione ha messo a fuoco la strada, nati come inno a sua maestà L’HIP HOP (HisMajestyCrew @2011) e rendendo personale il concetto di credere in qualcosa e raccontare la realtà, il quotidiano. Cresciuti insieme tra i banchi di scuola, la  crew targata Hemme, negli anni, si è ampliata, sommando sempre più componenti che hanno abbracciato la causa, credendo fermamente nel progetto e nella “famiglia” che si stava venendo a creare. La loro musica è un’efficace nuova dimensione intima e passionale che porta l’ascoltatore su un nuovo piano surreale e accattivante.  Ecco cosa ci hanno raccontato…

Voi siete gli Hemme, presentateci il vostro progetto. 

Hemme è un collettivo artistico che intende la musica come esperienza “tridimensionale”.

La sigla Hemme riunisce autori, cantanti, produttori, un video maker, un ingegnere del suono e un fotografo che collaborano in stretta simbiosi per creare un unica “galassia” semantica. Siamo prima di tutto una famiglia, nata da un gruppo di 4 sbarbatelli che facevano freestyle nel campetto e che con la propria ossessione hanno contagiato altre anime convincendole a sognare in grande.

Quando conta per voi fare musica all’interno di una giornata

Conta moltissimo. Chiudere una traccia in studio può svoltarti una giornata storta. Ma è anche un arma a doppio taglio. Per farvi un esempio il nostro studio si trova a Fondi(LT) la nostra città di origine. Ma siccome siamo tutti studenti universitari spesso succede di dover stare lontano anche per mesi e l’astinenza da studio può letteralmente mandarti in depressione o almeno per molti di noi è stato così.

Vista mare è il vostro ultimo singolo. Com’è nato e perché

È nata da un incidente del destino. Era un po’ di tempo che non ci riunivamo e ognuno fremeva dalla voglia di registrare qualcosa. Una volta arrivati in studio scoprimmo che ci avevano staccato la corrente per via di alcune bollette . Così, in presa a male totale, decidemmo di bere un paio di birre in spiaggia tutti insieme e in quella atmosfera di amarezza abbiamo scritto Vista Mare. Se non fosse stato per l’Enel probabilmente non avremmo mai scritto questo pezzo. A tal proposito grazie Enel, ti dobbiamo molto!

“Passo legato tutto il week-end/Ho sette sfere dentro al blister” recita il ritornello. Nell’anime giapponese “DragonBall” Le sette sfere del drago equivalgono a un desiderio. Vuol dire che anche nei momenti più amari, portiamo sempre con noi, come in un blister, ciò che desideriamo di più.

Avete intenzione di produrre un album entro l’anno prossimo?

Si. Le tracce non ci mancano di certo. Ovviamente pubblicare un album è un nostro obiettivo ma dovremo creare le condizioni giuste. Nel panorama attuale è molto facile essere inghiottiti dal server.

Quali sono le vostre maggiori fonti di ispirazioni in musica

Sicuramente l’ambiente che ci circonda, ma la fonte principale penso sia  proprio la vita quotidiana.

Nel senso che cerchiamo di interpretare tutte le emozioni che proviamo ogni giorno in base a ciò che ci accade.

Il bello è anche che ci ispiriamo l’un l’altro, siamo un gruppo numeroso e tutti prendono ispirazione da tutti.

Quanto di biografico  c’è all’interno dei vostri brani? 

Praticamente tutto, parliamo di ciò che ci accade, di cosa proviamo se ci spezzano il cuore o se vinciamo alla lotteria.
Parliamo di noi e della routine giornaliera di un giovane della generazione Z, catapultato nella tecnologia e in una società egoista che ti dice cosa è giusto fare e cosa non è giusto.
Sono traumi che noi tutti proviamo costantemente e la musica serve proprio ad evadere da questa routine infernale, creare una galassia parallela che deve essere per tutti un luogo sicuro dove ci si può rifugiare.

a cura di
Giulia Perna

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