Il rock ‘n roll non è morto: lo dicono i Lynrd Skynrd. E c’è da crederci…
Non so da quanto tempo conosciate questa ruvida band di rockers di Jacksonville, Florida.
Forse dagli anni ‘70, quando aprirono le date americane del tour degli Who.
Oppure, più recentemente, dagli anni ‘90, per aver apprezzato la colonna sonora del film “Forrest Gump”.
O magari non ne avevate mai sentito parlare, perché ogni volta che pronuncio il nome Lynrd Skynrd, mi sento rispondere: “Chi?”.
Ok, va bene, il nome risulta difficile da pronunciare: ma se vi faccio ascoltare “Sweet Home Alabama”, “Free Bird” o “Call me the Breeze”, allora vi orientate subito, vero?
Ecco. Sono loro.
Lynrd Skynrd, se vi interessa saperlo, è l’abbreviazione che tenta di mascherare il vero nome e cognome di Leonard Skinner, insegnante di ginnastica, che stalkerizzava i giovani e indisciplinati Collins, Rossington e Van Zant, rispettivamente i due chitarristi e il cantante della band.
Un astio puramente legato ai banchi di scuola, in quanto il professore li rimproverava soprattutto di avere degli “odiosi capelli lunghi”.
Negli anni questo veleno reciproco si trasformò in sincera amicizia, tanto da far salire il professore sul palco, durante un live degli ormai famosissimi Lynrd Skynrd.

Interessante sapere, a meno che non ne siate già a conoscenza, che dal 1964 ad oggi, cioè dagli albori fini ai tempi nostri, il gruppo ha avuto un totale di 28 membri ufficiali: questo a causa sia di improvvisi abbandoni che di drammatici lutti.
I Lynrd Skynrd infatti, non hanno mai tentato di dissimulare il loro carattere instabile (primo su tutti il cantante Ronnie Van Zant): questa peculiarità ha portato a continui contesti e cambi di formazione.
Ma l’aneddoto più tremendamente famoso riguarda l’incidente aereo, accorso nell’ottobre 1977, che portò alla perdita del leader Ronnie Van Zant, del chitarrista Steve Gaines, della sorella corista Cassie e del manager Dean Kilpatrick. Il resto del gruppo sopravvisse ma i membri rimasero tutti seriamente feriti.
La copertina di Street Survivors, quinto album della band, uscito solo 3 giorni prima del tragico evento, fu sostituita. Il gruppo appariva avvolto nelle fiamme, dunque fu rimpiazzata velocemente da una immagine con sfondo nero, per rispetto al recente lutto.
Il gruppo si sciolse, ma nel 1987 una reunion capeggiata dal fratello minore del cantante, tale Johnny Van Zant, cambiò le carte in tavola.
La band, che ormai si dava per spacciata, torna a vivere e a calcare le scene con un inaspettato e costante successo.

Tutta questa faticosa strada li ha portati fino a qui, fino al tour 2025 che celebra in tutto il mondo i 50 anni di vita della band.
Altri due lutti colpirono la formazione degli Skynrd negli anni 2000. Ma questi ulteriori colpi, sferrati dal destino, non abbatterono la volontà di Van Zant e soci di continuare a suonare insieme.

Il Ferrara Summer Festival ci ha regalato l’onore di ascoltare dal vivo una rock ‘n roll band, che rappresenta un’istituzione nella storia della musica mondiale.
I Lynrd Skynrd per questa data italiana si sono fatti accompagnare dalla grintosa Deborah Bonham e dal gruppo fronteggiato dal chitarrista dei Deep Purple, Simon McBride.


I Lynrd Skynrd non sono grandi per la loro musica, ma per la tenacia che li contraddistingue.
Nonostante gli eccessi, le droghe, l’alcool siano stati sempre una triade costante, la volontà e l’amore per la musica si sono rivelati molto piu robusti e graffianti delle loro debolezze.
L’impegno sociale e l’orgoglio sudista hanno contraddistinto i testi e le intenzioni dei Lynrd Skynrd da sempre.
Il loro stile, contaminato di boogie, folk, country e honky tonk rimane la più originale rivisitazione dell’irripetibile rock ‘n roll degli anni ‘70.
[rl_gallery id=”313896″]
a cura e foto di
Bellini Valentina

