Un piccolo approfondimento sull’artista che sarà protagonista della mostra a Palazzo dei Diamanti

Dall’11 ottobre 2025 all’8 febbraio 2026, sarà possibile visitare presso Palazzo dei Diamanti a Ferrara la mostra Chagall, testimone del suo tempo. L’esposizione è incentrata proprio sull’artista, considerato tra i più importanti e amati maestri dell’arte del Novecento.

Si tratta di un viaggio straordinario che rivela come Marc Chagall, universalmente noto per le figure fluttuanti e le colorate atmosfere incantate, abbia saputo mantenere viva la memoria della sua terra natale, della tradizione e degli affetti, proiettandoli sempre verso nuovi orizzonti espressivi.
Attraverso 200 opere, tra dipinti, disegni e incisioni, e due sale immersive che consentono di ammirare alcune creazioni monumentali in una dimensione coinvolgente e spettacolare, la mostra evidenzia la profonda umanità dell’opera di Chagall, artista plurale, visionario e testimone del suo tempo, cantore della bellezza e custode della memoria.

Volti scissi, profili che si moltiplicano, ritratti che si specchiano: attraverso il tema del doppio rivela la sua straordinaria capacità di cogliere la dualità dell’esistenza umana. E ancora: amanti volanti, animali parlanti e bouquet esplosivi diventano, trascendendo il visibile, metafore universali.
Attraverso il suo sguardo poetico, Chagall trasforma l’esperienza personale in riflessione condivisa, svelando come dietro l’apparente semplicità delle sue creazioni si celino temi che toccano ogni essere umano: l’identità, l’esilio, la spiritualità e la gioia di vivere. La mostra è organizzata da Fondazione Ferrara Arte e Arthemisia ed è curata da Paul Schneiter e Francesca Villanti.

L’importanza dell’infanzia di Marc Chagall

Marc Chagall nacque a Lëzna ,in Bielorussia, il 7 luglio 1887. L’artista, di origine ebraica, aveva inizialmente un altro nome: in ebraico era Moishe Segal, mentre in russo Mark Zacharovič Šagal. Solo successivamente venne francesizzato in Chagall. Era membro di una famiglia numerosa, aveva 8 fratelli e il padre era un mercante di aringhe. Una parte della sua infanzia risulta essere di particolare rilievo per il suo operato artistico: il periodo felice nello shtetl (villaggio ebraico). Alcune opere nelle quali si può riscontrare l’attaccamento a tale luogo sono: Alla Russia, agli asini e agli altriIl Santo vetturino e Io e il villaggio.

frammento ingrandita di Io e il villaggio, Marc Chagall

In Io e il villaggio è possibile scorgere vari riferimenti alla cittadina ebraica, nonostante lo stile astratto e poco realistico adoperato dall’artista. A partire dagli animali: le pecore o mucche, come riferimento alla vita rurale in tali villaggi, mentre l’uomo con la falce in mano rappresenta probabilmente l’importanza dell’agricoltura. Inoltre, poco sopra l’uomo si può notare una chiesa, presumibilmente ortodossa.
Nell’opera Chagall attinge pertanto dalla tradizione culturale ebraica orientale e bielorussa, rievocando in maniera nostalgica e sognante la vita in uno shtetl.

Lo stile di disegnare

I dipinti di Marc Chagall sono frequentemente caratterizzati dalla scelta dell’utilizzo di colori vividi e accesi. Tale decisione non è casuale, ma sembrerebbe legata alla veicolazione di determinate emozioni e alla tradizione russa. Per esempio, in Io e il villaggio le casette colorate e la chiesa gialla trasmettono gioia, mostrando la sua visione ottimistica e felice legata a quel periodo della sua vita.
Inoltre, osservando non solo i colori adoperati, ma anche il modo di disegnare i soggetti, spesso contornati da linee nette, è possibile notare un analogia con i disegni fiabeschi. Infatti, la fiaba è un elemento significativo della tradizione russa.

Questo stile semplice ma allo stesso tempo ricco e variegato, riesce a trasportare lo spettatore nell’infanzia dell’artista e talvolta in diverse dimensioni, rendendo unico Chagall.

a cura di
Eleonora Maria Cavazzana

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