Thirty Seconds to Mars – Ippodromo San Siro, Milano – 2 luglio 2025

Dopo appena un anno dalle date di Bologna e Torino, i Thirty Seconds to Mars tornano in Italia con ben 5 date: Milano, Gorizia, Lucca, Napoli e Alba. Ad aprire per loro la band uscita da X-factor, Les Votives

In questi ultimi giorni a Milano c’è stato un solo pensiero ricorrente, che si è evoluto in fretta raggiungendo la forma finale di lamentela: “che caldo!”. Ci si aspettava, quindi, di soffrire e sudare per ogni passo fatto. La cosa inaspettata, però, è stato vedere l’Ippodromo riempirsi con una certa lentezza per il concerto dei Thirty Seconds to Mars… o forse no? Negli ultimi anni si sono sprecate le critiche alle esibizioni della band americana, una su tutte: Jared Leto non canta le parti più difficili delle canzoni. Sarà, dunque, stato questo a dissuadere alcuni fan dal tornare?

Diverso il discorso per il Golden Circle, riempitosi piuttosto in fretta e carico per godersi il concerto, tra una bottiglia d’acqua e l’altra.

Les Votives

Chi non aveva il peso delle critiche da reggere data la giovane età, sia anagrafica che di carriera, era la band emergente Les Votives, che ha partecipato all’ultima edizione di X-Factor arrivando in finale e sfiorando la vittoria.

La band porta sul palco un’interessante Brit Rock, rispecchiato molto anche nel look, che entusiasma il pubblico, anche grazie all’energia trasmessa dal frontman Riccardo Lardinelli. Il cantante si è addirittura esibito in un assolo di chitarra suonato con la bocca, in stile Jimi Hendrix, che ha mostrato la bandiera della Palestina sul retro dello strumento.

Dopo mezz’ora si conclude l’esibizione con un “Fuck Nethanyau” urlato a gran voce.

Thirty Seconds to Mars, primo atto

Alle 21.10 circa, con ancora un po’ di sole alle spalle, ecco che salgono sul palco Jared e Shannon Leto, seguiti da Stephen Aiello. Formazione completa: si comincia!

Jared Leto sembra in gran forma e lo dimostra correndo come un forsennato per tutto il palco e incitando il pubblico fin dalle prime note. Il suo carisma magnetico si percepisce anche quando è fermo, immobile, statuario. Senza perdere tempo scende subito in mezzo al pubblico e manda i fan delle prime file in visibilio.

Si inizia con “Kings and Queens”, “Up in the Air”, “Walk On Water” e già alla quinta canzone Jared fa salire sul palco dei fan dal pubblico per cantare e ballare insieme a lui “Rescue Me”. Il frontman non è nuovo a questo tipo di regali, lo aveva già fatto anche nelle precedenti date, ma l’effetto che fa e l’entusiasmo che crea un gesto simile non si può comprendere se non lo si sperimenta.

Il primo atto si conclude con altre vecchie canzoni che hanno contribuito al successo della band come “From Yesterday”, “Hurricane” e “This is War”, particolarmente adatta al periodo storico in cui stiamo, purtroppo, vivendo, e che ha acquistato un significato diverso e più potente, diventando un grido di speranza e dando vita a un’emozione unica.

Secondo atto ed encore

Nel secondo atto Jared si prende un momento di tranquillità regalandoci tre esibizioni chitarra e voce davvero da brividi con “Alibi”, “City of Angels” e la cover di “Stay” di Mikky Ekko e Rihanna.

Dopo esserci goduti i maxischermi con la gigantografia di Jared Leto in bianco e nero, finisce il momento magico e ricomincia il casino (in senso buono, ovviamente). I Thirty seconds to Mars hanno tutte le intenzioni di farci rivivere il 2005 e buttano lì in mezzo, con nonchalance, altri due pezzi incredibili come “A Beautiful Lie” e “Attack”, che hanno riacceso il pubblico.

Per finire non potevano certo mancare il più grande successo della band “The Kill” e uno dei più amati dai fan “Closer to the Edge” per il quale Jared ha di nuovo fatto salire fan sul palco per un’esibizione finale che ha fatto sembrare il pubblico e i Tirthy Seconds to Mars un tuttuno.

Conclusioni

Nonostante le critiche i Tirthy Seconds to Mars hanno portato a Milano un concerto di tutto rispetto: entusiasmante, divertente e coinvolgente. Magari Leto non canterà alcune parti, è vero, ma quelle che canta le canta da Dio e comunque ha assestato alcuni scream quà e là davvero da pelle d’oca.

In sintesi: il concerto è stato un successo. Vale la pena parteciparvi anche solo per avere l’opportunità di salire sul palco con la band e fare un’esperienza indimenticabile. Fortunatamente i fratelli Leto amano l’Italia, che hanno definito un Paese meraviglioso, pieno di passione, seppur molto caldo. Quindi per tutti quelli che si sono persi il concerto state tranquilli: i Thirty Seconds to Mars torneranno!

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a cura di
Edoardo Iannantuoni

foto di
Mirko Fava

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