Venerdì 22 maggio la piattaforma streaming Mubi renderà disponibile “Peter Hujar’s Day”, il nuovo film di Ira Sachs con Ben Wishaw e Rebecca Hall. Noi di “The Soundcheck” abbiamo avuto modo di vedere la pellicola in anteprima!
Presentato al Sundance Film Festival 2025 e al Festival di Berlino, Peter Hujar’s Day, il nuovo film di Ira Sachs con protagonisti Ben Wishaw e Rebecca Hall, sbarcherà sulla piattaforma streaming Mubi venerdì 22 maggio.
L’ispirazione dietro l’opera è il libro omonimo, una trascrizione recentemente tornata alla luce di una conversazione del 1974 tra l’autrice Linda Rosenkrantz e il suo amico fotografo Peter Hujar. Questo scambio faceva parte di un progetto più ampio: la Rosenkrantz aveva infatti intenzione di scrivere un libro basato su una serie di interviste con vari artisti dell’epoca. Tuttavia, il fatto che Hujar fosse un amico intimo appare evidente tanto nell’uso delle parole, quanto nelle scelte registiche di Ira Sachs, ragion per cui questa conversazione può essere estrapolata dalla sua cornice contestuale.
Il film è interamente ambientato nell’appartamento di Linda, dove, nell’arco di una giornata, Peter Hujar racconta all’amica le sue 24 ore precedenti con dovizia di particolari. Il risultato è il ritratto della vita di un artista negli anni Settanta, nonché la delicata rappresentazione di un’amicizia intima, forgiata dalla partecipazione alla stessa scena downtown newyorkese.

Noi di The Soundcheck abbiamo potuto vedere il film in anteprima ed ecco per voi la recensione!
Peter Hujar: fotografo e simbolo
Al centro del film c’è, ovviamente, la figura di Peter Hujar, fotografo poco disposto a scendere a compromessi quando si tratta della sua arte e, infatti, diventato famoso solo post mortem.
In effetti, anche solo dal racconto di una sua giornata qualsiasi, si possono comprendere alcuni tratti fondamentali della sua personalità. Innanzitutto, in quanto artista, emerge la sua capacità di osservazione del mondo che lo circonda, grazie alla quale ogni minimo dettaglio diventa un momento prezioso da immortalare nella descrizione della sua giornata.

Ancora più evidente è però un altro aspetto: la sua visione dell’arte stessa. Hujar (interpretato qui da Ben Wishaw) non fa il fotografo per arricchirsi, né per ricercare la fama, bensì per rispondere ad un’urgenza interiore. Di più: confrontando le sua attitudine con quella del resto della scena newyorkese – dipinta a grandi linee dal suo racconto-, si può dedurre che il suo approccio sia quasi antiperformativo. Hujar è un fotografo perché non potrebbe non esserlo e questo è tutto ciò che gli interessa.
Allo stesso tempo, l’uomo è anche un artista che si muove in una scena ben specifica, collocata nello spazio e nel tempo: la New York degli anni Settanta. Di conseguenza, in Peter Hujar’s Day emergono con prepotenza le condizioni di vita difficili di un fotografo di quest’epoca.

Una giornata come tante, una giornata come tutte
Nel film, inoltre, il dialogo tra il fotografo e la sua amica scrittrice occupa a sua volta un’intera giornata, mettendo in scena contemporaneamente il racconto di Hujar e l’intima amicizia tra i due personaggi. Linda Rosenkrantz (Rebecca Hall) non sta solo intervistando un artista, ma sta anche trascorrendo del tempo con una persona cara per cui prova affetto e preoccupazione.

Il parallelismo temporale tra il racconto e il presente del film permette di rispondere anche ad un altro interrogativo della pellicola: cosa si fa veramente durante una giornata? E, soprattutto, perché sembra sempre di non aver portato a termine granchè?
La narrazione di Peter Hujar diventa così emblematica. Il fotografo ritiene di aver perso molto tempo nella sua giornata precedente, eppure, anche solo per il numero di dettagli specifici elencati, appare evidente che sia stata a suo modo densa di eventi. Allo stesso tempo, il presente della narrazione dimostra quanto anche i piccoli momenti intimi tra amici debbano essere considerati come avvenimenti importanti in una giornata.

In conclusione
Peter Hujar’s Day è un’opera che riflette sull’utilizzo che si fa del proprio tempo attraverso la prospettiva specifica di un artista della New York degli anni Settanta. Di conseguenza, alla riflessione filosofica si affianca l’affresco della vita degli artisti in un luogo e in un tempo tempo specifici. Complice anche l’atmosfera intima data dalla singola ambientazione e dalla presenza di due soli attori, Peter Hujar’s Day è un film a cui vale la pena dare una possibilità.
a cura di
Claudia Camarda

