“EUPHORIA 3: the Ballad of Paladin” – la recensione

EUPHORIA 3X3

Terza puntata dalla narrativa scioccante: Jules Sugar Baby e l’eccentrico matrimonio di Cassie e Nate finito in tragedia

Flashback.

Siamo tutti consapevoli di cosa significhi abitare nella Grande Mela: affitti alle stelle, costo della vita elevato, caos ad ogni angolo di strada… eppure, che vita!

And step around the heart of it, New York, New York
I wanna wake up in that city that doesn’t sleep”

Frank Sinatra

Jules (Hunter Schafer) si trova nella Big City per frequentare la scuola d’arte, vivendo in un modesto appartamento con un’inquilina che la introduce nel mondo delle Sugar Baby, una realtà a lei non del tutto sconosciuta. Saranno realmente stati i motivi economici a spingerla verso questo dark side o è solo una tacita volontà di far riemergere una naturale e personale perversione?!

Questo costante dibattito interiore e morale a cui ci sottopone Euphoria in ogni stagione è ciò che più di tutto – probabilmente – ce la fa amare.

Il sex work è un grande tabù in molti paesi (come il nostro, dov’è principalmente ritenuto illegale), ma il mondo delle Sugar Baby rappresenta ancora un ‘”area grigia“, poiché non è illegale ricevere regali o sostegno finanziario all’interno di una relazione consensuale.
In questo ambiguo spiraglio, Jules incontra Ellis (Sam Trammell), un seducente e ricco chirurgo plastico sposato, bisognoso di perverse attenzioni e, più tardi, suo unico benefattore e cliente.

Doveva essere il giorno più bello della mia vita!

Finalmente il fatidico giorno delle nozze per Cassie (Sydney Sweeney) e Nate (Jacob Elordi) è arrivato e l’esordio è decisamente un tutto dire!! Dallo stile esuberante, quasi pacchiano e controverso (la mamma di Cassie, Suze – interpretata da Alanna Ubach – è decisamente poco incoraggiante nella camminata verso la navata), nonché brillantemente estroso.

Maddie (Alexa Demie) fa il suo ingresso nel suo audace stile, aggiungendo un tocco di eleganza, e Jules (Hunter Schafer), il +1 di Rue (Zendaya), sottolinea la sua vena artistica con un abito mozzafiato “vedo e non vedo”.

La cerimonia si conclude con un passionale bacio senza fine tra i due novelli sposi e si dà inizio al ricevimento, con tradizionali – e imbarazzanti – discorsi familiari annessi.

Naz (Jack Topalian), magnate delle pompe funebri prestato all’usura, interrompe l’eccentrica celebrazione presentandosi al tavolo degli sposi. Nate è immerso nei debiti all’insaputa di tutti (Cassie compresa) e Naz non ritarda nel pretendere la sua quota, neanche in questo sacro giorno.

Cassie finalmente inizia a fare 2+2, e il suo turbamento è così incontrollabile da portarla a stappare una bottiglia di champagne in un occhio di Nate!
I festeggiamenti si concludono con il rientro in villa dei due sposini che, nel viaggio di ritorno in limousine, fanno la pace. Peccato che, nel varcare la soglia di casa, il loro regalo di nozze siano Naz ed un suo “scagnozzo”.

Con il naso rotto ed il vestito sporco di sangue, Cassie scoppia così in un’infantile pianto disperato, mentre il più bel giorno della sua vita è definitivamente rovinato e l’oramai marito Nate viene violentemente malmenato e mutilato.

La scena più splatter vista fino ad ora in questa terza stagione di Euphoria!

La fine dei giochi

Durante il matrimonio, Rue riceve una chiamata da Alamo (Adewale Akinnuoye-Agbaje), il quale la incarica di andare a prendere un carico di droga a casa di Laurie (Martha Kelly). Ignara dei reali intenti di vendetta del “porco”, Rue obbedisce e viene accompagnata da Bishop ( Darrell Britt-Gibson).

Mentre Laurie è distratta, quest’ultimo droga l’acqua di Paladin, il cacatua di Laurie – o meglio il suo bene più prezioso.
I due mandanti completano la loro mission e vanno via separatamente.

Nel viaggio di ritorno, Rue ascolta un passaggio della Bibbia, Mosè e il roveto ardente e, non a caso, proprio in quel momento religioso e riflessivo, la nostra protagonista viene fermata dalla DEA.
Nella teologia cristiana, il roveto ardente viene interpretato sia come simbolo della presenza eterna di Dio, intrinseco nel dolore umano e come l’amore divino che arde costantemente, senza consumarsi mai.
Tutto ciò di cui è alla ricerca Rue e tutto ciò di cui ha da sempre bisogno!

Si alza l’asticella

È evidente come il clima di tensione sia in crescita puntata dopo puntata, lasciando volutamente lo spettatore con il fiato sospeso!

Accresce anche la sfida tematica: la ricerca della fede e della redenzione di Rue è una costante, le dinamiche relazionali tossiche si sono evolute nel mondo adulto (basta osservare le azioni economiche manipolatrici di Nate), l’esplorazione dell’identità e di quella di genere seguono una ricerca sempre più dark attraverso la vita stravagante di Jules e la violenza è la struttura narrativa dell’intera stagione.

Sam Levinson si conferma un narratore e uno sceneggiatore dalla profonda complessità e dal notevole impatto visivo ed emotivo.

a cura di
Rachele Donatelli

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