Lo spettacolo di Stefano De Martino “Meglio Stasera!” all’Arena Saracena è la dimostrazione che si può fare un intrattenimento nuovo e fresco prendendo spunto dai grandi del passato
Bravo. Stefano De Martino è bravo. Se preferite, per usare un gergo a lui più “affine”, possiamo dire che non è affatto un “pacco”. Lo si sapeva, voi mi direte. D’altronde è già da un po’ che è il “volto nuovo” della RAI e che ha dimostrato di essere a suo agio in vari aspetti e format televisivi. Tutto verissimo e giustissimo. Ma lo spettacolo “Meglio stasera!” andato in scena all’Arena Saracena di Cirò Marina mi ha convinto in maniera definitiva e vi spiego perché.
Come un trapezista senza rete
La prima motivazione è che fare uno spettacolo di due ore in cui recita, canta e balla vuol dire prendersi dei rischi notevoli rispetto ad una registrazione di una puntata televisiva. Se oltretutto ti “aspettano tutti al varco” pronti a fare notare che non sei in grado perché in fondo sei solo l’ex di qualcuno o di qualcosa ( Belen e Amici) il coefficiente di difficoltà aumenta. È come fare il trapezista senza rete…e a De Martino devo dire che il numero è riuscito perfettamente.
Oltre all’aspetto c’è di più
La seconda motivazione che mi ha definitivamente convito della bravura di Stefano è che, mentre assistevo divertito allo spettacolo, mi sono dimenticato del suo aspetto esteriore ed ho “semplicemente” apprezzato la sua bravura. De Martino è inequivocabilmente e giustamente ( cari colleghi maschietti bisogna essere “sportivi” e ammetterlo) il sogno di quasi tutte le italiane. Ancora più apprezzabile,dunque, che Stefano abbia deciso di studiare, di migliorarsi oltre la danza, di affinare le doti recitative e canore anziché spingere esclusivamente sull’aspetto fisico.
Imparare dai grandi per proporre qualcosa di fresco e nuovo
È evidente che De Martino abbia preso spunto dai grandi del passato per proporre, però, uno show comunque fresco e nuovo. Si percepiscono, con le dovute proporzioni, influenze della grande tradizione partenopea (ad esempio, Ranieri per la parte ballata e cantata e Arena per il lato comico). Apprezzabili anche le doti di improvvisazione e coinvolgimento del pubblico che ricordano lo stile “One man show” di Fiorello.
Se le premesse sono queste e se , come credo, De Martino continuerà con questa dedizione e voglia di migliorarsi, il futuro sarà certamente suo. Forse, c’è ancora speranza per il “varietà” (e non solo) italiano.
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a cura di
Paolo Porco

