The Strokes – Unipol Arena, Bologna – 17 ottobre 2026

The Strokes

Siamo stati a vedere il ritorno in grande stile degli The Strokes per il “Reality Awaits Tour” dopo 11 anni dall’ultima volta.

In apertura alla band ci sono stati Alex Cameron e Fat White Family, il primo opener purtroppo non siamo riusciti a godercelo, si è esibito veramente presto mentre il secondo lo abbiamo ascoltato tutto e sinceramente ci ha provocato delle emozioni miste. Da una parte abbiamo trovato belle saporite le produzioni dall’altra il cantante era un po’ troppo esagerato magari rispetto al pezzo; oltre al fatto che la voce era sovrastata da tutto il resto. Il pubblico però sembra essersi divertito, diciamo che per il ritorno dei The Stronkes avremmo optato per altro.

Passando appunto alla band di punta della serata, ci sono voluti ben quindici, QUINDICI anni per poterli vedere ritornare in Italia. Questo sì che è un ghosting pesante. L’attesa infatti creatasi attorno a questa band guardando anche in redazione è stata gigantesca. D’altronde hanno un po’ sognato l’indie rock degli anni ’00 e ’10 soprattutto. Il nuovo album “Reality Awaits” lo avevamo ascoltato a pillole e la band ha deciso di intraprendere una strada forse per aria di novità, forse per essersi stancati di fare la stessa musica, ma anche dal vivo probabilmente non ha ancora attecchito tra i più, ma sono stati i pezzi peggiori.

Tutta l’energia dell’attesta per questa band si è sprigionata appunto sui pezzi storici e azzarderemmo anche un iconici come “Reptilia”, “Hard to Explain”, “The Adults Are Talking”, “Someday”, “Take It or Leave It” e “Last Nite”. D’altronde anche noi potremmo dire di essere andati per questi sei pezzi; una volta ascoltati potevamo morire in mezzo al parterre in pace.

La band ha optato per semplici giochi di luci, interessante come molto spesso si illuminassero i membri della band con dei coni di luce senza però esagerare, mantenendo un po’ quell’effetto di mistero. Anche perché il cantante Julian Casablancas ha un po’ quell’aura da artista maledetto col suo cappotto e occhiale da sole tenuti da inizio a fine concerto. Senza voler far danno a nessuno lo assoceremmo un po’ a Alex Turner degli Arctic Monkeys o Matt Healy dei The 1975, quei frontman con un certo carisma che la loro presenza basta per tenere su il palco.

Dobbiamo sottolineare come nota a margine anche l’intonazione di “Bella Ciao” improvvisato dal batterista e seguita dal pubblico. Facendo quindi un resoconto finale, effettivamente se facessero tour regolarmente non so se gli andremmo a vedere, la magia credo fosse più dovuta al fatto che non venissero da tanto tempo in Italia. È stato un bel concerto, ma non lo definiremmo memorabile, ascoltare i pezzi citati prima era dovuto, ma da non super fan ci è sembrato esagerato la reazione avuta quando uscirono i biglietti al tempo. Belli i The Strokes ma ci vivrei in affitto senza acquistare casa ecco.

La scaletta del concerto
  • Tyrants of the Mellow Moon
  • Reptilia
  • Heart in a Cage
  • Dine N’Dash
  • Hard to Explain
  • Lonely in the Future
  • The Adults Are Talking
  • Juicebox
  • Gratisfaction
  • Evening Sun
  • Soma
  • Going to Babble On
  • You Only Live Once
  • Automatic Stop
  • Someday
  • Going Shopping
  • Take It or Leave It
  • Last Nite
  • New York City Cops
  • Threat of Joy
  • Ode to the Mets
  • Selfless

a cura di
Luca Montanari

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