Love me Tender è il nuovo, commovente lungometraggio diretto da Anna Cazenave Cambet, con protagonista Vicky Krieps. Il resto del cast comprende: Antoine Reinartz, Monia Chokri e Féodor Atkine. Il film è stato presentato alla 78esima edizione di Cannes nella sezione Un Certain Regard ed uscirà nelle sale italiane domani 23 aprile, distribuito da Wanted Cinema.

Il cinema francese non si è mai tirato indietro nel denunciare e raccontare, attraverso le sue storie, situazioni socialmente difficili e/o fuori dagli schemi, dove anche la legge e la burocrazia risultano nemiche più che alleate. Love me Tender racconta senza filtri e buonismi uno dei drammi più grandi che possano capitare ad un essere umano. La protagonista di questa storia si ritroverà trascinata dalla corrente, senza possibilità di far valere la propria parola, in una situazione dove nessuno sembra volere o poterla aiutare.

Trama

Clémence (Vicky Krieps) è una donna che sta vivendo un periodo di forte transazione lavorativa ed emotiva. Ha lasciato un’affermata carriera da avvocato per darsi alla scrittura, ed a seguito della separazione dal marito Laurent (Antoine Reinartz) avvenuta tre anni prima, con cui mantiene buoni rapporti e gestisce equamente la custodia del figlio di 8 anni, si è resa conto di provare attrazione verso le donne.

Un giorno decide di confidare all’ex compagno questa nuova svolta sessuale nella sua vita e di chiedere ufficialmente il divorzio. Laurent scosso ed infastidito dalla notizia, denuncia Clémence per comportamenti inappropriati verso il figlio, in modo da toglierle totalmente la custodia. Per la nostra protagonista inizierà così una lotta estenuante contro il marito e le autorità per poter dimostrare di essere un’adeguata figura materna per il figlio.

Sola contro tutti

Nonostante si dia molto spazio nella pellicola agli amori occasionali di Clémence, il fulcro di Love me Tender rimane la schietta denuncia alla superficialità e alla lentezza delle istituzione e della burocrazia francese verso i casi di affidamento dei bambini. La protagonista sarà costretta a trascorrere un anno e mezzo senza vedere il figlio, per poi accontentarsi di brevi incontri di un’ora davanti a degli educatori professionali.

Durante tutta la durata del film, Clémence non riceverà il benché minimo supporto, neanche quando sarà evidente agli occhi di tutti, che è Laurent a manipolare la psiche del figlio contro la mamma. Lo spettatore si ritroverà, insieme alla protagonista, totalmente impotente e rammaricato, provando non poca frustrazione durante la pellicola.

Love me Tender riesce a lasciare il segno. Un film straziante ma al contempo bellissimo, che non si perde in mielosità romanzate, raccontando la sua storia in modo sincero e crudo, senza mancare di umanità.

Clémence

Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la protagonista. Clémence non viene raccontata come quel personaggio saldo ed integro indipendentemente dal fatto che sia vittima degli eventi che gli accadono. In questo caso, la nostra protagonista, per quanto determinata e dal carattere gentile, commette spesso sbagli, portando lo spettatore si a tifare per lei, ma anche ad umanizzarla.

Ogni essere umano è composto da pregi e difetti, da luci e da ombre ed è questa la forza di Clémence. Perché è determinata ad avere la custodia del figlio, ma non rinuncia egoisticamente alla scrittura del libro e a riprendere la carriera d’avvocato, in modo da avere una base economica con cui occuparsi del bambino. Risulta dolce in questa sua nuova scoperta sessuale, ma non riesce ad essere aperta e totalmente sincera con la ragazze che frequenta.

L’interpretazione portata su schermo da Vicky Krieps chiude infine il cerchio senza creare sbavature, risultando superlativa.

I problemi della pellicola

Se non ci sono critiche da avanzare sulla scrittura della protagonista e dei dialoghi, ed in generale neanche sugli aspetti tecnici del film, che risultano nell’insieme ben amalgamati, anche senza particolari colpi di genio, Love me Tender soffre purtroppo di una gestione del tempo traballante.

Il film non rende chiaro e cristallino l’avanzamento del tempo, e varie volte sarà la protagonista a metterci una pezza, raccontando attraverso un monologo pensato o ad una conversazione con altri personaggi da quanto non vede il figlio o come avanzano il processo e le richieste agli assistenti sociali.

Dovendo gestire questi aspetti insieme alla vita sessuale di Clémence, Anna Cazenave Cambet non riesce sempre a condensare le due cose, nonostante il film duri più di due ore e moltissime cose accadono fuori scena, non venendo mostrate, ma solamente raccontate successivamente portando chi guarda il film ad essere spesso estraniato.

Inoltre, ma questo è un elemento totalmente soggettivo che può risultare faticoso o meno a seconda di chi guarda il film, Love me Tender ha un ritmo molto lento e riflessivo, molto legato al cinema drammatico francese di questi ultimi anni, che può indispettire lo spettatore più impaziente.

In conclusione

Love me Tender è uno dei film più emotivamente strazianti che possiate vedere in questo periodo. La lotta di una madre per mantenere l’amore del figlio e la lotta di una donna nei confronti di un mondo che non accetta questa sua nuova identità. Non è un film perfetto e mostra difetti evidenti, ma è assolutamente una pellicola più che rispettabile e che merita tutto il supporto da parte del pubblico in sala. Un film che rimane e rimarrà nella nicchia, ma dal valore indiscusso.

a cura di
Andrea Rizzuto

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