Sayf ci benedice con il suo “SANTISSIMO” album

Dopo l’esperienza di successo a Sanremo Sayf esce con un nuovo album, dopo sei anni dall’ultimo, tanti ospiti, tanta varietà e tanta musica.

Sayf è tornato a far uscire della musica con un progetto più articolato dopo anni che non rilasciava un album. È uscito un EP l’anno scorso, ma quest’anno l’artista si è superato con “SANTISSIMO” avendo ben 18 (!!) tracce che vi aspettano per essere ascoltate. Per chi non avesse seguito Sanremo 2026, Sayf potrà risultare quasi uno sconosciuto, ma stava già emergendo nel panorama musicale italiano grazie all’inserimento negli artisti da guardare nel 2025 da parte di Spotify e collaborazioni importanti con Marco Mengoni e Bresh su tutti.

A livello locale nella sua Genova si è iniziato a far conoscere grazie al movimento Genovarabe fondato insieme ad altri artisti liguri come Helmi Sa7bi, Sossy, Marvin e Vincè: un collettivo che mescola la tradizione cantautorale genovese, le sonorità arabe e le vibrazioni urban contemporanee pesantemente. La sua carta forte a livello di genere rimane comunque il rap mischiato alla sua ecletticità, la sua inventiva e le sue svariate influenze musicali.

Questo album non è da meno, oltre alla quantità Sayf ci ha messo tanta qualità, troviamo infatti brani più trap, brani influenzati dalle sue origini tunisine, brani che sanno proprio di Genova e altri invece risultano affetti dalle vibes jazzistiche soprattutto grazie alla tromba per cui si è fatto riconoscere nel tempo.

Abbiamo letto tante critiche perché questo disco non ha un concept, un’idea dietro. A noi invece di sparare a 0, è sembrato più un album “showroom” in cui Sayf mette in chiaro la sua proposta creativa. Troverete infatti di ogni in questo disco sia a livello di sonorità, di testi e di ospiti. In questo caso noi riteniamo di “perdonarlo” perché comprendiamo che debba mettersi in mostra davanti a tutta questa visibilità.

Questo lo si denota vedendo anche come molti brani non siano lineari e cambino spesso produzione al loro interno, assieme al flow usato da Sayf. Sicuramente nel prossimo l’idea dietro all’album dovrà essere ben curata e ben presente soprattutto, per regalare effettivamente un album più completo, cercando al contempo di compiere il salto successivo come artista.

Tante critiche sono arrivate anche per i featuring ripetitivi rispetto ad altri dischi, comprensibile, ma crediamo abbia scelto gli artisti più forti della scena con cui voleva collaborare da tempo, per cui non riusciva quando era ancora nella condizione di emergente. Troviamo infatti Geolier, Gué, Artie 5ive, Tedua, Kid Yugi, Bresh e Nerissima Serpe. Sono praticamente tutti esponenti del mondo urban italiano infilandoci al tempo stesso la “sua” Genova grazie alle collaborazioni con Tedua e Bresh.

Anche qui si poteva pensare a qualche collaborazione più di nicchia e ricercata magari sempre su Genova, o qualche artista magrebino giusto per confermarsi davvero come un rinnovamento della nuova scena. Di queste tracce con ospiti apprezzato particolarmente “RICORDI”, “PERCHÈ PIANGO” e “F.I.$.”

I brani con i featuring però non sono gli unici che abbiano senso di essere ascoltati. “SEX ON LA SANTA” è un ottimo freestyle come ouverture del disco, “RANDA BARAONDA” vi fa rendere conto di cosa vi stavamo poco fa, mentre se volete piangere “NON C’È” fa proprio al caso vostro.

Nel complesso comunque lo giudichiamo come un album positivo di un artista che ha visto la propria popolarità schizzare alle stelle, che comunque porta qualità, tante influenze e un po’ di freschezza al mondo urban. Ci auguriamo che non si conformi troppo agli standard attuali e continui a portare la sua “SALSA MAGHREB” alla scena.

a cura di
Luca Montanari

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