Con “A mio agio con te” Gemini sceglie la strada della delicatezza e della verità emotiva. Un brano nato con l’orizzonte di Sanremo, ma soprattutto con il desiderio di raccontare un amore fatto di presenza, ascolto e quiete.
Lavorato insieme a Giordano Spagnol e Gerolamo Sacco, il singolo segna una fase più consapevole dell’artista: meno inquietudine, più equilibrio. In questa intervista Gemini parla della genesi del brano, del significato di una canzone “da Festival” e del bisogno, oggi più che mai, di scrivere musica che sappia trasmettere calma e fiducia.
Hai raccontato che “A mio agio con te” è nata con un destino preciso: Sanremo. Cosa rende una canzone “da Festival” secondo te?
Secondo me una canzone “da Festival” deve essere immediata ma anche profonda: deve funzionare al primo ascolto, però lasciare qualcosa dentro. Deve avere una verità emotiva che arrivi a tutti, anche a chi la ascolta solo una volta. Sanremo è un palco enorme, e lì le canzoni devono parlare a persone molto diverse: se riesci a toccare qualcosa di universale, allora sei sulla strada giusta.
Lavorare con Giordano Spagnol e Gerolamo Sacco che tipo di equilibrio ti ha dato?
Lavorare con loro mi ha dato un equilibrio fondamentale tra istinto e visione. Giordano ha una grande sensibilità sulle canzoni, riesce a capire subito dove può arrivare un brano, mentre Gerolamo è il punto di riferimento in studio: mi aiuta a trasformare le emozioni in suono. Insieme hanno creato un ambiente in cui potevo essere libero ma anche guidato. “A mio agio con te” è nata proprio così: da uno sguardo condiviso e dalla sensazione che stessimo andando nella direzione giusta.
In un panorama musicale spesso gridato, scegli un tono morbido: è una scelta controcorrente?
Forse sì, ma non è stata una scelta strategica. È semplicemente il mio modo di raccontare le cose. “A mio agio con te” parla di un amore fatto di presenza e ascolto, senza bisogno di spettacolo o eccessi, e anche la musica doveva avere quella stessa delicatezza.
Credo che oggi ci sia tanto rumore, ma proprio per questo a volte una voce più morbida può arrivare ancora più forte. Non serve alzare il volume per emozionare qualcuno.
Quanto ti rappresenta oggi questa canzone rispetto al Gemini degli esordi?
Mi rappresenta molto, forse più di qualsiasi altra canzone che ho scritto. All’inizio avevo bisogno di raccontare il movimento, la ricerca, perfino l’inquietudine. Oggi invece sento il bisogno di raccontare anche la pace.
“A mio agio con te” parla di quella sensazione rara di sentirsi a casa accanto a qualcuno, e penso che questo dica molto del Gemini di oggi: più consapevole, ma sempre alla ricerca di qualcosa di vero.
Pensi che il pubblico abbia ancora bisogno di brani che parlino di quiete e fiducia?
Sì, forse oggi più che mai. Viviamo in un tempo veloce e spesso inquieto, e credo che le persone abbiano bisogno anche di canzoni che raccontino la fiducia, la calma, il sentirsi nel posto giusto.
La quiete non è qualcosa di noioso: è una conquista. E quando qualcuno ascolta una canzone e si riconosce in quella sensazione di pace, succede qualcosa di molto forte. La musica può essere anche questo: un luogo dove sentirsi a casa per qualche minuto.
a cura di
Staff

