Il nuovo album di Fulminacci, nato tra i “Calcinacci” di una vita da ricostruire

Fulminacci Calcinacci recensione

I calcinacci non sono soltanto ciò che resta ma qualcosa da cui ripartire: Fulminacci mette in musica una vita imperfetta, tra scivoloni e nuove prospettive

Filippo Uttinacci, in arte Fulminacci, è reduce dal suo secondo Festival di Sanremo da cui esce vincitore, non solo del Premio della Critica per il brano Stupida Sfortuna, ma soprattutto per l’ottima risposta avuta dal pubblico.

Oltre ai fan storici, tante altre persone si stanno affacciando al suo mondo cantautorale moderno e questo suo nuovo lavoro segna un’ulteriore tappa nel suo percorso di crescita artistica.

Al termine di una relazione lunga sette anni si può reagire in due modi: ci si può abbandonare al dolore e alla tristezza o cogliere l’occasione per ricominciare tutto da capo, con una scanzonata malinconia. Fulminacci fa proprio questo e lo dichiara subito dal titolo dell’opera: “Calcinacci”, non macerie.

L’album

L’album si apre con il brano “Indispensabile” dove ci si abbandona con leggerezza alle emozioni impreviste e semplici come “mozzarella e pomodoro”, tanto buone da dare dipendenza.

Maledetto me” al primo ascolto è già una hit e contiene tutti gli elementi preferiti dell’autore: Roma, il traffico, i sorrisi di circostanza, un incontro casuale con il passato che potrebbe far male ma che si fonde con un ritornello molto orecchiabile (con la partecipazione di Tommaso Paradiso).

Stupida sfortuna” è il brano che ha conquistato tutti dal palco dell’Ariston e che a distanza di settimana ancora tutti canticchiano; trasmette ciò che è tema ricorrente di tutto l’album ovvero una malinconia che non è mai del tutto triste ed un’allegria mai gioiosa fino in fondo. Una storia finita che permea tutte le piccole cose e ci lascia persi in mezzo ad una strada, senza le chiavi di casa, indifferenti alle stagioni che passano, spaventati e sfortunati.

Da qualche parte in Italia” porta la firma riconoscibilissima di Calcutta per raccontare una storia, forse immaginaria, capace di “chiudere tutta la tristezza in caveau”.

Casomai“, “Niente di particolare” e “Sottocosto” sono i brani già editi di quest’album (oltre al pezzo sanremese) e che collocati all’interno di un progetto risultano ancora più a fuoco: elementi semplici della vita quotidiana che spiegano con immagini chiare vita e relazioni, senza il bisogno di filosofeggiare troppo.

In “Fantasia 2000” troviamo la penna e la voce di Franco 126 e l’accoppiata con Fulminacci è da sogno. Il pezzo è evocativo, racconta una gioventù perduta ma non nei ricordi e la voce di Franchino, insuperabile in questa tipologia di brani, rende tutto più dolcemente malinconico.

Meno di zero” è il pezzo più originale all’interno di un album di per sé già non banale: provocatorio, irriverente e con un ritornello accattivante, senz’altro una delle tracce più riuscite.

Conosco un sacco di spacciatori
Che sarebbero bravissimi genitori
E una schiera di stimati professionisti con i figli tristi
Ho sognato che i cantautori
All’improvviso raccoglievano i pomodori
E gli obiettori di coscienza terrapiattisti erano i veri artisti

Tutto l’album ha richiami al cantautorato italiano da De Gregori a Silvestri, da Dalla a Battiato, quest’ultimo soprattutto in “Mitomani“, bel pezzo in collaborazione con Tutti Fenomeni.

Il brano più intimo è “Tutto bene” dove tra chitarra e voce ci si rende conto di non essere speciali, alla fine di una storia restano solo baci sulla guancia e si accetta che l’altro non abbia più bisogno di noi.

Se arrivati a questo punto della tracklist siete riusciti a non commuovervi vi sfido a non farlo con “Nulla di stupefacente“, una delle tracce migliori dell’album con le sue immagini tipicamente romane come “un cinghiale in mezzo al traffico che scopre la città” ma anche con il messaggio che la vita non è tutta una poesia e va bene se a volte non c’è nulla di stupefacente: che ci importa di camminare sempre dritto se la vita è tutta storta?

L’avventura” è la chiosa del disco, una produzione che da sola è un viaggio che dalla fine ci riporta all’inizio, un po’ come la vita.

Tra questi calcinacci troviamo l’anima a brandelli di Fulminacci, le sue sconfitte e le sue consapevolezze, un poetico cantiere dove costruisce e decostruisce vita e relazioni ma senza mai far cedere le fondamenta della sua identità.

Tracklist
  1. Indispensabile
  2. Maledetto me
  3. Stupida sfortuna
  4. Da qualche parte in Italia
  5. Casomai
  6. Fantasia 2000
  7. Niente di particolare
  8. Meno di zero
  9. Tutto bene
  10. Mitomani
  11. Sottocosto
  12. Nulla di stupefacente
  13. L’avventura

a cura di
Arianna Spennacchio

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