Obsession è un film horror diretto da Curry Baker. Nel cast Michael Johnston, Inde Navarrette, Cooper Tomlinson e Megan Lawless. Il film è prodotto da Blumhouse ed è distribuito dall’Universal Pictures. In uscita nelle sale italiane il 14 maggio.

Similmente ai fratelli Philippou, anche Curry Baker muove i suoi primi passi sul web. Tramite il canale YouTube “That’s a bad idea“, ha iniziato prima con sketch comici fatti insieme all’amico Cooper Tomlinson (che recita nel film) e successivamente con corto/mediometraggi horror dal forte impatto visivo. Questa continua crescita sul web ha raggiunto (per ora) l’apice nel 2024 con Milk & Serial: found Footage costato appena 800 dollari che venne acclamato dagli appassionati del genere, rappresentando l’effettivo trampolino di lancio sul grande schermo.

Arriviamo perciò ad Obsession, suo primo lungometraggio, che nonostante la produzione di Blumhouse, di cui è risaputa la parabola discendente e fortemente commerciale degli ultimi anni, mantiene una fortissima estetica da indie horror e una regia dal forte stampo autoriale. Spietato ed inquietante ma anche ironico e grottesco, con al suo interno una tematica per nulla banale.

Trama

Bear è un ragazzo innamorato di una sua cara amica di lunga data di nome Nikki e pianifica di dichiararsi al termine di una serata tra amici. Inizialmente, con l’idea di prenderle un piccolo pensiero simpatico, compra in un piccolo negozio un “bastoncino dei desideri”, che realizza appunto un tuo desiderio una volta spezzato. Dopo non essere riuscito a dichiararsi e a consegnare il regalo, innervosito spezza lui stesso il bastoncino, desiderando che Nikki sia innamorata perdutamente di lui.

Con sua sorpresa, il bastoncino si rivela essere veramente un oggetto magico, e fin da subito la ragazza si dimostra attratta da lui. Se nei primi tempi le cose sembrano paradisiache, dopo poco i comportamenti di Nikki nei suoi confronti saranno sempre più possessivi ed inquietanti.

Le ossessioni di una relazione tossica

Non fatevi ingannare dall’incipit strano e in un certo senso trash. Il bastoncino è solo il tramite per parlare, e satirizzare, una situazione in cui tutti possiamo potenzialmente ritrovarci come vittime o come carnefici: le relazioni tossiche.

Lasciando da parte le situazioni più paranormali o violente, molti degli atteggiamenti possessivi di Nikki sono enfatizzazioni di dinamiche che si possono realmente presentare in certi contesti negativi. La ragazza impazzisce se Bear dice di voler fare un’uscita da solo con gli amici, chiede e controlla ogni suo movimento dentro casa, mente su se stessa in modo da ricevere le più assolute attenzioni e manipola in ogni modo il ragazzo.

Curry Baker non fa sconti: racconta di come un amore, per quanto puro e sincero, possa diventare egoista e – citando il titolo – un ossessione.

Chi è la vittima e chi il carnefice?

E qui arriviamo infatti alla lettura più stratificata di Obsession. Perché, nonostante Nikki sia tra i due quella “pazza”, il film ti ricorda costantemente che si ritrova in quello stato a causa di Bear. La ragazza è vittima a tutti gli effetti di un incantesimo che la forza a provare amore per una persona che ha sempre solo visto come un amico.

Bear, in tutto ciò, subisce passivamente ogni angheria e situazione inquietante: non perché sia il tipico personaggio stupido dei film horror, ma perché alla fine, a lui va bene così. Sta con la ragazza che ha sempre sognato, che lo riempie di attenzioni, con cui ha continui rapporti sessuali e che convive a casa sua. Nonostante si renda conto che quello che sta vivendo non sia vero amore, e che tutto ciò fa soffrire la “vera” Nikki, Bear decide di non fare nulla per sistemare la situazione.

Il protagonista è ossessionato tanto quanto la ragazza, è tossico tanto quanto lei, solo in modo più indiretto e passivo. Ed è proprio la realizzazione di questa chiave di lettura che porta Obsession ad essere un film per nulla banale e scontato.

Un horror stellare

Va bene, abbiamo spulciato la tematica del film, ma come horror è valido? La risposta è assolutamente si!

Baker dimostra una grande bravura nella gestione dei tempi horror, rendendoli divertenti e grotteschi o aggressivamente inquietanti e violenti a suo piacimento. Il film ha dei jumpscare ben piazzati, e genera un’ansia crescente fino ad una conclusione cattivissima. Non hai modo di prevedere fino a che punto si spingerà la follia di Nikki, e sarà proprio questo deficit a metterti costantemente in allerta e sotto pressione.

Oltre alla regia e alle musiche, il più grosso merito va dato ai due attori protagonisti, su tutti l’interprete di Nikki, Indi Navarrette. Una prova semplicemente eccezionale, nell’uso della tonalità della voce, nelle movenze e nelle espressioni facciali. Se le scene horror funzionano così tanto bene, il 50% del merito è solamente suo.

In conclusione

Non c’è molto da aggiungere. Obsession è, finora, il film horror di questo 2026 e sicuramente rimarrà uno dei titoli di punta del genere una volta concluso l’anno. Non consigliato ai deboli di stomaco e a chi soffre d’ansia. Se siete invece amanti del genere, la sala vi aspetta, e fidatevi, grazie all’impianto audio di una buona sala, il terrore sarà doppio.

a cura di
Andrea Rizzuto

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