Per i 20 anni di carriera The Kooks vanno in tour e passano anche dal nostro paese per uno show all’insegna dell’alternative rock.
In apertura alla serata c’è stata la band girl in the year above che curiosamente non ha ancora rilasciato alcun tipo di musica ma per ascoltarne i brani bisogna appunto vedere gli spettacoli dal vivo. Non ha quindi senso consigliarvi dei brani in questo caso. Comunque lei ha una voce spaziale già dal vivo, non immagino nei pezzi in studio. La cantante si vede comunque che si è divertita parecchio sul palco e lo show poteva benissimo anche essere un live a sé stante se non fosse stata per la durata breve di un opening. girl in the year above da oggi avete un nuovo estimatore.
Tocca ai The Kooks
La band ha sfornato delle pietre miliari nella musica pop rock mondiale, soprattutto a inizio carriera e ora è arrivata a festeggiare 20 anni di carriera. Nessuna scenografia gigante, ma lo show di una band di altri tempi. Non sapevamo in realtà che aspettarci; sapevamo cosa volevamo ascoltare e l’abbia ottenuto. Luke Pritchard, la voce della band, è assolutamente uguale allo studio e già questo ci ha “stunnati” alla prima canzone soprattutto per i suoi movimenti che ci avrebbero accompagnato per il resto del concerto.
Ci aspettavamo un live molto più soft conoscendo il genere della band, in realtà gli arrangiamenti sono stati resi molto più rock e dobbiamo fare una confessione. L’ultimo album lo abbiamo ascoltato relativamente poco e siamo andati prevalentemente per delle canzoni che ci sono risuonate in testa in tutti questi anni. Impossibile infatti non ascoltarsi una volta nella vita “She Moves in Her Own Way”, “Bad Habit”, “Junk of the Heart (Happy)”, “Naive”; tutte sono state eseguite come le avevamo dipinte nella nostra mente.
Anche la gente in realtà cantava soprattutto per quei pezzi lì, ma riempire un club importante dopo così tanto tempo grazie soprattutto a delle canzoni che sono rimaste nel tempo, soprattutto in questo periodo storico dove una canzone vale un tik tok e si passa alla prossima, vorrà dire qualcosa no? Molto emozionante il momento dedicato al padre per “See Me Now” e anche “Seaside” eseguita in acustico per spezzare tutto il ritmo accumulato nella prima parte ha avuto il suo perché.
Non diciamo che sia una band da vedere a tutti i costi, però faremo uno statement forte: abbiamo preferito gustarci questo concerto piuttosto che la finale di Sanremo. Tutta la gente al concerto si è risparmiato una tortura e al contempo ha visto una band che ha ancora da dire la sua dopo tutto questo tempo.
La scaletta
- Sofa Song
- Always Where I Need to Be
- Eddie’s Gun
- Stormy Weather
- She Moves in Her Own Way
- Bad Habit
- Westside
- Sweet Emotion
- Sunny Baby
- Junk of the Heart (Happy)
- See Me Now
- Seaside (Acoustic)
- Sway
- Shine On
- Down
- See the World
- Do You Wanna
- You Don’t Love Me
- Ooh La
- Naïve
a cura di
Luca Montanari

