Vince Sal Da Vinci, seguito da un meritatissimo secondo posto di Sayf (canzone davvero interessante). Terza Ditonellapiaga, che molti speravano poter vedere in vetta (ma va benissimo così). Peccato per Serena Brancale, che si aggiudica comunque il premio della Sala Stampa.
Da Sanremo 2026 a Sanremo 2027: il passaggio di testimone
Nel corso della serata viene svelato il segreto di Pulcinella: Carlo Conti annuncia che la prossima edizione del Festival di Sanremo verrà presentata da Stefano De Martino (sarà anche direttore artistico). Spiace per Cattelan, l’eterno “giovane rampante” anche se oramai di anni ne ha 44, ma va bene così: ha le sue soddisfazioni e forse il pubblico di Sanremo non sarà mai pronto per il suo tipo di conduzione.
Il sottoscritto, che non ha le rotelle a posto, sogna ancora un Sanremo condotto da Nino Frassica, con in gara Nino Frassica e col pubblico formato da sosia di Nino Frassica e Nino Frassica stesso. Ma questi sono solo sogni lisergici di qualcuno che sogna pecore elettriche…
Tra vette e delusioni di Sanremo 2026
Ma andiamo alla gara: Sal Da Vinci emozionato, vince con una certa sorpresa ma fino a un certo punto: canzone classica, taluni la definiscono retrograda, ma non è così tossica. Semplicemente, è un po’ d’antan. Il vantaggio di Sal è non avere la spocchia e risultare umanamente gradevole.
Applausi per Sayf (meno per il suo parrucchiere), che con “Tu mi piaci” mi sta facendo rivalutare parecchio l’attuale generazione (non sono un vecchiodimerda, semplicemente ho gusti musicali pesantemente diversi); Ditonellapiaga la vedremmo bene all’Eurovision, ma un terzo posto è un traguardo dignitosissimo.
Peccato per Serena Brancale, fin troppo in basso in classifica (nona), e Dargen D’Amico che addirittura si fa scavalcare da Elettra Lamborghini (saranno pesati gli scazzi con la sala stampa?).
Fulminacci si aggiudica il premio della critica (ah, i vecchi che scoprono Fulminacci solo ora), mentre Fedez e Masini quello per il miglior testo (comprensibile). Ditonellapiaga, oltre al terzo posto in classifica generale, va via dal Festival di Sanremo 2026 con anche il premio per miglior componimento musicale. Brancale, infine, oltre al già citato premio della sala stampa (meritatissimo), si aggiudica anche il premio Lunezia per il valore emozionale.
La classifica finale (con commenti rapidissimi)
Il buon vecchio Andrea vi ha fracassato i coglioni per quasi un’intera settimana con le pagelle. Quest’oggi concludiamo la cavalcata di uno dei Festival di Sanremo più piatti degli ultimi anni (fatta eccezione per Ubaldo “Lapo” Pantani e Frassica) con un rapido sguardo alla classifica finale di questo Sanremo 2026 con ancor più rapidi commenti su ciascun partecipante e posizionamento.
- Sal Da Vinci – Saremo io e te
Ci può stare. Royalties dalle feste di matrimonio assicurate. - Sayf – Tu mi piaci
Come dicono i vecchi: fresco, testo interessante e finalmente qualche spiccio in più per cambiare acconciatore (altro termine assai desueto) - Ditonellapiaga – Che fastidio!
Forse negli ultimi istanti ha sperato in una vittoria. Che fastidio. - Arisa – Magica favola
L’unico pronostico che ho azzeccato: posizione rilevante in classifica per pezzo smaccatamente sanremese - Fedez e Masini – Male necessario
Avrei giurato più in alto. La strana coppia comunque ha sorpreso per qualità - Nayt – Prima che
L’avrei visto bene sul podio o un po’ più in alto. Una delle canzoni migliori di tutto Sanremo 2026 - Fulminacci – Stupida Fortuna
Il pronipote di Filini se l’è cavata. Bene così, evitata la crocefissione in sala mensa - Ermal Meta – Stella Stellina
Come sempre, prevedibile posizionamento. - Serena Brancale – Qui con me
Peccato, davvero peccato. Una volta tanto che una canzone sanremese è scritta e interpretata davvero con emozionalità e trasporto e senza retorica. Seré, daje. - Tommaso Paradiso – I romantici
L’ultimo dei romantici bacia la terra per essere nella top 10 - LDA e AKA 7even – Poesie clandestine
Ci sta. Meno fastidiosi del previsto e supereroi del Fantasanremo - Luchè – Labirinto
Non ci crede nemmeno lui. Felice per lui. - Bambole di pezza – Resta con me
Non potevano far di più. Per una canzone con 45 autori dietro, è un piccolo miracolo - Levante – Sei tu
Metà classifica circa, forse un risultato un po’ troppo penalizzante - J-Ax – Italia Starter Pack
Zio, non lamentiamoci e portiamo a casa il risultato. Come dicono a Siviglia: bucio de culo e palline da quattro - Tredici Pietro – Uomo che cade
I santi in paradiso sono tanti. Uno su mille ce la fa - Samurai Jay – Ossessione
‘Sto orrore doveva far compagnia a Eddie Brock. E non me ne frega una ciolla se sta spopolando su Spotify. - Raf – Ora e per sempre
Il sogno bagnato di almeno tre generazioni di trapiantisti tricologici. Bene così. - Malika Ayane – Animali notturni
Nella serata finale ha sfoggiato la migliore performance. Rimane il fatto che la canzone rende meglio nella sua controparte studio - Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare
Enrì, ogni volta ci provi. Dai, ora andiamo a mangiare una pizza da Aziz il kebabbaro di fiducia che è sulla strada del ritorno - Maria Antonietta e Colombre – La felicità e basta
Dispiace vederli così in bassa classifica. Espressione, forse, di un indie pop che non verrà mai capito a fondo dalla platea standard sanremese - Michele Bravi – Prima o poi
Mike, quest’anno hai lasciato la voce sul pianerottolo di casa. Non mi hai fatto fare nemmeno così tanti punti al Fantasanremo… - Francesco Renga – Il meglio di me
Prevedibile, dato che la canzone è così standard che si confonde col resto della sua discografia solista - Patty Pravo – Opera
Rappresentante di tempi oramai estinti, la sua eleganza e il suo costante essere fuori dal mondo mi intriga sempre. Patty, sempre dalla tua parte - Chiello – Ti penso sempre
Esempio di come un’ottima produzione in studio mascheri evidenti mancanze quando poi si deve portare il brano dal vivo - Elettra Lamborghini – Voilà
Anche troppo in alto. Lei simpaticissima, ma… - Dargen D’Amico – AI AI
… ma vedere Dargen superato da Elettra fa male. Ventottesimo posto ingiusto, forse ha pesato lo scazzo con qualcuno della sala stampa? Domanda innocente, eh… - Leo Gassmann – Naturale
Beh… giusto - Mara Sattei – Le cose che non sai di me
Non avrei mai pensato così tanto in basso. Canzone anonima, ma non da penultima posizione. - Eddie Brock – Avvoltoi
Al power ranger di riserva vengono consegnate le chiavi dell’Ariston così, quando tutti sono andati via, può finalmente chiudere il teatro a chiave.
a cura di
Andrea Mariano

