Quando il rock incontra l’elettronica: i Kerala Dust sul palco!
Un viaggio tra elettronica, blues e psichedelia. Il 16 gennaio i Kerala Dust sono arrivati sul palco di Magnolia per un live che non ha lasciato scampo: suoni ipnotici, vibrazioni calde e atmosfere sospese.
Ad inizio serata a scaldare la venue che con calma andava riempiendosi ci hanno pensato i Lostatobrado, musica elettroacustica “post-agricola.” Lostatobrado sono un trio nato a Bologna nel 2023, formato da Lorenzo Marra, Alessio Vanni e Lorenzo Valdesalici, di giorno compositori e sound designer per il cinema, di notte allo stato brado scrivono canzoni e le regalano durante i loro coinvolgenti live.
[rl_gallery id=”341673″]
Dopo un veloce cambio palco alle 21,20 entrano in scena gli headliner della serata, i tanto attesi Kerala Dust.
La band londinese, ora di stanza a Berlino, ha pubblicato lo scorso agosto il terzo album in studio “An Echo of Love” per PIAS: registrato tra Berlino, Zurigo, Austin e l’Italia, il disco riflette l’evoluzione della formazione, tra desert blues e crooning statunitense, con l’ingresso di Tim Gardner alle tastiere e Pascal Karier alla batteria.
I Kerala Dust rappresentano l’incontro tra l’art rock e l’elettronica innovativa e il loro suono è meravigliosamente mutevole: una fusione irrequieta in cui il significato si trova nei frammenti piuttosto che in qualcosa di fisso o statico.
Il loro concerti sono davvero un viaggio sonoro che ci porta lontano, immaginando deserti o costellazioni, volteggiando a destra e sinistra.. c’è chi balla ad occhi chiusi, chi salta, chi scuote i capelli.. ognuno la vive a modo suo e a fine serata rimangono solo good vibes, sorrisi.. e un po’ di sudore 🙂
Live show pazzesco!
Ecco la scaletta
- Echoes of Grace
- The Orb, TX
- How the Light gets in
- Moonbeam, Midnight, Howl
- Fever
- Oil Drum
- Violet Drive
- Bell
- Eden to Eden
- Still There
- Maria
- Closer
- Love in the Underground
- I Remember You a Dancer
- The Bay
- Nevada
- Phoebe
- White Noise
Qui la photogallery dei Kerala Dust
[rl_gallery id=”341672″]
a cura e foto di
Emanuela Giurano

