Cinque appuntamenti romani all’Atlantico, tutti sold out. Cinque date, alcune aggiunte a quelle già annunciate per far fronte alla richiesta del pubblico di assistere dopo nove anni di silenzio, al ritorno de I Cani di Niccolò Contessa, in occasione dell’uscita del loro quarto album “Post Mortem“, pubblicato la scorsa primavera
L’attesa è stata largamente ripagata con un concerto intenso, ricco e pieno di energia. La scaletta ha spaziato dai brani più recenti, come “Buco nero” e “Colpo di Tosse“, fino ai pezzi cult. Non sono mancati infatti i classici intramontabili come “Velleità” o “Lexotan“, brano scelto per il gran finale.
Contessa sul palco parla poco, ma riesce a dare voce a molti, soprattutto ai millennial, ma non solo, molti anche i giovanissimi che si ritrovano nei suoi testi, tanto che non c’è pezzo che non venga cantato a squarciagola durante tutto il live. Più che un semplice tour promozionale, questo concerto assomiglia a un evento collettivo: perché I Cani non sono soltanto una band indie, post-punk o elettronica. I loro pezzi sono specchio della società contemporanea, una richiesta d’aiuto, l’espressione di un disagio condiviso.
Il sound è potente, curato e stratificato; la scenografia studiata in modo impeccabile, con visual diversi e studiati ad hoc su ogni brano. Contessa, pur nella sua riservatezza, risulta carismatico e coinvolgente e una delle poche parole pronunciate sono quelle che invitano a posare i cellulari durante l’ultimo brano. E cosi incredibilmente viene fatto. E tra braccia al cielo e un coro che all’unisono canta “La nostra stupida, improbabile felicità. La nostra niente affatto fotogenica felicità“, si conclude un live strepitoso.
È davvero il caso di dirlo: questa è la reunion di cui c’era bisogno.
In apertura la jam band romana dei Neoprimitivi.
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La scaletta:
- Io
- Buco nero
- Colpo di tosse
- Come Vera Nabokov
- Hipsteria
- Questo nostro grande amore
- Carbone
- Nella parte del mondo in cui sono nato
- Nascosta in piena vista
- Le coppie
- Post punk
- Aurora
- Sparire
- Corso Trieste
- Felice
- FCFT
- Un’altra onda
- I pariolini di 18 anni
- Velleità
- Calabi Yau
- Il posto più freddo
- Una cosa stupida
- Lexotan
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a cura di
Gabriella Vaghini

