In occasione del festival Piccolo Grande Cinema, sono stati proiettati diversi film al MIC. Sabato 15 novembre è stato il turno di Le vele scarlatte e Incontri ravvicinati del terzo tipo.
Piccolo Grande Cinema si è svolto principalmente alla Cinema Arlecchino, con alcuni appuntamenti organizzati anche al MIC, il Museo Interattivo del Cinema, a Milano.
Sabato 15 novembre, in particolare, il museo ha offerto diverse possibilità: la visita alla mostra dedicata a Bruno Bozzetto, la visione di una selezione di film in VR (qui un articolo approfondito) e la proiezione di due film, Le vele scarlatte di Pietro Marcello e l’intramontabile Incontri ravvicinati del terzo tipo di Steven Spielberg.

“Le vele scarlatte”
L’opera, uscita nelle sale nel 2022, è basata sull’omonimo romanzo di Aleksandr Grin. Il film è stato presentato all’interno della rassegna dedicata a Pietro Marcello, di cui erano stati già proiettati Martin Eden l’8 novembre e Duse l’11 novembre. A quest’ultimo nella stessa giornata era seguita una masterclass gratuita con il regista.
La storia si svolge in Francia e inizia appena dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, con Raphaël (Raphaël Thiéry) che fa ritorno dalla sua famiglia. Non trova la moglie, però, ma solo una figlia neonata e una donna, amareggiata dalla vita, che se ne prende cura.
Nel villaggio tutti lo guardano e lo trattano diversamente e ben presto l’uomo capisce perché: sua moglie si è lasciata morire dopo aver subito uno stupro. Quando si presenta l’occasione di salvare la vita dell’uomo che ha condannato la moglie, Raphaël si gira e se ne va, con l’intenzione di lasciarlo morire. Ma ciò non avviene e il mancato salvataggio attira l’odio di tutto il villaggio.
Questo è il motivo per cui anche Juliette (Juliette Jouan), sua figlia, cresce come emarginata, diversa da tutti gli altri. Lei è l’unica che ancora vede la magia del luogo, e ancora canta. Finché una strega le fa una profezia: un giorno le vele rosse arriveranno per salvarla.
In Le vele scarlatte, ad un certo punto, la modernità fa capolino nel film: i giocattoli del falegname non vengono più comprati, a favore di giochi più tecnologici. I tempi cambiano e la distanza tra i protagonisti e il resto del mondo sembra aumentare.
Pietro Marcello in questo film racconta per immagini: crea un piccolo mondo sospeso nella Francia rurale, in cui ogni personaggio ha la sua profondità e la sua storia. Le vele scarlatte è un film in cui la dura realtà convive a stretto contatto con una dimensione più fiabesca, fatta di magia e musica.
Incontri ravvicinati del terzo tipo
Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977) di Steven Spielberg faceva parte della sezione Best Before del festival. In essa, vengono riproposti film che hanno partecipato alle edizioni passate. L’idea è quella di riportare in sala pellicole del passato e capire se alcuni cult abbiano ancora un impatto sullo spettatore odierno.

In questo senso, non si può certo dire che i temi del film non siano ancora attuali, primo tra tutti quello della comunicazione. In un panorama letterario e cinematografico che presentava gli alieni come dei mostri con intenzioni terribili, spesso di colonizzazione e/o sterminio, Spielberg li ritrae invece come degli esseri curiosi e interessati a un contatto.
Nonostante gli alieni siano per definizione ciò che più è distante dall’essere umano, con la volontà delle due specie è possibile comunicare. Il contatto avviene soprattutto tramite la musica, che definisce un alfabeto comune. Un tema scritto da John Williams che ancora oggi parla a chiunque ed è conosciuto anche da chi non ha mai visto il film.
Anche dal punto di vista tecnico, vedere questo film al cinema è interessante ancora oggi: gli effetti speciali hanno un gusto artigianale e forse anche per questo rimangono affascinanti. L’uso delle luci, inoltre, diventa un elemento interno alla narrazione, un ulteriore strumento di comunicazione degli alieni. Il sapiente uso di essi rende ancora oggi questo film un vero e proprio spettacolo visivo.
Insomma, vedere un classico al cinema ha sempre un fascino diverso da quello che si prova per l’ultima novità in uscita. Si tratta di un’occasione per tornare indietro nel tempo e riscoprire il fascino che un’altra generazione ha percepito per lo stesso film che stiamo per vedere. Incontri ravvicinati del terzo tipo, in questo senso, è perfetto: sono passati quasi cinquant’anni da quando è stato proiettato in sala per la prima volta, ma ancora sa parlarci e ci fa emozionare.
Una giornata al MIC
Con film diversi, Piccolo Grande Cinema ha proposto una selezione variegata adatta a tutti, che parla ai giovani quanto agli appassionati e non solo. In una sola giornata al festival, si sono potute fare esperienze molto diverse: dalla sperimentazione del VR, ad un occhio al presente nazionale con un’opera di Pietro Marcello e un salto nel passato internazionale con la visione di un classicone come Incontri ravvicinati del terzo tipo.
a cura di
Francesca Maffei

