Only murders in the building stagione 5 – la recensione in anteprima del quinto episodio

“Only murders in the building” torna con il quinto episodio. In uscita su Disney+ oggi 23 settembre.

La quinta stagione di Only murders in the building arriva a metà percorso. Dopo i fatti avvenuti nel precedente episodio, come si muoveranno Charles, Oliver e Mabel?

Dove eravamo rimasti?

Le indagini sulla morte di Lester portano i nostri podcaster a sospettare del coinvolgimento di tre magnati, accusando pubblicamente uno di loro in una puntata del loro podcast. L’inaspettata visita a casa da parte di tutti e tre i miliardari porterà i protagonisti a venire moralmente sconfitti e tenuti sotto scacco.

Una nuova pista da seguire

In questo quinto episodio, Oliver e Mabel decidono di fare un passo indietro e spostano l’indagine all’interno delle mura dell’Arconia, più precisamente nei bassifondi. Viene così presentato allo spettatore un elemento importantissimo del luogo, fino a quel momento rappresentato principalmente da Lester: i dipendenti del palazzo.

Ursula fa una ricomparsa (il personaggio era presente solamente in un episodio della prima stagione), mentre incontriamo per la prima volta il netturbino Miller e tanti altri membri dell’entourage dell’Arconia. Saranno proprio loro, frustrati e arrabbiati non solo per la morte di Lester ma anche per l’arrivo del robot, a portare Oliver a richiedere una riunione di condominio.

La riunione di condominio

Ed è proprio la riunione il fulcro della puntata! Il tentativo di Oliver di accaparrarsi le simpatie dei dipendenti del palazzo per le indagini, infatti, si trasforma in tempo zero in un fallimento. Senza perdere l’umorismo proprio della serie e dei suoi personaggi, la riunione diventa un luogo in cui riflettere in maniera ancora più approfondita sugli aspetti negativi dell’avanzamento tecnologico.

Il fulcro della riunione è rappresentato dalla presenza del robot LESTR. Non tutti, ma molti dei condomini sono ben favorevoli a sacrificare l’aspetto umano e affettivo verso i dipendenti, preferendo quella che è, sì, una fredda macchina, ma molto più rapida ed efficiente.

Lo scontro tra i residenti e l’entourage porterà, infine, al rapimento del robot e al suo “omicidio” da parte del netturbino, che lo lancerà dal tetto del palazzo (subito dopo che Oliver e Mabel si rendono conto di poterlo usare per le indagini, in quanto detentore di tutti gli appunti di Lester).

Tanti ritorni in questo episodio

Questo quinto episodio segna, inoltre, la ricomparsa di tantissimi personaggi che non si vedevano da un po, come il sindaco, Sofia Caccimelio e i suoi figli.

Il ritorno che fa, però, più piacere è quello della detective Williams, storico personaggio presente dalla stagione uno e che saltuariamente aiuta il trio con le varie indagini, senza lasciarsi sfuggire i suoi commenti pungenti. In questa puntata darà una grossa mano a Oliver e Mabel riguardo… una nuova pista da seguire su un misterioso personaggio!

E Charles invece?

In questa quinta puntata Charles diventa in tutto e per tutto l’elemento comico. Il personaggio fa di tutto tranne che indagare, lasciando (come accennato poco fa) il lavoro a Oliver e Mabel. Ciononostante, allontanarlo momentaneamente dal caso non farà perdere linfa vitale all’episodio: nel corso delle stagioni le scene comiche del trio sono state – in modo alterno – quelle di Charles e Oliver, ma è sempre stato il primo a risultare il più ridicolo.

Essendo anche scrittore dello show, Steve Martin regala qui una scena divertentissima, con una sequenza continua di gag e situazioni assurde che, dopo un episodio un poco più con i piedi per terra come il precedente, non sfigurano affatto.

In conclusione

Nonostante i colpi di genio non manchino, questo quinto episodio è al momento il più debole della stagione. Esso rappresenta, infatti, il collante all’interno della macro trama, faticando però più degli altri a vivere di un’identità propria.

Non si sta parlando di un brutto episodio: in quarantacinque puntate Only murders in the building può vantarsi di non aver mai preso un’insufficienza. Semplicemente, oltre alla riflessione sull’IA, si concentra unicamente sul portare avanti la trama di un altro tassello, non mostrando la grinta dei quattro episodi precedenti.

a cura di
Andrea Rizzuto

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